La Nigeria alletta gli investitori, ma la naira dovrà essere svalutata con la crisi petrolifera

La Nigeria al voto tra crisi petrolifera e valutaria. Il mercato attende l'esito elettorale, prevedendo la svalutazione della naira. Interessanti le opportunità di investimento.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Nigeria al voto tra crisi petrolifera e valutaria. Il mercato attende l'esito elettorale, prevedendo la svalutazione della naira. Interessanti le opportunità di investimento.

Sabato scorso, 68,8 milioni di elettori registrati in Nigeria hanno dovuto recarsi al voto per il primo turno delle elezioni presidenziali. I due sfidanti principali sono l’uscente Goodluck Jonathan, che dovrà vedersela contro Muhammudu Buhari, un generale già reduce da 3 sconfitte. Se nessuno otterrà la maggioranza dei voti, ci sarà un secondo turno di ballottaggio ad aprile. Il Nigerian Stock Exchange All Shares ha guadagnato quasi il 5% nelle ultime 7 sedute, pur restando in calo del 12% rispetto all’inizio dell’anno. Tra i 24 principali listini azionari in Africa, solo lo Zimbabwe capitalizza di meno in rapporto agli utili attesi. I titoli nigeriani quotano attualmente 9,3 volte in più, ma per GAM, le azioni delle banche nigeriane tier-1 appaiono interessanti, facendo intuire che presto il mercato potrebbe prendere in considerazione concreta. Sono due le ragioni principali della diffidenza degli investitori esteri: la prima è geo-politica. Il paese, che conta 170 milioni di abitanti, il più popoloso in Africa, è lacerato dagli scontri tra la maggioranza mussulmana e la minoranza cristiana, quest’ultima presa di mira dal gruppo terroristico di Boko Haram.

Crisi naira e petrolio

Ma il mercato si sta tenendo alla larga dai titoli azionari della  Nigeria, in particolare, per la crisi valutaria che essa sta vivendo negli ultimi mesi, a causa del dimezzamento delle quotazioni del petrolio, una materia prima che qui vale il 90% della valuta straniera e il 70% delle entrate statali. A fronte di questi dati, la naira ha perso “solamente” il 18% contro il dollaro negli ultimi 6 mesi, quando il rublo ha perso nello stesso arco di tempo il 56%.   APPROFONDISCI – Nigeria, stretta monetaria e svalutazione del naira contro la crisi del petrolio   In sostanza, un barile di petrolio oggi fa affluire in Nigeria oltre il 30% di dollari in meno, ragione per cui ci si attende che la banca centrale consentirà dopo le elezioni presidenziali e per il rinnovo dell’Assemblea, un’ulteriore svalutazione della moneta, il cui cambio con il dollaro si attesta al momento a 199,50. Non sarà una decisione facile per un’economia, dove l’inflazione è già salita all’8% proprio a causa del crollo della naira, ma la scelta appare obbligata, perché il petrolio, come abbiamo visto, finanzia la stragrande maggioranza della spesa pubblica, che rischia di essere tagliata ancora di più se non entreranno un pò più di dollari. La Nigeria ha un’economia da 500 miliardi di dollari, dopo le ultime revisioni statistiche, la più ampia del continente africano, grazie allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi. Nonostante ciò, un terzo della popolazione continua a vivere in povertà, la metà nella regione del Nord-Est, stando alla Banca Mondiale, continuando ad essere ancora dipendente dalle importazioni.   APPROFONDISCI – La Nigeria è la stella d’Africa. Cala il peso del petrolio e cresce il cinema  

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Argomenti: Petrolio