La Svezia replica a Draghi con il potenziamento del QE

La Riksbank lascia fermi i tassi, ma aumenta per la quarta volta il QE svedese contro il rischio deflazione.

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La Riksbank lascia fermi i tassi, ma aumenta per la quarta volta il QE svedese contro il rischio deflazione.

La Riksbank, la banca centrale di Svezia, ha da poco annunciato di avere tenuto fermi i tassi al -0,35%, ma di avere aumentato il suo “quantitative easing”, il piano di acquisto dei titoli di stato, di altri 65 miliardi di corone (7 miliardi di euro), per la quarta volta dal varo di febbraio. Pertanto, entro la fine del giugno 2016, l’istituto avrà comprato bond governativi di Stoccolma per 200 miliardi di corone. Nel comunicato, scrive che esiste “consistente incertezza” circa la forza dell’economia globale e le altre banche centrali dovrebbero mantenersi accomodanti più a lungo del previsto. Il rialzo dei tassi, continua, ne risulta così rinviato di 6 mesi, rispetto alle precedenti valutazioni. Nonostante l’inflazione dovrebbe tendere all’obiettivo del 2%, i rischi sono stati rivisti al ribasso per la crescita dei prezzi, cosa che ha spinto la Riksbank a intervenire di nuovo.

Rischio deflazione, ma anche di scoppio della bolla immobiliare

La corona svedese si è apprezzata del 5% contro le 10 principali valute del pianeta nei 6 mesi scorsi, mentre quella norvegese ha perso nello stesso tempo il 5%. Il rafforzamento del cambio viene vissuto con preoccupazione dalla Svezia, che teme di restare intrappolata nella deflazione, non essendo più riuscita a centrare il target d’inflazione sin dal 2011. Una corona più forte, infatti, abbassa il costo dei beni importati e si traduce in un tendenziale calo dei prezzi al consumo. Il QE svedese rischia da un lato di non bastare, essendo relativamente piccolo il mercato dei bond governativi, ma dall’altro diversi esperti avvertono che potrebbe alimentare ulteriormente una bolla immobiliare ormai insostenibile. I bassi tassi incoraggiano l’indebitamento delle famiglie, specie per contrarre un mutuo.

Il governo sta cercando di porre un argine al problema, ma un tribunale ha cassato in questi giorni la delega che il Parlamento  gli aveva affidato per introdurre requisiti più stringenti per la contrazione di un mutuo.    

L’inversione a U della politica della Riksbank

L’economia svedese balla, perciò, tra il rischio deflazione e quello dello scoppio della bolla del credito, per combattere i quali servirebbero misure tra di loro contrapposte. Non è un caso che  tra il 2010 e il 2012, il governatore Stefan Ingves aveva avviato una stretta monetaria, dai suoi detrattori definita prematura e frutto di “sadomonetarismo”, finalizzata a contenere l’indebitamento delle famiglie svedesi, tra le più esposte al mondo, ma che oggi è letta come una concausa della deflazione strisciante del paese.      

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