La lunga crisi dell’Italia: deflazione confermata e alta disoccupazione almeno fino al 2020

Disoccupazione in lieve calo a settembre in Italia, ma è boom tra i giovani e le prospettive sembrano nere per i prossimi anni, secondo il Cnel. E l'Istat conferma che l'Italia è rimasta in deflazione anche a settembre.

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L’Istat ha diramato stamane i dati relativi al tasso di disoccupazione nel mese di agosto, pari al 12,3%, in calo dal 12,6% di agosto. Le attese erano per una lettura invariata. Tuttavia, il tempo per mostrarsi soddisfatti è brevissimo, perché dagli stessi dati emerge che la disoccupazione giovanile (15-24 anni) si è portata nello stesso mese al 44,2%, il risultato più alto dall’inizio delle rilevazioni trimestrali nel 1977, in crescita dell’1% su luglio e del 3,6% su base annua. In valori assoluti, il numero dei disoccupati è sceso a 2 milioni 314 mila unità, -82 mila rispetto a luglio (-2,6%) e -28 mila (-0,9%) su base annua. In lieve aumento gli occupati a 22 milioni 380 mila unità, in crescita di 32 mila sul mese di luglio (+0,1%) e invariati sullo stesso mese del 2013. L’occupazione si attesta così ad agosto al 55,7% dal 55,6% di luglio, mentre il numero degli inattivi sale dello 0,2% mensile e scende dello 0,5% annuo. In termini percentuali, il tasso di inattività è del 36,4%, in aumento dello 0,1% su luglio e in calo dello 0,1% su base annua. Tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, il numero degli occupati è pari a 710 mila unità e il tasso di occupazione è del 15%, -0,5% su luglio e -1,4% su base annua.   APPROFONDISCI – La disoccupazione in Italia vola al 13,6% nel primo trimestre e al 46% tra i giovani  

Niente ripresa occupazione

Sempre stamane, il Cnel ha diffuso una sua analisi sull’andamento dell’occupazione in Italia dal 2007 al 2014, dalla quale si evince che in 7 anni, l’Italia ha perso un milione di posti di lavoro, di cui 400 mila al Centro-Nord e 600 mila al Sud. Se questo dato era già ampiamente noto alle tristi cronache economiche di questi anni, è la prospettiva tracciata dall’organismo a raggelare: il nostro paese difficilmente potrà tornare in pochi anni ai livelli di disoccupazione del 2007 – ultimo anno prima della crisi – quando la percentuale dei senza-lavoro si attestava intorno al 7%.

Secondo il Cnel, infatti, per raggiungere tale traguardo, servirebbe creare da qui al 2020 almeno 2 milioni di posti di lavoro, un ritmo non compatibile con le attese di crescita della nostra economia e che potrebbe essere tenuto solo nel caso di una forte discontinuità nei tassi di crescita.   APPROFONDISCI – L’Italia sprofonda nella crisi: 6 mln di senza lavoro. Giovani in fuga all’estero  

Restiamo in deflazione

Dunque, da qui ai prossimi 6 anni, l’Italia sarebbe destinata a tassi di disoccupazione elevati. E che le cose non girino bene per la nostra economia lo conferma anche il dato di stamane sull’inflazione nel mese di settembre, diffuso sempre dall’Istat. L’indice dei prezzi ha registrato un calo mensile dello 0,3% e dello 0,1% su base annua. In sostanza, si conferma la deflazione in atto nel nostro paese, sintomatica della crisi dei consumi. Rispetto al dato medio dell’Eurozona, dove l’inflazione è scesa questo mese allo 0,3%, i prezzi italiani continuano a mostrarsi più “freddi” di quasi mezzo punto percentuale.   APPROFONDISCI – L’Italia è entrata in deflazione: prezzi ad agosto -0,1%. Draghi annuncerà il QE giovedì  

Settembre nero anche per la produzione industriale

Secondo il Centro studi di Confindustria, la produzione industriale italiana nel mese di settembre è diminuita dello 0,2% su agosto, quando si era registrato un aumento dello 0,6%. Su base annua e a parità di giornate lavorate, la produzione sarebbe scesa dello 0,4%. Nel terzo trimestre, il calo congiunturale sarebbe stato dello 0,5%, in accelerazione dal -0,4% del secondo e dal -0,1% del primo. Secondo il CsC, non s’intravederebbero i segnali di un’inversione di rotta per i mesi autunnali.      

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