La Grecia va verso un accordo? Ecco perché si rischia ora più che mai un incidente

La Grecia ha registrato due grosse novità in questi giorni, ma al contrario di quanto si possa immaginare, corre adesso il reale rischio di un incidente che la porti al default e fuori dall'euro.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia ha registrato due grosse novità in questi giorni, ma al contrario di quanto si possa immaginare, corre adesso il reale rischio di un incidente che la porti al default e fuori dall'euro.

Ci sono due rilevanti novità sul fronte delle trattative tra la Grecia e i creditori pubblici. La prima è che il governo Tsipras ha cambiato la squadra negoziale, mettendo sotto tutela il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, ridimensionato fortemente nei suoi poteri. La seconda aggiunge una nota di colore alla vicenda, perché il premier greco ha minacciato di indire un referendum, se l’Eurogruppo gli richiederà di approvare misure considerate inaccettabili, tali da non consentire, quindi, il raggiungimento di un accordo. Si potrebbe anche affermare che Atene abbia usato la tattica del bastone e della carota in questi giorni, dopo il fallimento totale dell’Eurogruppo di Riga, in Lettonia. Da un lato ha dato un contentino ai governi europei, nei fatti offrendo loro la testa del ministro scomodo e inviso ai più, dall’altro, però, ha avvertito che se Bruxelles non abbassa il prezzo, è disposto a giocarsi la carta del referendum.   APPROFONDISCI – Grecia, ecco perché Tsipras ha quasi silurato Varoufakis e cosa potrebbe accadere  

Referendum euro un’arma contro default Grecia?

Sarebbero, a quel punto, i greci a decidere se accettare nuove misure di austerità pur di restare nell’euro o se rifiutare l’accordo, anche a costo di tornare alla dracma. In entrambi i casi, la posizione di Tsipras sarebbe elettoralmente giustificata, egli avrebbe un mandato chiaro da sfruttare per fare il necessario. Attenzione, però, a considerare l’arma del referendum come una minaccia verso i creditori europei. In minima parte lo sarebbe, se non altro perché esporrebbe per settimane l’Eurozona alle tensioni relative all’attesa dell’esito del voto dei cittadini greci, infiammando i mercati finanziari e infuocando il dibattito anche negli altri paesi. Insomma, le cancellerie non apprezzerebbero granché questo scenario. D’altra parte, però, stando a tutti i sondaggi, oggi come oggi la stragrande maggioranza dei greci vorrebbe restare nell’euro, accettando qualsiasi misura pur di non tornare alla vecchia moneta nazionale. Proprio lo scorso fine settimana, due distinte rilevazioni facevano emergere lo scontento crescente dell’elettorato ellenico per il dilungarsi infruttuoso delle trattative con il 56% a chiedere a Tsipras di firmare qualsiasi accordo per evitare il default e la Grexit.   APPROFONDISCI – Grecia, oggi Eurogruppo senza accordo. L’azzardo del default senza Grexit  

Crisi politica Grecia reale

In sostanza, il referendum converrebbe proprio all’Eurogruppo, perché evidenzierebbe la volontà della maggioranza dei greci di accettare le riforme chieste da Bruxelles ad Atene per restare nell’euro. A questo punto, quindi, bisogna chiedersi verso chi sarebbe stata lanciata la minaccia. E’ molto probabile, se non certo, che il premier abbia voluto più segnalare al suo stesso partito, Syriza, che se non accetta un accordo, si rivolgerà al cospetto degli elettori per farsi assegnare ugualmente un mandato in tal senso, bypassando il Parlamento, a quel punto trasformato in un notaio di decisioni prese altrove. Detto ciò, il rischio di una crisi politica ad Atene resta elevato, perché parte della maggioranza che oggi sostiene il governo Tsipras potrebbe voltargli le spalle. Questa sarebbe sì una minaccia per l’Eurozona, perché porterebbe a un caos potenzialmente con un unico sbocco, quello delle elezioni anticipate. Passerebbero settimane, i mercati perderebbero la pazienza, i governi europei non sgancerebbero, Atene resterebbe senza liquidità e le banche senza depositi sufficienti. La bancarotta arriverebbe per un incidente, per la perdita eccessiva di tempo. E sarebbe possibilmente seguita dall’uscita dall’euro.   APPROFONDISCI – Grecia ancora senza accordo e Tsipras è tentato dalle elezioni anticipate  

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Argomenti: Default Grecia, Economie Europa, Grexit