La Spagna torna al voto il 26 giugno: cosa dicono gli ultimi sondaggi?

Il 26 giugno la Spagna torna al voto, ma stando agli ultimi sondaggi si rischia una nuova incertezza politica: si tornerà al bipartitismo?

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Il 26 giugno la Spagna torna al voto, ma stando agli ultimi sondaggi si rischia una nuova incertezza politica: si tornerà al bipartitismo?

La Spagna è ancora invischiata in un caos politico senza precedenti: dopo 4 mesi di incertezza politica e di mancati accordi, il popolo del Paese iberico dovrà tornare al voto il 26 giugno, eppure gli ultimi sondaggi in proposito non risultano molto rassicuranti e anche nella prossima estate si corre il serio rischio di non trovare una maggioranza assoluta e una stabilità di governo, con un Parlamento ancora frazionato e accordi che non si riescono a trovare. Secondo gli istituti di ricerca iberici, dunque, la prossima estate si preannuncia torrida per la politica spagnola. Il caos di una mancata maggioranza, ovviamente, si riflette anche sugli altri Paesi europei dove si registra una situazione simile sotto l’aspetto politico, con una maggioranza poco chiara, e ciò mette timore anche a Bruxelles, preoccupata per l’instabilità politica in Europa e per le conseguenze del Brexit che potrebbero influire sul voto spagnolo. Inoltre, a quanto riporta il Centro spagnolo per la ricerca sociologica, più di un terzo degli elettori spagnoli ha deciso quasi all’ultimo a chi dare il voto nelle precedenti elezioni di dicembre.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]La #Spagna torna al voto il 26 giugno: cosa dicono i sondaggi?[/tweet_box]   La responsabilità politica richiesta a gran voce da Mariano Rajoy e da Albert Rivera, leader di Ciudadanos, tuttavia non sembra trovare grande riscontro dalle altre parti, laddove il socialista Pedro Sanchez rifiuta qualsiasi coalizione che veda al suo interno il Partito Popolare dello stesso Rajoy, e il leader di Podemos sta cercando invece proseliti tra lo schieramento più a sinistra dei socialisti. La verità è che la Spagna si ritrova in questa situazione a causa di un fortissimo clima di sfiducia nei confronti della politica da parte dei cittadini – vi ricorda qualcosa? – generatosi soprattutto dopo la crisi economica che ha colpito duro il Paese nel quadriennio 2009-2013. Ciò che è emerso dai casi di corruzione esplicitati ha portato a un calo generalizzato dei consensi di quello che fino ad allora era considerato un bipartitismo, con il Partito Popolare e il Partito Socialista che di fatto hanno registrato una elevata riduzione dei consensi.   Da questo dilagare dei casi di corruzione, sono cresciuti nuovi fenomeni politici, che hanno raccolto l’indignazione e il consenso del popolo: da Ciudadanos, movimento di centro nato in Catalogna che ha ingaggiato una forte battaglia contro la corruzione cavalcando il sentimento del popolo, e soprattutto Podemos, movimento di sinistra che ha raccolto le posizioni degli indignados. Dopo i tanti tira e molla, quello della stabilità politica sembra sempre di più rappresentare un fantasma, mentre Podemos, in calo nei sondaggi, sta cercando di tirare a sé tutte le forze a sinistra allo scopo di risalire nelle classifiche dei consensi, che per il momento, giustappunto, non sorridono affatto.   In base a quanto rivela l’ultimo sondaggio datato 1° maggio dall’istituto Metroscopia per El Pais, infatti, premia il Partito Popolare con il 29% delle preferenze, mentre alle sue spalle troviamo Podemos – alleato con Izquierda Unida – al 22,3% dei consensi e sul gradino più basso del podio il Partito socialista al 20,3%. Ciudadanos, che punta soprattutto sulla forza diplomatica del suo leader dimostrata negli ultimi 4 mesi, è indietro al 16,9%. Un altro sondaggio effettuato dall’istituto Gad3 premia invece il bipartitismo, con il Partito Popolare che guadagnerebbe al momento il 29,7% dei consensi, il Partito Socialista che guadagnerebbe il 23,3% delle preferenze e solo dietro Podemos più Izquierda Unida al 20,9% dei consensi e Ciudadanos ancora più indietro al 14%.   Emblematico anche il fatto che, secondo quanto riporta il Centro spagnolo per la ricerca sociologica, circa il 15% dei sostenitori di Ciudadanos avrebbe fatto un’altra scelta qualora avesse saputo che il loro voto avrebbe generato una situazione del genere, segno emblematico che l’appoggio alla quarta forza politica spagnola risulta essere molto ballerino: differente il caso nella schiera degli elettori socialisti (6,5%), in quella di Podemos (5,6%) e infine quasi nulla in quella del Partito Popolare (1,4%).   La paralisi politica spagnola preoccupa anche Bruxelles, che ha stimato per il 2016 un deficit al 3,9% del Pil per il Paese iberico, senza contare il tasso di disoccupazione al 21%.

Inoltre, anche qualora si trovasse un vincitore alle prossime politiche spagnole, il governo entrerebbe al governo molto tardi, generando dunque un anno di vuoto politico nel Paese che potrebbe produrre gravi conseguenze alla sua stabilità sociale ed economica.
Se poi si pensa che il voto spagnolo di giugno arriverà solo 3 giorni dopo il referendum sul Brexit, Bruxelles ha ben ragione di preoccuparsi.

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