La ripresa dell’Eurozona si ferma e in Francia è crisi: tornano in calo anche i servizi

I nuovi dati sul PMI manifatturiero e dei servizi a settembre nell'Eurozona confermano le criticità dell'economia europea. Ma mentre la Germania, tutto sommato, può sorridere, la Francia è decisamente in crisi.

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I nuovi dati preliminari sul PMI manifatturiero e dei servizi per l’Eurozona a settembre confermano l’indebolimento della ripresa nel corso dell’estate. L’indice manifatturiero è sceso a 50,5 punti dai 50,7 di agosto, sotto le stime degli analisti di  punti. In peggioramento anche l’indice dei servizi, attestatosi a 52,8 punti dai 53,1 del mese precedente. L’indice PMI composito è così sceso a 52,3 punti (la lettura più debole dell’anno) da 52,5, confermando una crescita debole e attesa per questo trimestre allo 0,3%, trascinata dalla stagnazione francese e dal rallentamento del resto dell’Eurozona. Le attese erano per un dato complessivo invariato. I nuovi ordini sono scesi a 51,2 punti dai 52,4 di agosto, facendo intravedere, quindi, una produzione in frenata anche per i mesi successivi. Come sempre, i dati riflettono andamenti eterogenei e persino divaricanti tra i vari membri dell’Eurozona.   APPROFONDISCI – PMI manifattura: l’Europa ha sempre più una faccia sola La crisi dell’economia italiana tocca pure i servizi: indice Pmi sotto 50 punti in agosto  

La Germania va, la Francia arretra ancora

Dati preliminari contrastanti, ma sostanzialmente positivi in Germania, mentre dalla Francia continuano ad arrivare sul fronte dell’economia solo notizie negative. Iniziamo dalla prima. L’indice PMI manifatturiero è sceso a settembre a 50,3 punti dai 51,4 di agosto, il dato più debole dal giugno 2013 e al di sotto dei 51,2 punti stimati da Bloomberg. Tuttavia, l’indice resta in espansione, attestandosi sopra la soglia di demarcazione dei 50 punti. In crescita i servizi a 55,4 dai 54,9 punti, cosa che ha spinto l’indice PMI composito tedesco a 54 punti dai 53,7 del mese precedente.   APPROFONDISCI – PMI manifattura: Germania e Francia sempre più lontane   Certo, si avverte qualche timore anche in Germania, dove i nuovi ordini sono diminuiti per la prima volta dal luglio 2013, attestandosi a 48,8 punti dai 51,4 di agosto. La Francia, però, sembra un caso emblematico di economia in stagnazione o forse anche avviata alla recessione. L’indice PMI manifatturiero è salito a 48,8 punti dai 46,9 di agosto, ma restando sempre sotto i 50 punti e indicando, quindi, una contrazione dell’attività. E si riporta sotto i 50 punti anche l’indice dei servizi, sceso a settembre a 49,4 dai 50,3 punti del mese precedente. In definitiva, l’indice composito è sceso a 49,1 punti dai 49,5 di agosto. Negativo anche il dato sui nuovi ordini, attestatisi a 49,4 punti dai 50,6 di agosto. Anche in questo caso, quindi, si registra una contrazione. Stando a queste cifre, la Germania avrebbe ragione di sperare che il calo congiunturale inatteso del pil nel secondo trimestre (-0,2%) sia solo episodico – magari legato alle tensioni geopolitiche, che hanno influito negativamente sulla produzione e gli investimenti delle imprese – e l’economia tedesca possa tornare a crescere sin dal terzo trimestre. La Francia dovrebbe iniziare a fare i conti con la probabilità di una stagnazione estesa anche al terzo trimestre, se non anche di una vera recessione.   APPROFONDISCI – Crisi Eurozona, ecco come la Francia potrebbe fare esplodere l’euro        

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