La stabilità del governo Letta? E’ quella dei cimiteri per il WSJ

Il quotidiano finanziario americano duro e scettico sulle capacità dell'attuale esecutivo di far fronte alle misure necessarie per l'Italia. Prevista una possibile paralisi per altri 18 mesi mentre crescono i timori tra gli imprenditori

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Il quotidiano finanziario americano duro e scettico sulle capacità dell'attuale esecutivo di far fronte alle misure necessarie per l'Italia. Prevista una possibile paralisi per altri 18 mesi mentre crescono i timori tra gli imprenditori

Gli imprenditori italiani interpellati dal Wall Street Journal sarebbero terrorizzati dalla prospettiva di trovarsi in questa paralisi politico-istituzionale per altri 18 mesi. Lo scrive lo stesso quotidiano americano in un articolo pubblicato oggi.

Secondo il WSJ, nei suoi primi sette mesi di governo, Letta avrebbe cercato di fare timide riforme e riuscendo ad attuarle ancora meno. Non era difficile immaginarlo, spiega l’articolo, visti i precedenti poco entusiasmanti e burrascosi tra il Partito Democratico e il PDL di Silvio Berlusconi. Ma la scissione all’interno di quest’ultimo, con il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, pronto a sostenere il governo delle larghe intese anche se il Cavaliere fosse dichiarato decaduto dopo domani, lascia intravedere un esecutivo che riuscirà a sopravvivere ancora per diversi mesi, 18 per l’esattezza.

Infatti, l’Italia assumerà la presidenza della UE nella seconda metà del 2014 e solo successivamente si potrà tornare alle urne. Il timore degli imprenditori, quindi, è di trovarsi in una “stabilità da cimitero” per un altro anno e mezzo.

 

Quale futuro per il governo Letta?

Tre gli scenari ipotizzati dal quotidiano: 1) il governo andrà avanti senza catene e realizzerà le riforme; 2) Matteo Renzi riesce a mettere nell’angolo il premier Enrico Letta e lo spinge alle dimissioni; 3) Il premier riesce a spegnere Renzi, avvalendosi del sostegno del capo dello stato.

Nella seconda e terza situazione, tuttavia, l’esecutivo andrà incontro a una paralisi inevitabile, simile a quella attuale.

Un’altra bocciatura del coniglio uscito fuori dal cilindro di Giorgio Napolitano, quindi, dopo le pesanti critiche già ricevute nelle scorse settimane dal Financial Times e la disillusione della stessa Bruxelles, che nei fatti ha bocciato la legge di stabilità varata dal governo Letta.

 

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Uno scenario non inverosimile, quello delineato dal Wall Street Journal, tenendo presente che lo stesso Silvio Berlusconi, una volta decaduto e passato all’opposizione, avrà tutta la convenienza di attendere la scadenza del 2015 per tornare alle urne, lasciando rosolare Matteo Renzi a fuoco lento, tra polemiche e veti incrociati dentro al PD, nonché approfittando della paralisi del governo per tentare una sfida alla pari con il centro-sinistra tra un anno e mezzo.

Non è difficile immaginare che in questo clima ci sia poco spazio per affrontare le emergenze economiche dell’Italia e già a maggio avremo un primo test importante sulla capacità dei partiti euroscettici, M5S in testa, di consolidare il consenso ottenuto alle politiche di febbraio, cosa che porterebbe a una spallata contro il governo in carica.

 

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