La Russia verso l’ingresso nel WTO: sofferto “si” della Duma

Dopo 18 anni di trattative arriva dalla Duma il sofferto "Si" per l'ingresso della Russia nel Wto. Caleranno i prezzi dei beni importati ma restano sussidi e diritto ai dazi in ambito agricolo

di Enzo Lecci, pubblicato il
Dopo 18 anni di trattative arriva dalla Duma il sofferto

Giornata storica ieri per i rapporti tra la Russia e il Wto. Dopo 18 anni di trattative infatti la Federazione Russa sembrerebbe davvero essere vicina all’adesione al WTO. Ieri infatti la Duma ha dato il suo via libera al protocollo di intesa per l’ingresso di Mosca nell’Organizzazione Mondiale del Commercio. A favore del protocollo hanno votato 238 deputati mentre i contrari sono stati 208. Ed è proprio questo il primo dato che emerge da questo sudatissimo “si”. Dando per scontata  l’adesione finale, mancano infatti solo i “si” di routine di Putin e del Consiglio della Federazione, c’è da dire che Russia Unita, il partito del premier, come testimoniano i numeri del voto alla Duma, si è praticamente divisa tra deputati sostenitori dell’ingresso nel Wto e deputati contrari a questo storico passo. I primi hanno visto nell’adesione Organizzazione Mondiale del Commercio un’occasione per la Russia, i secondi invece hanno messo in evidenza i rischi che il made in Russia correrà nel futuro alla luce di questa scelta. Mentre si tenevano le votazioni alla Duma, fuori dal Parlamento si sono tenuti cortei guidati dai comunisti e dal partito Russia Giusta contro la ratifica che stava per essere varata.  

Adesione Russia al Wto: una scelta sofferta

Insomma il voto russo è stato quasi un vero e proprio evento e nonostante fossero passati 18 anni dall’avvio delle trattative tra le parti la ratifica della Duma ha fatto emergere spaccature sia nella società che nel mondo politico. Ma cosa cambierà dopo questo sofferto via libera della Dumo. Dando per scontato il “si” del Consiglio e la formale forma di Putin, a partire dal primo settembre 2012 la Russia abbasserà i dazi sull’import. Gli inevitabili contraccolpi che subiranno i piccoli produttori locali saranno assorbiti da un aumento dei sussidi statali all’agricoltura che, in via transitoria, passeranno dagli attuali 5 a 9 mld di dollari all’anno. Ad ogni modo però se è vero che alcuni dazi caleranno è altrettanto vero che la Russia continuerà a mantenere il diritto di imporre dazi a difesa delle sue produzioni domestiche. Nel complesso secondo la Banca Mondiale l’adesione di Mosca al Wto significherà un incremento del Pil del 3,3% fino a un +11% nel lungo periodo. A trarre i maggiori benefici, sempre secondo la Banca Mondiale, saranno tanto le imprese quanto i cittadini. Le prime avranno servizi a prezzi più bassi, con chiare ripercussioni sulla produttività, mentre i secondi beneficeranno di un calo dei prezzi dei prodotti importanti. Secondo un calcolo degli analisti infatti oggi il prezzo dei beni importati è maggiorato del 40% proprio a causa della presenza dei dazi.  

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Argomenti: Economie Europa

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