La Svezia balla tra la crisi di bilancio e il rischio che scoppi la bolla immobiliare

La Svezia potrebbe tornare presto alle elezioni anticipate, nel caso si verifichi una crisi politica sull'approvazione del bilancio. Intanto, infuriano le polemiche e i dubbi sulle nuove regole per il mercato immobiliare, da anni gravato dalla presenza di una bolla.

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Il premier Stefan Loefven ha smentito che l’eventuale bocciatura in Parlamento del bilancio presentato dal suo governo porti automaticamente alle dimissioni dell’esecutivo nato da appena due mesi, dopo le elezioni politiche di metà settembre in Svezia. Loefven ha ammesso le difficoltà, intervistato da “Street Smart”, ma ha aperto all’ipotesi di allargare la sua maggioranza agli altri partiti dell’opposizione. Determinante sarà il voto di Democratici Svedesi, il partito della destra anti-immigrazione, che a settembre ha ottenuto il 13% dei consensi e che se votasse per la proposta di bilancio del centro-destra, metterebbe in minoranza il governo di centro-sinistra, aprendo formalmente la crisi politica.   APPROFONDISCI – Svezia, riunione d’emergenza del governo sulla bolla immobiliare. Ma è crisi politica La Svezia si avvia a una crisi politica. Niente maggioranza sul bilancio  

Le nuove regole sui mutui

Ma la crisi sul bilancio non è l’unica grande preoccupazione per le famiglie svedesi. Nei giorni scorsi, l’Autorità di Supervisione Finanziaria Svedese ha approvato alcuni cambiamenti alle linee-guida delle banche, in tema di erogazione di mutui. Per i nuovi prestiti, al cliente sarà richiesto di anticipare il 50% del valore dell’immobile acquistato, mentre ad oggi le banche assicuravano una copertura fino al 70%. E fino all’ottobre del 2010, gli istituti in Svezia coprivano fino all’intero importo, mentre da quel mese si introdusse un limite dell’85%. Il problema è la bolla immobiliare che infuria nel paese da troppi anni. I prezzi delle case sono triplicati dal 1995 ad oggi, mentre il credito ha subito un’inattesa accelerazione a settembre, con una crescita del 5,7% dal 5,1% di inizio anno. Fino al 2010, la crescita media annua del decennio era stata del 10%. Ma i prezzi degli immobili continuano a crescere. Ad ottobre, secondo Svensk Maeklarstatistik, quelli degli appartamenti sono saliti del 6% e quelli delle case dell’8% su base annua. D’altronde, i primi hanno visto scendere nei 12 mesi del 19% le unità in vendita, i secondi del 27%. Il problema della Svezia, infatti, è la scarsa offerta di immobili, a fronte di una domanda crescente, vuoi per l’immigrazione, vuoi perché le famiglie si spostano verso le grandi città, come Stoccolma.   APPROFONDISCI – Il modello Svezia brucia tra proteste e rischio bolla immobiliare   Ma le nuove regole sull’ammortamento dei mutui potrebbero avere un impatto controproducente, spiega l’associazione degli agenti immobiliari Maeklarsamfundet, secondo cui, il gap tra domanda e offerta potrebbe ampliarsi. Infatti, le regole attuali continuano a prevedere canoni di locazione sotto controllo, tali da disincentivare gli inquilini a lasciare l’immobile, mentre il proprietario non trova spesso conveniente vendere, a causa anche dell’imposta del 22% sui guadagni in conto capitali realizzati dalle vendite di immobili. Il risultato, quindi, è una bassa mobilità sul mercato, che causa un’offerta costantemente al di sotto della domanda, con i prezzi che s’impennano. Il punto è che secondo la Riksbank, la banca centrale svedese, il debito delle famiglie salirà nel prossimo decennio al 227% del loro reddito disponibile dal record attuale del 170%. L’economia svedese crescerà quest’anno del 2,1% ed è attesa a +3% nel 2015 e a +3,2% nel 2016. Tuttavia, la disoccupazione è salita a ottobre all’8,1% e l’istituto ha dovuto azzerare i tassi all’ultimo board, in modo da contrastare il rischio di una spirale deflazionistica. Quest’ultima mossa di politica monetaria cozza, però, con l’obiettivo di raffreddare i prezzi sul mercato immobiliare, creando incentivi all’indebitamento.   APPROFONDISCI – La Svezia azzera i tassi contro la deflazione. Niente stretta monetaria fino a metà 2016    

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