La Russia ha un problema: il rublo è troppo forte. Cambio sceso a 52 contro il dollaro

Il rublo si è rafforzato del 16% contro il dollaro da inizio anno, mentre le quotazioni del petrolio si sono stabilizzate. Per le entrate fiscali in Russia è necessario che il cambio non si rafforzi oltre misura.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il rublo si è rafforzato del 16% contro il dollaro da inizio anno, mentre le quotazioni del petrolio si sono stabilizzate. Per le entrate fiscali in Russia è necessario che il cambio non si rafforzi oltre misura.

Il cessate il fuoco tra la Russia e l’Ucraina regge e le quotazioni del Brent sembrano essersi stabilizzate intorno ai 55 dollari al barile, un livello dimezzato rispetto a soli 10 mesi fa, ma superiore ai minimi intravisti all’inizio dell’anno. Sta di fatto che tutto ciò ha portato a un apprezzamento del rublo del 16% contro il dollaro dall’1 gennaio ad oggi, dopo che la valuta russa aveva perso il 46% nel 2014. In sé, il rafforzamento del rublo è un bene, perché porrà un freno all’inflazione, ormai prossima al 17% su base annua, rendendo meno costosi i beni importati. E l’inflazione ha eroso nell’ultimo anno il potere di acquisto delle famiglie, mentre l’economia russa è scivolata in recessione. Al contempo, un rublo più forte consente alla Banca di Russia di avere un maggiore raggio di azione per tagliare i tassi e stimolare così i consumi e l’intera economia nazionale.   APPROFONDISCI – La Russia esclude il QE e punta su nuovi tagli dei tassi, rublo ai massimi da fine 2014  

Petrolio Russia alimenta entrate fiscali

Il punto è, come avvertiamo da settimane, che Mosca ha un’economia dipendente dal petrolio e dal gas. Questi rappresentano quasi la metà delle sue entrate statali  e i 3 quarti delle esportazioni. In sostanza, i barili di petrolio tengono a galla i conti pubblici russi. Lo scorso anno, nonostante il prezzo del greggio si sia dimezzato, il governo russo è riuscito a contenere il deficit statale a meno dell’1% del pil, grazie al contestuale deprezzamento del rublo. Infatti, se è vero che un barile di petrolio oggi rende la metà dei dollari di appena una decina di mesi fa, è altrettanto vero che un dollaro vale più rubli, per cui se le quotazioni petrolifere e il corso del rublo viaggiano nella stessa direzione e con la stessa velocità, in termini di entrate non cambia nulla per la Russia. Semmai, come sopra detto, un rublo debole minaccia i redditi delle famiglie, quindi, i consumi.   APPROFONDISCI – Banca di Russia, cambio al vertice. Putin vuole rafforzare il rublo, ma rischia di fare danni  

Rafforzamento rublo eccessivo?

Ora, a fronte di un rialzo del rublo del 16% da inizio anno, le quotazioni del petrolio sono rimaste sostanzialmente stabili, dopo l’impennata di febbraio e il calo di marzo. Al momento, un dollaro si scambia contro 52,13 rubli, mentre un barile di Brent quota 58 dollari. Di conseguenza, per ogni barile di greggio esportato, Mosca incassa oggi intorno a 3.020 rubli, quando nel giugno del 2014 ne incamerava sui 3.900. Pur volendo tenere presente che allora si sia trattato di picchi, è pur vero che il governo di Dmitri Medvedev ha impostato il bilancio 2015 sulla previsione di un petrolio a 65 dollari al barile. Volendo mantenere, quindi, la previsione di 3.900 rubli per ogni barile venduto, il cambio tra il rublo e il dollaro dovrebbe attestarsi intorno a 60, altrimenti le entrate fiscali russe languirebbero, tanto che Bloomberg stima che il deficit quest’anno si allargherebbe con questo rublo al 2,6% del pil.   APPROFONDISCI – Russia: rublo a +2,7% in una settimana contro il dollaro, ma restano i dubbi   Accetteranno il presidente Vladimir Putin e il suo governo un cambio più forte, anche a discapito della solidità dei conti pubblici, oppure no? In effetti, grazie all’apprezzamento del rublo, si sta registrando nelle ultime settimane una corsa ai bond, con il Tesoro che ha triplicato le previsioni dei titoli da collocare nell’anno, approfittando del forte calo dei rendimenti. Lo stesso dicasi per le obbligazioni societarie. Tuttavia, è probabile che il governatore Elvira Nabiullina, se osservasse una stabilizzazione delle quotazioni del Brent o un loro calo, inizi a comprare valuta straniera per indebolire il cambio e riportarlo più vicino ai valori di stabilizzazione del bilancio pubblico. Un problema opposto a quello affrontato sino a qualche mese fa dall’istituto.   APPROFONDISCI – Russia, il rally dei bond non si ferma e il rublo recupera ancora a 53,6 contro il dollaro    

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Altre economie