Grecia: nuove misure di austerità in cambio di aiuti

La Grecia approva nuove misure di austerità. In arrivo nuove tasse e tagli delle pensioni più basse, mentre la ristrutturazione del debito non appare scontata. Quasi certo lo sblocco della nuova tranche di aiuti.

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La Grecia approva nuove misure di austerità. In arrivo nuove tasse e tagli delle pensioni più basse, mentre la ristrutturazione del debito non appare scontata. Quasi certo lo sblocco della nuova tranche di aiuti.

Grecia approva nuove misure di austerità per ottenere aiuti e ristrutturazione debito Il Parlamento in Grecia ha approvato con 153 voti su 300 le nuove misure di austerità volute dai creditori pubblici (UE, BCE e FMI), in particolare, proprio dal Fondo Monetario Internazionale, il più dubbioso sulla sostenibilità del debito pubblico ellenico, per ottenere gli aiuti.

Le nuove misure, che sono state varate con il sì unanime della maggioranza, prevedono aumenti delle tasse e tagli delle pensioni per l’1,7% del pil, ossia per 3 miliardi di euro. Oltre a ciò, i deputati hanno acconsentito a nuovi tagli automatici della spesa pubblica per il 2% del pil, che scatterebbero nel caso di mancato raggiungimento dei target fiscali concordati con i creditori e che prevedono di centrare un avanzo primario del 3,5% del pil dal 2018. E’ stato anche deciso di trasferire il capitale azionario delle banche e delle società statali in capo a un fondo per le privatizzazioni, il cui board deve essere nominato su approvazione dei creditori pubblici.

Economia Grecia rischia un nuovo collasso?

Il principale leader dell’opposizione, il conservatore Kyriakos Mitsotakis ha attaccato duramente la politica del governo Tsipras, che ha definito rovinosa per l’economia ellenica, chiedendo di rinegoziare i target fiscali, portando l’avanzo primario-obiettivo a un più realistico 2% del pil, come d’altronde chiede l’FMI, ma Atene dovrebbe impegnarsi a varare maggiori riforme strutturali di sostegno alla crescita nel medio-lungo periodo. Il segretario di Nuova Democrazia è diventato popolare e il suo partito è avanti nei sondaggi, mettendo in difficoltà Syriza, che nata per contrastare le politiche di austerità, ha finito per sostenerle tutte, pur di fare rimanere la Grecia nell’euro. Le misure appena approvate sono una vera stangata per i greci: l’IVA viene innalzata dal 23% al 24%; le aliquote IVA agevolate in alcune isole sono state eliminate; sono state introdotte nuove tasse su caffè, sigarette elettroniche, Pay TV, benzina, diesel, immatricolazioni auto, alcool, beni di lusso, veicoli di investimento e soggiorno negli alberghi; tagli assistenziali per i pensionati a più basso reddito.

     

Aiuti Grecia quasi certi

L’obiettivo del governo Tsipras è di adempiere a tutte le richieste dei creditori, al fine di poter sbloccare l’erogazione della nuova tranche di aiuti per 9 miliardi di euro, necessaria a impedire una crisi di liquidità dello stato tra giugno e luglio, quando dovranno essere effettuati pagamenti di un certo peso, tra cui verso la BCE. Inoltre, il paese spera di ottenere anche un condono di fatto del debito, attraverso un ulteriore allungamento delle scadenze dei bond nelle mani dei creditori europei (200 miliardi) e un abbassamento degli interessi. L’Eurogruppo si riunisce sulla Grecia domani e il presidente Jeroen Dijsselbloem ha già esternato tutta la sua convinzione che si arriverà allo sblocco degli aiuti. Fa propendere per questa ipotesi anche il mandato assegnato dalla cancelliera Angela Merkel al suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, di trovare un accordo entro domani.

Ristrutturazione debito Grecia non scontato

Tuttavia, il vero nodo sul debito potrebbe non essere sciolto nelle prossime ore. L’FMI chiede di rinviare tra il 2040 e il 2080 il rimborso dei bond verso i governi dell’Eurozona, sostenendo che altrimenti il debito pubblico della Grecia non sarebbe sostenibile. L’istituto di Washington vorrebbe anche che il target di un avanzo primario del 3,5% del pil fosse abbassato all’1,5-2%. La Germania ritiene che la discussione sulla ristrutturazione del debito non sia prioritaria, considerando che nessun rimborso è previsto fino al 2022, così come non dovranno nel frattempo essere pagati gli interessi. Eppure, dopo essersi “piegato” in toto alle richieste dell’odiata Troika, Alexis Tsipras pretende una moneta di scambio, che sia in grado di “vendere” agli elettori, tale da placare le ire di chi considera che il governo abbia tradito le istanze per le quali era stato eletto.      

FMI non scioglie ancora il nodo partecipazione

Il problema è che l’ultima sfornata di austerità potrebbe non essere quella definitiva. L’economia ellenica, che già è tornata in recessione per l’ottavo anno dal 2007, rischia di cedere ancora di più, allontanando qualsiasi prospettiva di risanamento dei conti nella misura desiderata dai creditori e necessaria per rendere il debito sostenibile nel medio-lungo periodo.

Per questo, è molto probabile che l’FMI si riservi ancora di qualche mese di tempo per decidere se imbarcarsi in un terzo salvataggio, quello da 86 miliardi in 3 anni, sottoscritto nel luglio dello scorso anno tra UE e Grecia. Domani, quindi, l’Eurogruppo sbloccherà con ogni probabilità gli aiuti, ma non sarà decisivo proprio sulla ristrutturazione del debito, che resta l’ambizione maggiore del governo Tsipras in questa fase.

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