Il Pmi manifatturiero a marzo mitiga lo spettro della disoccupazione

Pmi manifatturiero a 53,3 punti a marzo, meglio delle attese e in netta crescita da febbraio. Si allontana lo spauracchio di un ritorno alla crescita della disoccupazione?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Pmi manifatturiero a 53,3 punti a marzo, meglio delle attese e in netta crescita da febbraio. Si allontana lo spauracchio di un ritorno alla crescita della disoccupazione?

L’indice Pmi manifatturiero in Italia è salito a 53,3 punti nel mese di marzo, oltre le attese di 52,3 punti degli analisti e ben al di sopra dei livelli di febbraio, pari a 51,9 punti. Lo ha comunicato Markit, spiegando che la crescita sarebbe dovuta a un rafforzamento delle esportazioni e a un miglioramento dei livelli occupazionali e della produzione, mentre gli indicatori sui prezzi avrebbero mostrato il venir meno delle minacce deflazionistiche. Si registra per la prima volta in 3 mesi l’aumento dei prezzi di acquisto, mentre i prezzi di vendita sono in calo a un tasso moderato. E la manifattura sale anche nell’Eurozona, dove a marzo, stando alla lettura finale, l’indice Pmi è cresciuto a 52,2 punti dai 51 di febbraio. La lettura preliminare dava un dato di 51,9, uguale a quello del consensus. E la Germania ha visto migliorare l’indicatore a 52,8 punti dai 51,1 di febbraio, meglio dei 52,4 punti della stima preliminare e risultando il dato più elevato dall’aprile dello scorso anno. Ricordiamo che un punteggio superiore a 50 segna un aumento dell’attività manifatturiera, uno al di sotto di tale soglia segnala una contrazione. Il dato sulla manifattura in Italia a marzo appare piuttosto positivo, anche alla luce delle cifre poco rassicuranti fornite ieri dall’Istat sulla disoccupazione a febbraio, tornata a crescere al 12,7%, nonché dopo la pubblicazione dei dati negativi di gennaio su produzione, ordini e fatturato dell’industria. Il settore manifatturiero rappresenta il 19% del pil italiano, per cui è rappresentativo di una fetta importantissima della nostra economia. Il miglioramento a marzo segnalerebbe che la contrazione della produzione di gennaio e il brutto dato (specie per i giovani) della disoccupazione a febbraio sarebbero una battuta d’arresto temporanea, rispetto all’apparente ripresa in atto dalla fine dello scorso anno.   APPROFONDISCI – La disoccupazione torna a salire: effetto Jobs Act o la recessione non è finita? Ordini e fatturato industria, il crollo di gennaio preoccupa per un dato specifico    

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Argomenti: Crisi economica Italia