La recessione in Italia continua? La manifattura va giù anche a dicembre

Negativo il dato sul Pmi manifatturiero italiano a dicembre. L'economia continua a mostrarsi debole.

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Dati negativi per il Pmi manifatturiero in Italia a dicembre, sceso a 48,4 punti dai 49 di novembre, secondo Markit/Adaci. Si tratta del calo più marcato degli ultimi 19 mesi, a conferma della debolezza perdurante della nostra economia e inferiore al consensus di 49,6 punti. I dati inferiori a 50 indicano una contrazione dell’attività, quelli superiori una crescita. E se la manifattura cresce nell’Eurozona a 50,6 punti dai 50,1 di novembre, in questo caso si ha una lettura più debole della stima preliminare, che dava un aumento a 50,8 punti. Positivo il dato sugli ordinativi esteri, in buona parte grazie agli USA. L’indice mostra un calo anche in Francia, mentre la crescita appare modesta in Germania. Queste cifre non fanno che confermare che la recessione dell’economia italiana potrebbe proseguire anche nell’ultimo trimestre del 2014, quando il pil è atteso dall’Istat invariato sui tre mesi precedenti, sebbene vi siano rischi al ribasso. La stessa occupazione a ottobre ha mostrato un cedimento, con un ritorno alla crescita del numero dei disoccupati. Il governo Renzi ha ammesso di attendersi per l’anno appena trascorso un calo del pil dello 0,4%. Poco dopo che il premier aveva ricevuto l’incarico, undici mesi fa, aveva espresso il convincimento che vi sarebbe stata una crescita dell’economia italiana dello 0,8%. E’ probabile che nei prossimi mesi, tra il calo dei prezzi energetici, l’indebolimento dell’euro e la ripresa vigorosa dell’economia americana, l’Italia registri un maggiore incremento degli ordinativi dall’estero, specie dall’America, nonché un progresso anche della domanda interna. Tuttavia, le cifre finora pubblicate dimostrano una debolezza di fondo preoccupante. A tre anni e mezzo dallo scoppio della seconda recessione dal 2008, non pare che siamo ancora in grado di parlare di ripresa. Quand’anche il calo del pil si arrestasse, l’inversione di tendenza è attesa così debole, che non potremmo definirla un ritorno alla crescita. Soprattutto, non sarà sufficiente a creare nuovi posti di lavoro.   APPROFONDISCI – La lunga crisi dell’Italia: deflazione confermata e alta disoccupazione almeno fino al 2020 Che 2015 sarà per l’Italia? Usciremo dalla recessione? Facciamo qualche analisi      

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