La strage degli innocenti: come l’Italia ha lasciato morire 60 bambini senza fare nulla (video)

L'inchiesta de L'Espresso: ecco le responsabilità italiane nella morte di circa 300 persone, di cui 60 bambini. Squarciato un velo d'ipocrisia.

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L'inchiesta de L'Espresso: ecco le responsabilità italiane nella morte di circa 300 persone, di cui 60 bambini. Squarciato un velo d'ipocrisia.

La questione degli sbarchi di migranti va analizzata sempre e comunque come problema politico ed economico, ma è anche vero che, nella legge del mare e in quella inscritta in ogni animo umano, c’è la necessità sempre e comunque di salvare una vita umana. Al di là di tutto. Quello che presentiamo è il risultato di un’inchiesta, portata avanti da Fabrizio Gatti su L’Espresso, il quale dimostra le pesantissime responsabilità dell’Italia in un naufragio avvenuto nel 2013, quando a perdere la vita furono 268 persone, di cui 60 bambini. Nel silenzio generale e colpevole dei nostri media. Perché – che ci piaccia o no – siamo tutti coinvolti in quel cimitero che è diventato il Mare Mediterraneo.

Qui, trovate un nostro ragionamento provocatorio sulla doppia morale dell’Occidente, Attacco in Siria, strage di bambini: accogliere i profughi o lasciarli ‘massacrare’? L’ambiguità dell’Occidente.

La ricostruzione della vicenda: la strage degli innocenti ‘voluta’ dall’Italia – parte prima

Un pattugliatore della Marina italiana, la nave Libra, si trova a non più di un’ora e mezza da un grosso barcone di migranti che sta rischiando di affondare. La nave italiana resta in attesa di ordini in vista di un intervento: trascorrono 5 ore e i comandi italiani sono preoccupati di più di dover trasportare altri 500 migranti in Italia, che di quello che potrebbe accadere a breve. Arrivano numerose telefonate con richieste di soccorso – tutto documentato nel video – da parte delle Forze Armate di Malta, ma l’Italia decide di non intervenire.

Un altro approfondimento dei giorni scorsi, Migranti: “Fermare le navi ed affondarle”, mercato esseri umani frutta quanto quello della droga.

La strage degli innocenti – parte seconda

Il barcone di migranti è partito dalla Libia e ha a bordo circa 500 persone. Sta imbarcando molta acqua perché alcuni miliziani lo hanno colpito con raffiche di mitra, cercando di rapire e sequestrare i passeggeri, in quanto vi sarebbero molti medici siriani. Lampedusa è a 61 miglia e la nave Libra ad appena 10-20 miglia, ma la sala operativa della Guardia Costiera, di stanza a Roma, ordina perentoriamente ai migranti di rivolgersi a Malta, nonostante la distanza dall’isola sia molto maggiore, circa 118 miglia. È un andirivieni di telefonate: Malta invita l’Italia ad intervenire, perché può raggiungere più rapidamente il barcone, ma il nostro paese si rifiuta. Il peschereccio si capovolge: muoiono 268 esseri umani, di cui 60 bambini. Dolorosissime le richieste d’aiuto che provengono dal peschereccio.

Comunque la si pensi, questa è una macchia che il nostro paese, l’Italia, porta con sé. E non è l’unica. Un tempo si diceva ‘Italiani, brava gente’, l’unica cosa che vale la pena di dire è quella che ripeteva il pacifista italiano, trucidato in Palestina, Vittorio Arrigoni, il quale concludeva ogni suo intervento con la frase: Restiamo umani. In quel giorno, i nostri connazionali non l’hanno fatto.

Il video lo trovate a questo link.

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