La Grecia vara misure shock contro l’evasione fiscale con il divieto del contante

La Grecia vara misure draconiane contro l'evasione fiscale: vietato ai dipendenti pubblici e ai pensionati ritirare contanti oltre 150 euro a settimana.

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La Grecia vara misure draconiane contro l'evasione fiscale: vietato ai dipendenti pubblici e ai pensionati ritirare contanti oltre 150 euro a settimana.

Il Ministero delle Finanze in Grecia ha svelato nello scorso fine settimana alcune delle misure allo studio per combattere l’evasione fiscale, che se confermate, sarebbero realmente draconiane per la vita di milioni di cittadini. Secondo il governo, a pensionati e dipendenti pubblici sarà imposto un limite di 150 euro a settimana per il ritiro di denaro dai conti correnti, molto inferiore ai 420 euro previsto ad oggi per tutti e che continuerebbe a sussistere per il resto della popolazione. Al di sopra di tale somma ed entro i limiti generali imposti per i prelievi bancari, gli appartenenti alle 2 categorie dovranno obbligatoriamente pagare con il bancomat o la carta di credito. L’intento della norma è di contrastare il fenomeno diffuso dell’evasione delle tasse. In questo caso, però, non riguarderebbe né i pensionati, né i dipendenti pubblici, il cui reddito è tassato alla fonte, ma il divieto di uso del contante mira ad impedire che questi paghino in nero gli acquisti di beni e servizi presso i negozi o liberi professionisti, privando lo stato del gettito IVA dovuto.

IVA Grecia evasa per il 10% del pil all’anno

Si calcola che ogni anno le entrate statali perderebbero tra i 15 e i 20 miliardi di euro di IVA, a causa sia della mancata emissione dello scontrino o della fattura, sia dell’indicazione di importi più bassi di quelli effettivamente pagati dal cliente. Con queste misure, spiega il Ministero, aumenterà il gettito fiscale e si potranno ridurre le imposte a 8,5 milioni di contribuenti. Calcolando che ogni mese vengono sborsati dallo stato 2,6 miliardi per il pagamento delle pensioni e degli stipendi pubblici, ogni anno ammonterebbero a 30 miliardi i redditi incanalati sui conti di pensionati e dipendenti pubblici.

Con il divieto di prelevare in contanti oltre i 600 euro al mese, queste 2 categorie sarebbero costrette ad effettuare pagamenti elettronici per non meno di 7,5 miliardi di euro all’anno. Ma c’è di più. Dal governo di Atene fanno sapere che se queste misure avranno successo e non creeranno difficoltà alle famiglie, saranno estese anche ai dipendenti del settore privato. Non solo. Le imprese che apriranno i battenti dal prossimo anno saranno costrette ad accettare i pagamenti dei clienti solo con carta di credito o con il bancomat. Lo stesso vale per alcuni lavoratori autonomi, come medici, idraulici, avvocati, elettricisti, che dovranno munirsi tutti di POS per i pagamenti elettronici, essendo considerati tra i soggetti a maggiore rischio di evasione fiscale. Si starebbe ipotizzando di esentare dai limiti solo i pensionati di età superiore ai 75 anni e i soggetti residenti in aree remote della Grecia, dove l’uso della carta di credito o del bancomat sarebbe più difficoltoso.

Banche Grecia veri vincitori delle nuove misure

Una cosa appare certa. Le banche ne usciranno ancora una volta le vere vincitrici, oltre alle casse statali. Anzitutto, perché mediamente applicano ben 2 euro di commissione per ogni transazione elettronica e, inoltre, potranno giovarsi di una maggiore liquidità, anche quando i controlli sui capitali saranno del tutto ritirati, dato che almeno 3,2 milioni di persone (2,6 milioni di pensionati e 600 mila dipendenti pubblici) saranno costrette a parcheggiarvi liquidità più a lungo, non potendola prelevare per i pagamenti in contanti. Si capisce il buon umore della presidente dell’associazione bancaria ellenica, Louka Katseli, che a un’intervista al quotidiano economico tedesco Handelsblatt ha dichiarato di essere convinta che la ricapitalizzazione delle banche in Grecia potrebbe costare meno dei 25 miliardi messi a disposizione dall’Eurozona con il terzo bailout da 86 miliardi, perché intorno a 5-6 miliardi potrebbero essere reperiti dal settore privato, attraverso ricapitalizzazioni. Resta, infine, da vedere chi avrà voglia di aprire un’impresa in Grecia nei prossimi anni, sapendo che dovranno competere con la palla al piede dei pagamenti elettronici obbligatori, quando le imprese più vecchie potranno continuare a fare pagare i clienti in contanti. Per questo motivo sembra che quello sui dipendenti pubblici e i pensionati sia solo un esperimento, destinato a riguardare in poco tempo tutta la popolazione, che abituatasi già ai controlli sui capitali, introdotti alla fine del giugno scorso, assisterà impassibile alla perdita di una nuova fetta della propria libertà.

       

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