La sovranità nazionale l’Italia non l’ha perduta a Bardonecchia, ma ben prima

La violazione della sovranità italiana non è avvenuta solo a Bardonecchia da parte della Francia. E' da anni che il nostro Paese viene trattato come lo zimbello d'Europa.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La violazione della sovranità italiana non è avvenuta solo a Bardonecchia da parte della Francia. E' da anni che il nostro Paese viene trattato come lo zimbello d'Europa.

Accordo sospeso tra Francia e Italia sulla cooperazione tra le due polizie transfrontaliere dopo il caso di Bardonecchia della settimana scorsa, quando agenti della gendarmeria francese sono entrati senza previo permesso in territorio italiano nella località piemontese di Bardonecchia per inseguire un presunto trafficante di droga nigeriano, mettendo piede nella sede di una ONG (“Rainbow 4 Africa”), un locale delle nostre Ferrovie dello stato, in cui il clandestino si era riparato e chiedendogli di sottoporsi all’esame delle urine. In attesa che i magistrati accertino quante e quali violazioni siano state commesse da Parigi, è evidente che siamo dinnanzi a un’infrazione bella e buona della nostra sovranità nazionale. I gendarmi francesi sono entrati in territorio italiano senza informare le nostre autorità. Cosa ancora più grave, essi hanno esercitato sul nostro suolo compiti di autorità giudiziaria, chiedendo l’esame delle urine a un sospettato. E, infine, hanno preteso di entrare in una sede privata, mettendo a tacere il responsabile della struttura e senza avvertire il bisogno (ancora) di comunicare alcunché alle autorità nostrane.

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Il governo di Parigi con il ministro per i Conti pubblici, Gérard Darmanin, ribadisce la posizione della Francia, ovvero che non vi sarebbe stata alcuna violazione dell’accordo di cooperazione del 1990, mentre il Direttore delle Dogane francese è stato spedito subito a Roma per cercare di ricucire con il governo italiano. Reazioni politiche trasversali e tutte in difesa della sovranità nazionale italiana dopo il caso di Bardonecchia. E già suona strano. Come mai? I “sovranisti” vi hanno intravisto la conferma che l’Italia non sia rispettata in Europa, dove si ritiene che possa essere calpestato persino il suo territorio, mentre il centro-sinistra per la prima volta è costretto a prendere posizione contro Emmanuel Macron, essendo stato inseguito un migrante. E si sa che PD e sinistra si scaldano molto, quando di mezzo ci sono i diritti degli extra-comunitari.

Sovranità limitata da decenni

Ma Bardonecchia è solo un caso eclatante, nemmeno il più significativo della perdita di sovranità nazionale dell’Italia. Buffo, ad esempio, che a inveire contro Parigi siano le ONG, le stesse che fanno da anni carta straccia del rispetto delle nostre leggi, spingendosi con le navi fino in acque libiche per rimorchiare natanti pieni di clandestini e portarli sulle coste siciliane. Statistiche alla mano, meno del 10% avrebbe nemmeno titolo per chiedere lo status di rifugiato. Pertanto, le organizzazioni umanitarie sarebbero diventate in molti casi semplici trafficanti di essere umani, in aperta violazione della sovranità territoriale di Roma.

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E che l’Italia non sia uno stato sovrano non lo stiamo scoprendo solo con il fenomeno migratorio. Cosa sarebbe altrimenti quella Commissione europea, che in sintonia con l’asse franco-tedesco ci spiega da anni chi dovremmo votare e per quale governo tifi? Ci sono, ad esempio, due versioni contrapposte per inquadrare storicamente la nascita del governo Monti: come prova di un commissariamento di fatto di Bruxelles del nostro Paese; come tentativo di Roma di evitare il commissariamento europeo con un governo autonomo per varare riforme impopolari. Semplici dettagli, perché in ogni caso verrebbe confermata la sensazione che Roma o sia già stata commissariata o su di essa penda la spada di Damocle del commissariamento. Aldilà delle ragioni, non siamo certo nella posizione di vivere in piena autonomia nemmeno nella sfera politica.

Da cosa nasce la sovranità limitata dell’Italia? Essa affonda le radici nell’immediato Secondo Dopoguerra, quando ci siamo trovati nella condizione unica di avere formalmente “vinto” la guerra di liberazione dal nazi-fascismo con il voltafaccia dell’8 settembre 1943, ma di fatto perdendo la nostra dignità. Lo testimonia la perdita di Istria e Dalmazia, sacrificate sull’altare degli interessi geopolitici internazionali, perché sin da allora si rese evidente che se ci fosse qualcuno che potesse essere bistrattato, quella era l’Italia dei vincitori sconfitti. Tuttavia, è nell’ultimo quarto di secolo che la sovranità italiana è stata svenduta a prezzi imperdibili, ovvero con la nascita della fantomatica Seconda Repubblica.

Non solo Bardonecchia, anni di Italia umiliata

Dopo “tangentopoli”, nessuna classe dirigente reale si è sostituita a quella precedente, travolta dai propri stessi ladrocini. Sono sorti solo comitati di affari in favore ora di questo, ora di quello schieramento, senza idee, senza visioni di sistema e senza nemmeno alcuna capacità critica e analitica degli avvenimenti. E così, per colmare il vuoto di idee, abbiamo aderito acriticamente a un’unione monetaria senza soppesare benefici e costi, abbiamo accettato ogni accordo europeo siglato il più delle volte senza nemmeno consultarci, se non per la ratifica finale, abbiamo sposato qualsivoglia linea prevalente a Bruxelles per mostrarci partecipi a qualcosa più grandi di noi, persino quando fosse palese che non andasse incontro ai nostri interessi. La nostra politica estera è da decenni impostata sul compiacimento delle aspettative altrui, sulla benedizione di qualche leader straniero e su un europeismo di maniera, che al suo interno tiene tutto e il suo contrario e che cela l’incapacità di elaborare una linea di pensiero autonoma da presentare e difendere nei consessi internazionali.

L’Italia ha fatto “outsourcing” di politica e il risultato è stato quello che abbiamo sotto gli occhi da anni: un Paese di cui si può ridacchiare anche dinnanzi alle telecamere, che può essere trattato dai commissari come un soggetto senza capacità di intendere e di volere, che deve sobbarcarsi quasi da sola il fenomeno migratorio, senza che Bruxelles muova un dito contro i paesi, come Francia e Austria, che chiudono le loro frontiere ai nostri confini, o quelli come Ungheria e Polonia, che si rifiutano di accollarsi le quote di migranti loro spettanti, pur incassando miliardi di euro di fondi europei all’anno, in parte proprio di provenienza italica. Nostre sono le imprese che vengono espropriate illegittimamente da uno stato straniero (la Francia del “liberale” Macron) senza che dagli occhialuti commissari si batta un colpo o che si ritrovino a dovere lottare contro un governo (spagnolo) per acquisire la maggioranza di una società (Abertis), salvo doversi arrendere a una controfferta straniera (tedesca!). Al contempo, nostre società come Telecom e Mediaset possono essere scalate senza problemi da una concorrente francese.

Siamo diventati lo zimbello d’Europa, inutile negarcelo. Vi immaginate se la Francia avesse sconfinato al confine sud-occidentale della Germania o se una sua società fosse stata ingiustamente espropriata dallo stato italiano? Il primo caso non sarebbe nemmeno immaginabile, mentre nel secondo ci saremmo ritrovati a Roma i commissari a chiederci conto di tali gravi violazioni alla libertà d’impresa e alle regole del mercato. E allora, viva Bardonecchia, che almeno ci ha reso evidente quanto ormai poco sovrani siamo a casa nostra. Certo, resta da vedere come cercheranno di reagire a questo declino i sovranisti vincitori delle elezioni del 4 marzo scorso. Non è detto che riescano a fare anche solo poco meglio dei loro predecessori. E, in fondo, siamo sinceri con noi stessi: se non fossimo in pieno clima di rivolta contro i partiti tradizionali, il governo uscente forse non avrebbe nemmeno sentito l’esigenza di chiedere alcun chiarimento agli alleati francesi. L’importante per un Paolo Gentiloni di turno sarebbe stato mostrarsi sorridente a fianco di un Macron alla prima occasione utile. Meglio una pacca sulle spalle davanti a un obiettivo fotografico che la fatica di difendere i propri interessi nazionali.

Quali riforme dovrà varare il prossimo governo sovranista?

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Argomenti: Politica, Politica italiana