RALLENTAMENTO DELL'ECONOMIA CINESE

Lotta allo smog in Cina ha a che fare col mais

Il mais in Cina risente delle politiche ambientali del governo, che punta a sganciarsi dal crescente fabbisogno di petrolio.

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di Giuseppe Timpone, publicato il
Il mais in Cina risente delle politiche ambientali del governo, che punta a sganciarsi dal crescente fabbisogno di petrolio.

La Cina ha un problema di inquinamento. Lo smog è un dramma con cui convivono decine di milioni di suoi abitanti, specie quelli residenti nell’area orientale dello sterminato paese, che è anche quella in cui viene prodotta gran parte del carbone per il riscaldamento invernale. Secondo una ricerca dell’Istituto di Politica Energetica dell’Università di Chicago, al nord del fiume Huai si registrerebbe un’aspettativa di vita di 3,1 anni in meno rispetto a quella media del sud. Pur non essendo stati divulgati i numeri sulla longevità media nelle due aree, i ricercatori hanno spiegato di avere monitorato i decessi in 154 città cinesi tra il 2004 e il 2012, scoprendo che per ogni 10 microgrammi di particelle di smog in più al metro cubo, l’aspettativa media di vita si abbasserebbe in Cina di 0,6 anni. (Leggi anche: Allarme inquinamento in Cina, a Pechino 24 volte i limiti)

Si consideri, che stando ai dati, nella regione di Pechino-Tianjin-Hebei, le particelle di smog nei primi 7 mesi di quest’anno sono risultate pari a 69 microgrammi per metro cubo, quando la media nazionale è stata nel periodo di 45 e lo standard fissato dal governo sarebbe di 35. La minore durata media della vita nel nord della Cina sarebbe essenzialmente connessa alle malattie cardiovascolari.

E proprio per contrastare l’eccesso di inquinamento, conseguenza di decenni di boom economico sostenuto da politiche ambientali pressappoco inesistenti, l’Amministrazione Nazionale per l’Energia del governo ha annunciato in questi giorni l’intenzione di potenziare la produzione di etanolo per 50.000 tonnellate all’anno, grazie a uno stabilimento in costruzione nel nord del paese, dove si concentrano le coltivazioni di mais. Dal 2004, Pechino dispone il divieto di utilizzare il mais a scopi alimentari, puntando a farne un uso energetico. Da esso si deriva proprio l’etanolo, che viene sfruttato come additivo per circa un quinto dell’intero combustibile consumato al livello nazionale. Pare che l’esecutivo punti adesso a rendere obbligatorio l’uso dell’additivo per tutto il carburante venduto in Cina, anche se non sono note le percentuali.

Raddoppio della produzione di etanolo in Cina

Negli USA e in Brasile, si richiede una quantità minima di etanolo dal 10% all’85% e secondo indiscrezioni, sarebbe proprio del 10% il livello minimo di etanolo che verrebbe imposto in Cina. Nella seconda economia asiatica, 200 milioni di tonnellate di mais sono accumulate in forma di scorte, pari a un anno di domanda nazionale. Il governo ne consentirà nuovamente un utilizzo alimentare in alcune aree del paese, anche con l’obiettivo di smaltire più velocemente tali scorte, che si starebbero deteriorando con il tempo.

Il combustibile rinnovabile ammonta a 3 milioni di tonnellate all’anno in Cina, pari ad appena l’1% di tutto il combustibile consumato nel periodo. La produzione annua di etanolo corrisponde ancora a sole 2,1 milioni di tonnellate, un livello di gran lunga inferiore a quelli di USA e Brasile, che insieme rappresentano l’85% del mercato mondiale con 94 miliardi di litri. Adesso, il governo si pone l’obiettivo di alzare la produzione nazionale a 4 milioni di tonnellate all’anno dal 2020, implicando una maggiore domanda di mais, così come anche di barbabietola e canna da zucchero, tutti sfruttabili per il bio-carburante.

La lotta allo smog in Cina potrebbe passare per un divieto formale di vendita di auto a diesel e benzina, passo già adottato nel Regno Unito e Francia a decorrere dal 2040, mentre Olanda, Norvegia e India puntano ad aumentare il peso delle auto elettriche sin dai prossimi anni, con Nuova Delhi ambendo a raggiungere una quota del 100%. Pechino rappresenta il primo mercato automobilistico al mondo con 28 milioni di veicoli prodotti nel 2016. E’ anche il primo consumatore di energia, importando di recente quasi 9 milioni di barili al giorno di petrolio. (Leggi anche: Auto elettriche, Cina e India fanno tremare i petrolieri)

 

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Argomenti: Rallentamento dell'economia cinese

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