La Grecia vuole il default? Ecco il piano del nuovo ministro dell’Economia

Il nuovo ministro dell'Economia in Grecia è un fautore del default e contrario alle politiche di austerità. Dalla scelta dei ministri, pare che il premier Alexis Tsipras non intenda realmente trattare con la Troika, sfidando l'Europa.

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A tre giorni dalla vittoria alle elezioni in Grecia, il premier Alexis Tsipras potrà oggi iniziare effettivamente il suo primo giorno di lavoro, dopo avere giurato ieri nelle mani del presidente uscente Karolos Papaoulias. La coalizione di governo con la destra anti-austerity di Greci Indipendenti, guidata dall’economista Panos Kammenos neo-ministro della Difesa, gli assicura una maggioranza solida in Parlamento di 162 seggi su 300.

La sola Syriza ne conta 149, 2 in meno del necessario per governare in assoluta solitudine.

Le idee del nuovo ministro

Quel che rileva nella composizione del nuovo governo è la presenza dei “falchi” in posti-chiave, segnale piuttosto inquietante per il resto dell’Eurozona. Il ministero degli Esteri è andato a Nikos Kotzias, il quale ha dichiarato che le sanzioni UE contro la Russia sono un danno per la Grecia. Ma l’attenzione si concentra, in particolare, sul nuovo ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, 53 anni, professore universitario, da sempre un forte oppositore dell’austerità, aderente a Syriza solo dal 2012, ma critico anche verso le posizioni della stessa sinistra radicale, sostenendo che il punto programmatico più apprezzabile del partito di Tsipras sarebbe la fine dell’austerità.   APPROFONDISCI – La Grecia con la vittoria di Tsipras dice no all’austerità, ma adesso cosa succede?   Varoufakis ha le idee chiare su come gestire il dicastero dell’Economia d’ora in avanti. Come il premier, egli ritiene che la Grecia non sarebbe mai dovuta entrare nell’Eurozona, ma che uscirne adesso significherebbe per il paese “precipitare in un burrone”. Il neo-ministro è fortemente contrario al piano di assistenza finanziaria della Troika (UE, BCE e FMI), giudicato un “circolo vizioso deflazionistico”, che avrebbe distrutto l’economia sociale ellenica con costi ai massimi anche per il tedesco medio, l’italiano medio, etc. Per questo, la proposta di Varoufakis è netta, quanto pericolosa: sospendere il pagamento delle cedole e il rimborso del debito fino a quando la Grecia non si sarà ripresa. Non si tratta, quindi, semplicemente di chiedere un allungamento delle scadenze o un taglio degli interessi. Varoufakis vuole il default vero e proprio, sia verso i creditori pubblici che gli investitori privati. In passato, egli si è opposto ai tagli della spesa pubblica e agli aumenti delle tasse, mentre è stato un sostenitore dell’“haircut”, il taglio nominale del debito pubblico contratto con i privati del 53,5% e attuato nella primavera di 3 anni fa.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras promette: dimezzeremo il debito. Ma pende la spada di Damocle della BCE  

Default Grecia vicino?

La Germania è attonita.

A porte chiuse, la cancelliera Angela Merkel avrebbe riferito ai suoi che il nuovo governo ellenico dovrà chiarire una volta per tutte se intende o meno onorare gli impegni assunti con l’Europa. I tedeschi non si spiegano perché la Grecia continui a chiedere un taglio del debito, visto che non dovrà pagarci gli interessi fino al 2020. Ha capito benissimo, quindi, che la posta in gioco è diversa: fuga dall’austerità fiscale e condono quasi totale del debito contratto con i creditori pubblici, l’80% del totale dei 340 miliardi di euro (177% del pil).   APPROFONDISCI – Draghi difende la Troika in Grecia. E la Germania chiude sul taglio del debito   L’Eurozona compierà un ultimo passo in avanti: concederà a Tsipras un allungamento delle scadenze, un nuovo taglio degli interessi sul debito, già oggi stipulati ad appena l’1,5%, nonché la concessione di un maggiore tempo per trattare con la Troika. Rispetto alla scadenza prevista per la fine di febbraio, già uno slittamento di 2 mesi dalla precedente “deadline” di dicembre, a marzo o aprile. Certamente non sarà luglio, come vorrebbe il nuovo governo. Il mercato, che sembrava avere reagito piuttosto bene alla vittoria (scontata) di Syriza, inizia ad innervosirsi. Alpha Bank, la maggiore banca del paese, ha perso il 20% in borsa nelle ultime due sedute, mentre i rendimenti dei titoli a 3 anni sono esplosi oltre il 14%; i decennali si attestano al 9,7%. La curva dei rendimenti si è sostanzialmente invertita, segno che gli investitori si attendono un default nel breve periodo. Con la nomina di Varoufakis a capo dell’Economia, sappiamo che tutto ciò non sarebbe più nemmeno formalmente escluso dallo stesso governo.   APPROFONDISCI – La Grecia e il taglio del debito, no della Germania a Tsipras. Governo deluso dalla BCE

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