La seconda ondata Covid allontana la ripresa a V e rende probabile lo scenario W

Il boom dei contagi e il ritorno progressivo ai lockdown materializza i timori più cupi sulla ripresa dell'economia in Europa.

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Chiusure covid Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte

Boom di contagi in tutta Europa e, purtroppo, anche in Italia. Se la Francia ha imposto il coprifuoco serale in nove grandi città, tra cui Parigi, mezzo Regno Unito vive sotto lockdown locali mirati, mentre l’Irlanda è ufficialmente tornata al lockdown generale, primo caso europeo. Restrizioni si registrano ovunque, dall’Olanda alla Germania e fino alla Spagna. Nel nostro Paese, Lombardia, Campania e Lazio hanno imposto il coprifuoco dalle ore 23 alle 5 del mattino, mentre la didattica a distanza per i soli licei vigerà in Liguria, Lazio, Lombardia e Piemonte. Ad esclusione dei nido, vale per tutte le scuole anche in Campania.

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Inutile girarci attorno, l’Italia si sta pian piano chiudendo come a marzo. E così nel resto d’Europa. La seconda ondata dei contagi era stata temuta sin dall’inizio di questa pandemia. Del resto, il ciclo di un virus è noto e tutti sapevamo che con l’abbassamento delle temperature il Covid sarebbe ricomparso, sebbene non se ne fosse effettivamente mai andato neppure in piena estate. Questo scenario allontana definitivamente le speranze per una cosiddetta ripresa a “V”, caratterizzata da un rapido rimbalzo del PIL dopo il crollo vigoroso del primo semestre.

L’ISTAT stima una crescita congiunturale in Italia del 12% nel terzo trimestre, il governo si mostra persino più ottimista. Ma questo è il passato. Già nel quarto trimestre in corso, infatti, il PIL potrebbe tornare a contrarsi o a ristagnare. Le chiusure delle attività considerate più a rischio e, in generale, il timore diffuso tra la popolazione di un blocco degli spostamenti come a marzo “raffredderà” i consumi dopo la breve ripresa sperimentata in estate.

Il contraccolpo all’economia europea

I conti correnti degli italiani, in linea con quanto accade nel resto del mondo, stanno gonfiandosi e certamente non per le migliorate condizioni economiche, quanto per l’effetto paura e per l’impossibilità o la mancata volontà di spendere. I viaggi, specie in aereo, sono ridotti al lumicino. Già prima di questa seconda ondata la IATA, la lobby mondiale delle compagnie, stimava un calo dei passeggeri nell’ordine del 55% per gli ultimi due mesi dell’anno. E’ probabile che queste previsioni andranno aggiornate ancora più al ribasso.

E allora, avanza sempre più lo scenario di una ripresa a “W” per l’effetto del “double dip” (“ricaduta”). Cosa significa? Dopo il violento crollo dell’economia nei primi mesi di quest’anno, già in estate con l’allentamento delle restrizioni il PIL ha esibito il segno più, pur recuperando solo parzialmente le perdite. Tuttavia, con l’arrivo dell’autunno e il ripristino di alcune restrizioni, il PIL dovrebbe tornare a regredire per rimbalzare ad allarme cessato. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, senza una seconda ondata in Europa l’economia si contrarrà del 7% quest’anno, ma ha anche avvertito che le perdite verranno colmate negli anni e che nel medio termine ammonteranno a circa 3 mila miliardi di euro per il Vecchio Continente.

Ma anche queste analisi, pur pubblicate da qualche giorno, sono vetuste. La seconda ondata c’è già e inevitabilmente il PIL nel 2020 subirà un collasso superiori alle ultime previsioni, che pure erano state ritoccate al rialzo per il cauto ottimismo che si respirava fino a settembre tra le cancellerie e gli uffici studi. Una conseguenza di questo disastro in corso e di cui non s’intravede al momento la fine c’è già: la Commissione UE propugna politiche fiscali espansive anche per il 2021, mentre la BCE si prepara a fornire nuovi stimoli monetari e invoca al contempo che il Recovery Fund diventi permanente, cioè che l’Eurozona opti senza indugi per quello che nei fatti sarebbe un bilancio comune.

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