La previsione di Roubini: “se cade il governo Letta, nuova tempesta sui mercati”

Già da oggi, secondo l'economista "catastrofista", i mercati potrebbero punire i titoli azionari e i BTp (spread a 300 bp). Per Roubini si sta rompendo il patto implicito con i tedeschi

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Già da oggi, secondo l'economista

Torna a farsi sentire il Professore Nouriel Roubini, quello che un anno fa aveva pronosticato una fine imminente dell’euro con la sua metafora della “tempesta perfetta”. E lo fa dalle colonne di Repubblica, a cui ha rilasciato un’intervista. L’economista spiega che la crisi politica che si potrebbe aprire nelle prossime ore avrebbe conseguenze molto negative per l’Italia, la quale tradirebbe per l’ennesima volta la fiducia dei mercati. Perché il premier Enrico Letta sarebbe molto apprezzato all’estero per il lavoro che sta svolgendo il suo governo e sul piano europeo opererebbe in accordo con Berlino. Tuttavia, la crisi di governo metterebbe la parola fine all’accordo implicito con la Germania, una sorta di political agreement tra il presidente Giorgio Napolitano e il cancelliere Angela Merkel, secondo cui l’Italia non avrebbe fatto alcuno “scherzetto” prima delle elezioni federali tedesche di settembre.

Adesso, continua Roubini, lo spread btp bund potrebbe arrivare prestissimo a 300 punti, mentre le stime sulla crescita dovranno quasi certamente essere tagliate, se lo scenario delle elezioni anticipate dovesse accelerare. Ma è lo stesso Roubini ad ammettere che già da tempo i mercati si stanno muovendo su un’attesa di nuove elezioni agli inizi del 2014, non escludendo che possano tenersi anche prima.

Il Prof della New York University ha attaccato a testa bassa l’ex premier Silvio Berlusconi, che giudica la causa della crisi e all’origine di un possibile pasticcio sull’IMU per puro calcolo personale. Roubini è favorevole al mantenimento dell’imposta sugli immobili per i ceti più abbienti, ritenendo insensato abolirla su tutte le prime abitazioni.

 

Debito pubblico italiano: secondo Roubini una ristrutturazione potrebbe essere necessaria

Ma il catastrofismo arriva puntuale, quando egli prevede la possibilità che l’Italia sia costretta a breve a ristrutturare il suo immenso debito pubblico.

L’Italia ce la farà a ripagare tutta questa passività? Il pil è oggi l’8% in meno del 2007, ultimo anno pre-crisi, ma per Roubini la vera questione riguarda il ritmo con cui avverrà la ripresa, perché se sarà accettabile, allora l’Italia potrebbe cercare di risolvere i suoi problemi al pari degli altri partner europei. Ma se i ritmi dovessero essere più lenti, ecco che si affaccerebbero soluzioni più drastiche. Roma, ad esempio, potrebbe chiedere ai mercati un allungamento delle scadenze, attraverso un meccanismo di swap dei titoli con bond di maggiore durata, applicando un piccolo margine di sconto. Un’operazione, spiega l’economista, che potrebbe avvenire senza traumi in un clima “market-friendly”, tranne il caso che la crisi politica precipitasse. A quel punto, i mercati ci farebbero pagare l’instabilità.

Già oggi, quindi, potremmo subire un qualche scossone a Piazza Affari, in particolare, sul fronte dei titoli bancari, che sarebbero i più penalizzati, oltre che dei BTp (Apertura Borsa Milano: Ftse Mib in lieve calo. Allarme di Roubini sullo spread). In generale, secondo Roubini, dovremmo assistere a un progressivo aumento dei tassi. E la data odierna sarebbe infelicemente ideale per la virata in negativo della borsa di Milano, perché gli scambi quotidiani sono ancora limitati, con Wall Street che tornerà ai livelli ordinari solo il prossimo 2 settembre e Londra che oggi resta chiusa per festività.

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