La Grecia tratta con i creditori negli USA e la recessione si aggrava

Grecia in trattative a Washington con i creditori, ma lo stallo resta sulle pensioni e il debito, mentre la recessione si aggrava e i numeri peggiorano anche sul fronte della disoccupazione.

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Grecia in trattative a Washington con i creditori, ma lo stallo resta sulle pensioni e il debito, mentre la recessione si aggrava e i numeri peggiorano anche sul fronte della disoccupazione.

Il ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, dovrebbe incontrare il collega tedesco, Wolfgang Schaeuble, al margine della riunione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) con tutti i ministri finanziari del pianeta per la sessione primaverile. La Grecia è alla ricerca disperata dell’ennesimo tentativo di trovare un accordo con i creditori pubblici (UE, BCE e FMI), al fine di ottenere al più presto la tranche da 5 miliardi di euro, senza la quale sorgono dubbi sulla sua capacità di rimborsare le scadenze estive (4 miliardi nel solo luglio).

Tagli pensioni Grecia, resta scontro

Le distanze restano le stesse da mesi ed è frustrante notare come le posizioni delle parti non si schiodino. La sfida è stavolta a tre: FMI da una parte, Grecia dall’altra e Commissione europea nel mezzo. L’istituto di Washington rimprovera ad Atene di non avere varato e attuato riforme sufficienti per centrare il target sul surplus primario, concordato al 3,5% del pil entro il 2018 con i creditori europei. Stando ai suoi calcoli, invece, i risparmi sarebbero solo dell’1,5% del pil, in relazione alle misure adottate dal governo Tsipras. Da qui, la richiesta dell’FMI ai greci di risparmi più incisivi sul fronte delle pensioni, mentre ai governi dell’Eurozona chiede di abbassare il target fiscale e di condonare parte del debito.

Ristrutturazione debito Grecia, “nein” dalla Germania

La risposta di Berlino è rimasta la stessa: alla Grecia non sarà condonato un solo centesimo di debito. D’altronde, con la destra euro-scettica tedesca ad avanzare in ogni elezione locale e con il vento in poppa nei sondaggi, la cancelliera Angela Merkel non potrebbe permettersi un’altra ondata di impopolarità su un tema sensibile per l’opinione pubblica in Germania. Il premier greco Alexis Tsipras ha elevato i toni contro l’FMI, sostenendo che sarebbe la sua ostinazione nel richiedere nuovi tagli alle pensioni a fare slittare l’erogazione dei nuovi aiuti. In verità, l’istituto non potrà mettere un solo euro nelle casse sconquassate di Atene, se non riceverà la sicurezza che il suo debito sovrano sia sostenibile, quindi, che sia alleggerito con un taglio per mano dei suoi creditori europei.

     

Recessione Grecia, i numeri peggiorano

Mentre le discussioni proseguono in un balletto infinito e stancante di incontri, dichiarazioni, proposte e controproposte, lo stato dell’economia ellenica passa dalla padella alla brace. Il “think tank” IOBE stima per quest’anno che il pil del paese diminuirà di un altro 1%, dopo il -0,3% registrato nel 2015, quest’ultimo sorprendentemente migliore delle previsioni. L’FMI ha stime un po’ migliori, intravedendo per la Grecia un calo del suo pil dello 0,6%, ma resta la certezza che l’economia non si riprenderà a breve, anche se nella seconda metà del 2016 dovrebbe iniziare una fase di espansione della ricchezza.

Disoccupazione Grecia risale

E il dramma della disoccupazione non potrà che diventare ancora più allarmante. Il tasso dei senza-lavoro dovrebbe salire quest’anno al 25,2% dal 24,4% del 2015. Degli 1,17 milioni di disoccupati greci, i tre quarti sono di lungo periodo, ovvero hanno perso il lavoro da più di un anno. Per IOBE servirebbe una ripresa degli investimenti, gli unici a potere fare ripartire l’economia, visto che sul fronte dei consumi interni non sarebbero in arrivo novità positive, tra aumenti delle tasse, tagli alla spesa pubblica e aumento della disoccupazione. Né le già deboli esportazioni potrebbero in sé salvare il paese. Peccato, però, che gli investimenti siano diminuiti del 13,2% lo scorso anno e che il clima resti negativo, anche per la retorica anti-business del governo di Syriza, che ricordiamoci essere di estrema sinistra.

Banche Grecia molto vulnerabili

E l’FMI ci fotografa un’altra fragilità del sistema economico ellenico: le banche. Sui 900 miliardi di crediti deteriorati in tutta l’Eurozona, in Grecia ve ne sono ben 100 miliardi, un nono del totale, quando il suo pil vale appena l’1,5% di quello dell’unione monetaria. In altri termini, le banche elleniche hanno crediti a rischio per oltre 7 volte in più rispetto alla media dell’area.  

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