La Norvegia rischia lo scoppio della bolla immobiliare. E il taglio dei tassi non aiuta

I prezzi delle case potrebbero continuare a salire nei prossimi mesi, a causa del taglio dei tassi atteso per marzo. L'economia norvegese è già gravata da un enorme debito privato, pari al 200% del reddito disponibile delle famiglie. E ora che il settore del petrolio risente della crisi delle quotazioni, suona l'allarme.

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La Norvegia ha un grave problema di crescita abnorme dei prezzi delle case e rischia seriamente lo scoppio della bolla immobiliare. L’allarme arriva niente meno che dal capo dell’authority di controllo finanziaria di Oslo, Morten Baltzersen, che commenta negativamente l’annuncio della banca centrale guidata dal governatore Oeystein Olsen, il quale ha tagliato i tassi all’1,25% a dicembre dopo 1.000 giorni, spiegando che esiste una probabilità del 50% che vi sia un altro taglio al board di marzo. A differenza dell’Eurozona e del resto della Scandinavia, la Norvegia non ha un problema di deflazione. L’inflazione è al 2,4%, in prossimità del target del 2,5% fissato dall’istituto. Né la corona è oggetto di apprezzamento negli ultimi tempi. Infatti, dopo gli ingenti afflussi di capitali nel paese, in arrivo specialmente dall’Eurozona tra il 2011 e il 2012, all’apice della crisi della moneta unica, Olsen ha iniziato informalmente a porsi un obiettivo sul cambio mai dichiarato, ma che da allora ha portato la valuta scandinava a perdere il 34% contro il dollaro e il 12% contro l’euro.   APPROFONDISCI – Il QE di Draghi scatena già una guerra tra valute: taglio dei tassi anche in Norvegia?   I prezzi degli immobili corrono sin troppo. Nell’ultimo decennio sono esplosi mediamente dell’85,4% e ancora a dicembre risultavano in crescita annua dell’8,1%. In attesa di un nuovo taglio dei tassi, tra le banche locali si è scatenata un’accesa concorrenza per accaparrarsi una nuova fetta di clientela e secondo Steinar Juel, capo economista di Nordea Bank, se la banca centrale tagliasse realmente i tassi a marzo, ciò potrebbe comportare un aumento ulteriore dei prezzi delle case del 15%.

Allarme bolla immobiliare

Non è cosa da poco per un’economia, dove le famiglie sono già indebitate in media per il 200% del loro reddito disponibile.

Se il benessere è piuttosto diffuso nel paese, è anche vero che dopo la Svizzera, la Norvegia è al vertice delle classifiche mondiali per il costo della vita. Non gioverebbe alla stabilità del mercato immobiliare nemmeno l’allentamento delle già relativamente generose regole in vigore nel sistema bancario, con il governo conservatore che lo scorso anno ha permesso ai creditori di finanziare fino al 90% del valore delle proprietà dal limite precedente dell’85%. Insomma, un mix di credito facile e di tassi bassi potrebbe fare da detonatore per il comparto immobiliare, specie se si considera che l’enorme ricchezza dei norvegesi è stata finanziata sostanzialmente dall’estrazione di petrolio, il cui output, tuttavia, è diminuito del 20% negli ultimi 10 anni e che oggi risente negativamente del dimezzamento delle quotazioni, tanto che si prevede che gli investimenti petroliferi nel paese saranno tagliati del 15%.   APPROFONDISCI – La Norvegia soffre la crisi del petrolio, ma punta già sulle energie rinnovabili   In ogni caso, Olsen non sembra intenzionato a permettere un ulteriore indebolimento della corona, annunciando che la banca centrale effettuerà acquisti quotidiani della valuta da questo mese per 700 milioni di corone (circa 80 milioni di euro), il 40% in più dei 500 milioni stimati dagli analisti di Bloomberg. L’istituto ha iniziato ad acquistare corone dal mese di ottobre, segno che potrebbe perseguire il target dell’inflazione attraverso una stabilizzazione del cambio, anche allentando la politica monetaria.   APPROFONDISCI – Norvegia, la corona dovrebbe apprezzarsi. Ora è possibile un rialzo dei tassi In Norvegia, rendimenti piatti per il fondo sovrano nel terzo trimestre. Pesa l’Eurozona      

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