La Svizzera userà 165 miliardi di franchi contro il QE di Draghi?

La Svizzera potrebbe utilizzare fino a 165 miliardi di franchi per contrastare gli effetti del QE della BCE sul cambio.

di , pubblicato il
La Svizzera potrebbe utilizzare fino a 165 miliardi di franchi per contrastare gli effetti del QE della BCE sul cambio.

Non si segnalano grosse variazioni in queste settimane per il cambio tra il franco svizzero e l’euro, che pure si allontana dalla soglia di 1,10, che aveva sfiorato lo scorso 11 settembre. Sarà che a impedire un ulteriore apprezzamento della valuta elvetica sia la Schweizerische National Bank (SNB), la banca centrale svizzera, ma il rapporto tra le 2 valute si attesta anche oggi sopra 1,08, ossia nel range informalmente perseguito dall’istituto di 1,05-1,10.

Tuttavia, le pressioni rialziste sul cambio esistono, vuoi per i timori degli investitori internazionali sull’andamento dell’economia globale (il franco svizzero è considerato un asset-rifugio), vuoi per l’attesa del potenziamento degli stimoli monetari da parte della BCE, che avrebbe come effetto immediato l’indebolimento dell’euro contro le altre valute, compresa quella elvetica.

Riserve SNB potrebbero crescere di altri 165 miliardi di franchi

Per questo, Bloomberg ha chiesto a diversi analisti di stimare di quante munizioni disporrebbe la SNB, nel caso in cui dovesse trovarsi costretta a indebolire il franco. Dopo avere abbandonato la difesa del cambio minimo di 1,20 il 15 gennaio scorso, il cambio si è rafforzato del 10% ad oggi, ma ciò ha dato vita a una spirale deflazionistica, che dovrebbe durare fino a tutto l’anno prossimo, anche se l’economia svizzera è riuscita a schivare la recessione. Ma un franco ancora più forte rischierebbe non solo di accentuare e prolungare la deflazione in corso, ma anche di mandare in crisi l’economia, colpendo le esportazioni. Per questo, il governatore Thomas Jordan sarebbe spinto ad intervenire per difendere la credibilità della banca centrale. Stando al parere dei 13 intervistati, questa potrebbe espandere il suo bilancio fino al 120% del pil elvetico dall’attuale 95%. La SNB detiene oggi assets per 614 miliardi di franchi, di cui 551 in valuta straniera. Ciò significa che l’istituto potrebbe aumentare le sue riserve di 165 miliardi di franchi, corrispondenti a poco più di 150 miliardi di euro. Potrebbero essere sufficienti ad arrestare il rafforzamento della divisa locale, anche se per Jordan significherebbe spingersi fino ai limiti delle sue possibilità, dato che già oggi le riserve valutarie della Svizzera sono considerate eccessive, in rapporto alla dimensione economica del paese, il cui pil ammonta a 650 miliardi di franchi.

 

Ci sarà copertura politica a un indebolimento del franco?

Zurigo è certamente irritata con Francoforte per la sua politica monetaria eccessivamente accomodante, come ha fatto ben capire in un’intervista ieri l’ex governatore Jean-Pierre Roth, il quale, lodando la scelta del successore di porre fine alla parità minima, ha affermato che la BCE “è andata troppo oltre” con le sue misure, mentre l’Eurozona avrebbe bisogno di riforme per aumentare la sua crescita. Per contro, l’indebolimento del franco non sarebbe gradito dal Partito Popolare Svizzero, la destra uscita vincitrice dalle recenti elezioni federali, favorevole alla fine del cambio minimo, così come a una politica non interventista della SNB sul mercato del cambio. Dunque, non è detto che la SNB avrebbe sufficientemente le spalle coperte per utilizzare le munizioni a sua disposizione. Per questo, l’istituto potrebbe vedersi costretto a ricorrere ad altre misure, come un nuovo taglio dei tassi sui depositi delle banche, da inizio anno al -0,75%, oltre che al lancio di un possibile QE, quando i rendimenti sovrani elvetici si attestano già negativi fino alla scadenza decennale, segnale anche questo delle forti pressioni sul franco in questi ultimi mesi.    

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , , , ,