La Grecia torna sui mercati dopo 3 anni, conviene rischiare?

La Grecia sta per emettere sul mercato bond a medio-lunga scadenza per la prima volta da tre anni. E' una svolta, ma bisogna fidarsi?

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Giuseppe Timpone

Grecia ritorna sui mercati

Dopo 3 anni dall’ultima emissione di un bond a medio-lunga scadenza, la Grecia dovrebbe “a giorni” collocare sul mercato un titolo della durata quinquennale, il cui importo non è ancora noto. Si attende quanto prima l’annuncio ufficiale del governo, che segnerà uno spartiacque dell’ultima turbolenta fase della vita politica ellenica, iniziata nel gennaio 2015 con la vittoria di Syriza alle elezioni politiche e caratterizzata da un acuirsi dello scontro con i creditori pubblici internazionali (UE, BCE e FMI), culminato nell’estate di due anni fa nella quasi uscita di Atene dall’euro e nell’introduzione di controlli sui capitali per arrestare o almeno frenare gli ingenti deflussi finanziari.

Stando alle attese degli analisti, il bond dovrebbe essere prezzato attorno a un rendimento di poco superiore al 4,5%. Questo mese, la Grecia ha pagato obbligazioni in scadenza per 6,8 miliardi verso la BCE e l’FMI, attingendo alla liquidità per 8,5 miliardi ottenuta con l’erogazione di una nuova tranche di aiuti da parte degli stessi creditori (FMI, escluso), all’interno del bail-out da 86 miliardi, varato due anni fa.

Contrariamente a quanto stia avvenendo con i titoli di stato del resto dell’Eurozona, i rendimenti sovrani ellenici non stanno salendo in queste ultime settimane, ma appaiono in discesa ai minimi dell’ultimo decennio sulla scadenza decennale, dove si attestano oggi sul 5,28%. Non male per un paese sull’orlo del fallimento a ogni rischio di mancata erogazione di nuovi aiuti da parte dei governi europei. D’altra parte, va detto che i bond ellenici non sono inseriti nel “quantitative easing” della BCE, per cui non subiscono direttamente le voci di un “tapering” nei prossimi mesi, anzi tendono a beneficiare delle indiscrezioni, per le quali essi potrebbero presto essere parte del piano di acquisti di Francoforte, dopo l’accordo con i creditori sulle pensioni e la riforma fiscale. (Leggi anche: Grecia ottiene nuovi aiuti, ma per ora niente ristrutturazione del debito)

Rendimenti Grecia in calo

E così, da quel 26 giugno scorso, quando il governatore Mario Draghi utilizzò al simposio in Portogallo parole da “falco” o percepite tali dai mercati, i rendimenti decennali di Atene sono diminuiti dal 5,45% al 5,28%, quando in Italia sono aumentati di una quarantina di punti base al 2,30% e in Germania sono più che raddoppiati, passando dallo 0,25% allo 0,60%.

La domanda che ci si potrebbe porre è semmai la seguente: una volta che il bond si renderà disponibile sul mercato secondario, converrà buttarci un occhio? Il rendimento appare assai interessante, considerando che quello italiano si attesti a un quarto sui 5 anni. Del resto, se è così alto, è perché sconta un rischio paese ancora relativamente elevato, nonostante i timori per la Grexit si siano diradati, specie nell’ultimo anno. (Leggi anche: Guadagni a due cifre in un mese? Possibile, se non hai paura della Grecia)

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