La Svezia spera nei salari per far decollare l’inflazione, ma le aspettative si abbassano

In calo le aspettative d'inflazione in Svezia, dove aumentano le probabilità di un ulteriore taglio dei tassi. Ma l'economia rischia lo scoppio della bolla immobiliare.

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In calo le aspettative d'inflazione in Svezia, dove aumentano le probabilità di un ulteriore taglio dei tassi. Ma l'economia rischia lo scoppio della bolla immobiliare.

Da qui ai prossimi 5 anni, l’inflazione è attesa sotto il target in Svezia. Lo rivela l’indagine trimestrale commissionata dalla Riksbank e condotta da Prospera, che segnala anche un raffreddamento delle aspettative da parte del mercato. Quelle a un anno restano stabili rispetto a giugno allo 0,7%, così come quelle a 2 anni all’1,1%, mentre scendono dall’1,8% all’1,7% su un orizzonte quinquennale. Considerando che il target della Riksbank è del 2%, l’indagine segnala che consumatori e datori di lavoro non confiderebbero che tale obiettivo venga raggiunto entro i prossimi 5 anni. E nel caso dell’inflazione, proprio le aspettative potrebbero rivelarsi determinanti, come dimostra il fatto che in primavera l’istituto abbia incontrato i rappresentanti dei sindacati e quelli degli imprenditori per spronarli a raggiungere compromessi sui salari più arditi, dato che il taglio dei tassi sotto lo zero e il varo del “quantitative easing” svedese starebbero avendo una scarsa efficacia nello stimolare i prezzi. L’ex governatore della Riksbank, Lars Nyberg, ha criticato tali incontri, sostenendo che la contrattazione salariale dovrebbe essere lasciata alle parti sociali. E restano sostanzialmente stabili anche le aspettative sugli aumenti salariali. Quella a un anno sono del 2,%, del 2,2% a 2 anni e del 2,5% a 5 anni. Questi dati, stando all’analista sui tassi di SEB, Olle Holmgren, aumenterebbero le probabilità di un nuovo taglio della Riksbank. Tuttavia, il governatore Stefan Ingves ha un altro grosso problema da tenere a bada, quello della bolla immobiliare, con i prezzi delle case che crescono tendenzialmente a 2 cifre e il livello di indebitamento delle famiglie, già tra i più alti al mondo, atteso al 190% del reddito disponibile entro il 2018 dal 170% attuale. Proprio i mutui rappresentano le esposizioni più pesanti e il taglio dei tassi rischia di esacerbare questa corsa ai debiti.

   

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