La “tassa Covid” in bolletta è uno schiaffo all’Italia che lavora

Un emendamento della maggioranza punta a caricare sulle utenze domestiche i costi sociali legati all'emergenza Coronavirus, di fatto "punendo" i clienti puntuali e premiando quelli morosi.

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Un emendamento della maggioranza punta a caricare sulle utenze domestiche i costi sociali legati all'emergenza Coronavirus, di fatto

Il petrolio è crollato ai minimi da venti anni, pur risalendo sopra i 40 dollari al barile nelle ultime sedute, eppure le bollette di luce e gas rischiano di rincarare. Un emendamento presentato da Movimento 5 Stelle e PD al Decreto “Rilancio” prevede di aumentare gli oneri di sistema delle utenze domestiche, al fine di coprire i costi derivanti dai mancati pagamenti dei clienti morosi. Un’opzione, che vede le associazioni dei consumatori sul piede di guerra.

Bollette luce e gas, possibili aumenti in vista come “tassa Covid” per aiutare le fasce deboli

Gli oneri di sistema incidono mediamente per circa un 20% dell’importo finale della bolletta della luce. Per essi s’intendono quei costi caricati sull’utenza per finanziare le agevolazioni dello stato a favore delle imprese ad alto utilizzo di energia per la produzione, quelle per il servizio ferroviario, per le fonti rinnovabili, il bonus elettrico (esclusi gli utenti che usufruiscono del bonus sociale) e i costi per le dismissioni delle centrali nucleari.

Adesso, la maggioranza ritiene che le mancate bollette da parte dei clienti morosi debbano essere spalmate sui clienti che pagano. Una vergogna camuffata da sostegno ai più deboli, nei fatti una tassa già ribattezzata “Covid”, a segnalare come il governo stia iniziando a farci pagare il costo delle misure contenute nei decreti e che sono finalizzate ad offrire sostegno all’economia in questa fase di emergenza sanitaria e adesso sempre più economica.

Altro schiaffo al ceto medio

La “tassa Covid” si configura come l’ennesimo balzello ingiusto ai danni di chi lavora e di chi, pur in condizioni di estrema difficoltà economica, continua ad ottemperare alle scadenze di pagamento.

Di fatto, essa finisce per gravare sulla generalità dei clienti per coprire quella fascia minoritaria, che tra difficoltà finanziarie e, a volte, malafede, non paga i propri debiti con le società di erogazione di servizi. E’ l’ennesimo schiaffo per ragioni ideologiche che il governo Conte dà al ceto medio, sul quale verrà caricato il peso dell’infinito assistenzialismo esploso con l’emergenza.

Tassa Covid dal meccanico?

Non vi è dubbio che in una fase così complicata come questa vi sia la necessità di salvaguardare quelle fasce di popolazione più sofferenti, ma le modalità per farlo non possono essere di certo quelle suggerite dall’emendamento, anche perché già è lo stesso governo a ostentare piena copertura di tutti i casi di bisogno, tra cassa integrazione estesa fino alla fine dell’anno per i lavoratori costretti a rimanere a casa, bonus alle partite IVA e reddito di cittadinanza agli esclusi dal mondo del lavoro. Non si capisce perché il costo della morosità per le bollette di luce e gas debba essere trasferito a chi le bollette le paga, con il rischio di incentivare comportamenti negativi e di distorcere i prezzi dei servizi, provocando danni alla domanda in una fase in cui andrebbe sostenuta, semmai, con una tassazione meno oppressiva.

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