La Svezia anticipa Draghi e vara altri stimoli, ma la corona si rafforza

La Svezia potenzia il suo QE in risposta preventiva al board della BCE, ma la corona si rafforza nell'immediato.

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La Svezia potenzia il suo QE in risposta preventiva al board della BCE, ma la corona si rafforza nell'immediato.

A sorpresa e poche ore dall’annuncio della decisione della BCE, la Riksbank ha aumentato di 45 miliardi di corone svedesi il suo “quantitative easing”, che già ammontava a 200 miliardi. Invariati i tassi, che restano in Svezia al minimo storico del -0,50%. Contrariamente alle attese, la prima reazione dei mercati è stata di un rafforzamento del cambio con l’euro dello 0,80%, anche se nel primo pomeriggio la corona risulta lievemente indebolita, in attesa di quanto dirà il governatore Mario Draghi in conferenza stampa. I nuovi acquisti dovranno realizzarsi nella seconda parte dell’anno, mentre già alla fine di giugno il QE svedese dovrebbe riguardare un terzo del debito pubblico del paese scandinavo. Alla base della decisione a sorpresa del governatore Stefan Ingves c’è il timore della deflazione o della persistente bassa inflazione, visto che l’istituto non riesce a centrare l’obiettivo da oltre tre anni e mezzo.

Cambio euro corona subito in direzione indesiderata

La corona svedese è stabile rispetto all’inizio dell’anno, mentre nei 12 mesi risulta apprezzatasi contro la moneta unica di circa l’1,5%, a dimostrazione che gli stimoli messi in campo nel frattempo dalla BCE avrebbero avuto la meglio su quelli di Stoccolma. Il fatto che il mercato abbia reagito all’annuncio di Ingves con acquisti di corone potrebbe rappresentare un allarme sia per la Svezia, sia per la stessa Eurozona, perché suggerirebbe un allentamento del legame tra indebolimento tasso di cambio e accomodamento monetario. Gli investitori sarebbero, infatti, consapevoli che nuovi stimoli implicano con ogni probabilità l’esaurimento delle cartucce a disposizione delle banche centrali. Il caso svedese è peculiare, perché la sua economia sta vivendo una fase molto positiva di crescita, contrariamente alla ripresa asfittica ed eterogenea dell’Eurozona. La forza della corona, però, impedisce ai prezzi nel paese di crescere, anche se il comparto immobiliare versa in una pericolosa bolla, che l’allentamento eccessivo della politica monetaria non fa che alimentare ulteriormente. Quella di Ingves, a ben vedere, appare più una risposta preventiva alla BCE, prima di rischiare di chiudere la giornata odierna con un apprezzamento indesiderato del cambio.

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