La Nigeria è la stella d’Africa. Cala il peso del petrolio e cresce il cinema

La Nigeria ha superato ufficialmente il Sudafrica per il pil, anche se resta indietro in termini pro-capite. Il petrolio traina l'economia, ma crescono i servizi, tra cui il cinema.

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Stella del Continente nero nel giro di una sola notte. E’ quanto è accaduto una settimana fa alla Nigeria, che all’alba del 6 aprile si è svegliata ufficialmente lo stato più ricco dell’Africa con un pil stimato al 2013 in 510 miliardi di dollari, attestandosi alla 26esima posizione nel mondo, pari a un pil pro-capite di 2.688 dollari. In valori assoluti, ha superato di gran lunga il Sudafrica, che con i suoi 343 miliardi è rimasto molto indietro. Tuttavia, Pretoria vanta un pil pro-capite di 7.500 dollari, quasi il triplo dei nigeriani.

E’ accaduto, infatti, che a seguito del cambiamento della base di calcolo del pil, il cui anno di riferimento è passato dal 1990 al 2010, siano stati inseriti settori, esclusi 24 anni fa. Trattasi delle telecomunicazioni, dell’immobiliare, del cinema, internet. E il pil è cresciuto automaticamente in una notte dell’89%. E la crescita è stata del 12,7% nel solo 2013, la più alta nel mondo.

Nell’ultimo decennio, la crescita economica è stata nel paese mediamente del 7%, tanto che la Nigeria figura ufficialmente tra i Mint, ossia tra i paesi ad alta crescita.

L’economia è stata trainata dalle vaste riserve di idrocarburi, anche se il loro peso si sta riducendo notevolmente (dal 32% al 15%, stando ai nuovi calcoli), grazie all’espansione degli altri settori. 

Uno dei settori a più alta intensità di crescita è quello cinematografico. In Nigeria ha sede la cosiddetta “Nollywood”, che produce tra i 1.500 e i 2.000 film all’anno, diventata ormai tappa quasi obbligata per tutto il Continente, fatturando 7 miliardi di dollari ogni anno, circa l’1,3% del pil nigeriano.

I problemi della Nigeria

La Nigeria produce ogni giorno 1,9 milioni di barili di petrolio ed Eni è una delle compagnie più attive nel paese, ma perde quotidianamente 60 mila barili, a causa dei continui furti e sabotaggi per mano della criminalità organizzata, tanto che in audizione al Senato, l’ad Paolo Scaroni ha avvertito, pochi giorni fa, che potrebbe lasciare il paese.

Non sono tutte rose e fiori, infatti, nella nazione ora più ricca d’Africa. Il 61% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e pare che la povertà relativa sia in aumento. In più, la Nigeria si colloca al 144esimo posto su 177 della classifica della percezione della corruzione da parte della popolazione.

Non possiamo nemmeno ignorare un altro grande problema, che è il terrorismo interno. Il gruppo Boko Haram destabilizza la politica e la convivenza pacifica dei nigeriani con attentati frequenti contro, principalmente, le chiese cristiane.

Non sarà certo il Bengodi, ma parliamo di una realtà spettacolarmente in crescita e oggetto di attenzione degli investitori di ogni angolo del pianeta, anche perché le dimensioni di questo paese sono tali da renderlo uno dei protagonisti futuri dello scacchiere geo-politico dei prossimi decenni.

 

 

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