La lista Lagarde getta la Grecia nel caos

Scontro politico-sociale durissimo in Grecia dopo le correzioni apportate alla Lista Lagarde sui grandi evasori fiscali. Mentre i governi del socialista Giorgos Papandreou e del "tecnico" Lucas Papademos chiedevano sacrifici alla popolazione, gli amici degli amici portavano i loro soldi in Svizzera

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Scontro politico-sociale durissimo in Grecia dopo le correzioni apportate alla Lista Lagarde sui grandi evasori fiscali. Mentre i governi del socialista Giorgos Papandreou e del

Mentre il governo si accinge a portare a casa, la riforma fiscale da 2,5 miliardi, che gli consentirà di incassare sin da lunedì lo sblocco di altri 9,2 miliardi da parte della UE, la politica in Grecia vive momenti convulsi, legati allo scandalo della cosiddetta “lista Lagarde”. In pratica, nel 2010, l’allora ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, oggi direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, aveva consegnato al suo collega greco Giorgios Papacostantinou un cd contenente i nomi di 2.059 greci, che avevano portato denaro presso la filiale svizzera della banca Hsbc, potenzialmente evasori fiscali.  

Evasione fiscale Grecia: nomi eccellenti nella Lista Lagarde

Quel cd non fu mai presentato ufficialmente in patria dal ministro, né portato alla conoscenza dell’opinione pubblica ellenica. Quando è riapparso su pressione dell’FMI, esso risultava alterato nella sua lista originale e guarda caso non erano più presenti i nomi di diverse personalità legate agli uomini dei governi che si sono succeduti in questi due-tre anni, addirittura, legati a loro da vincoli di parentela. Sotto accusa, in particolare, ci sono gli ex ministri Papacostantinou e il successore Evangelos Venizelos, quest’ultimo anche a capo dei socialisti del Pasok, nonché gli esecutivi a guida Giorgos Papandreou (socialista) e il tecnico Lucas Papademos. Adesso, le opposizioni chiedono di fare luce sull’accaduto, che mette in cattivissima luce i partiti di governo, proprio mentre si accingono a chiedere nuovi sacrifici ai loro concittadini con nuovi aumenti di tasse e tagli alla spesa pubblica. Il più agguerrito è Alexis Tsipras, il giovane leader di Syriza, partito della sinistra radicale, dato in testa nei sondaggi. Ma se lo scontro in Parlamento potrebbe assumere toni durissimi, la violenza ha già colpito fuori dal Palazzo. Bombe molotov sono state fatte scoppiare davanti alle sedi di due dei tre partiti di governo, Nea Dimokratia del premier Samaras e il Pasok di Venizelos. E colpi di kalashnikov sono stati sparati contro l’ufficio del premier.  

Crisi della Grecia: una famiglia greca su tre nel baratro della povertà

Insomma, la lista Lagarde rischia di delegittimare ancora di più, se fosse possibile, la classe politica ellenica, con la conseguenza che il clima di scontro nel Paese potrebbe surriscaldarsi oltre i livelli di guardia, facendo da detonatore in una realtà in cui la disoccupazione si appresta a sfiorare il 30% e la povertà relativa riguarda già il 28% delle famiglie.  

Aiuti Grecia: via libera dell’Fmi alla nuova tranche

In questo quadro di fondo, oggi  il Fondo Monetario Internazionale ha sbloccato gli aiuti per 3,3 miliardi di euro verso Atene, che aveva congelato nei mesi scorsi, in attesa di una schiarita sulla situazione finanziaria della Grecia. Il board, rappresentativo dei 188 stati membri, dovrebbe dare il via libera, consentendo così al governo di Antonis Samaras di ottenere le due tranche da 1,6 miliardi circa ciascuna, bloccate nel corso del 2012. L’istituto di Washington si è deciso a concedere gli aiuti, grazie al successo dell’operazione di “buy-back” di novembre, con cui il governo ellenico ha proceduto a riacquistare debito proprio sul mercato secondario per oltre 31 miliardi di euro di controvalore, ottenendo un risparmio netto di 20 miliardi. In ogni caso, l’FMI avrebbe voluto anche un condono parziale del debito da parte dei governi europei per 50 miliardi, proposta rispedita al mittente dalla Germania e gli altri partners. Ora, Washington chiede che il governo proceda verso nuove operazioni di svalutazione del debito, in modo da renderlo sostenibile nel lungo periodo. Il rischio è che nessun aiuto finora accordato al Paese sia sufficiente a risollevarne le sorti finanziarie, dato che quest’anno il rapporto tra debito e pil in Grecia sfiorerà il 200%, mentre Atene vive drammaticamente il suo sesto anno consecutivo di recessione, che ha eroso un quarto del reddito annuo pre-crisi.

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Argomenti: Economie Europa