La Grecia torna in recessione e l’accordo con l’Eurogruppo balla su 3 miliardi

La Grecia è ripiombata nella recessione, mentre i creditori esigono maggiore risanamento per 3 miliardi di euro. Ma l'avanzo primario converrebbe allo stesso governo Tsipras, in caso di default.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia è ripiombata nella recessione, mentre i creditori esigono maggiore risanamento per 3 miliardi di euro. Ma l'avanzo primario converrebbe allo stesso governo Tsipras, in caso di default.

Stando a quanto riportato oggi da Bloomberg, l’Eurogruppo avrebbe chiesto alla Grecia di adottare nuove misure per un valore complessivo di 3 miliardi di euro per arrivare a centrare per quest’anno l’obiettivo di un avanzo primario (entrate – spese, al netto degli interessi sul debito) all’1% del pil. Senza tali correzioni, stimano a Bruxelles, Atene registrerebbe nel 2015 un deficit primario dello 0,5% del pil. E pensare che il governo Samaras si era impegnato a raggiungere un avanzo del 3% da quest’anno, un obiettivo che ormai nessuno tra i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) spera di ottenere. Il nuovo governo Tsipras, sostenuto dalla sinistra radicale di Syriza e dalla destra nazionalista di Greci Indipendenti, valuta accettabile un target compreso tra l’1% e l’1,5% del pil, ma che alla luce dei dati negativi sulle entrate appare anch’esso poco probabile.   APPROFONDISCI – Grecia, rischio default entro 3 settimane e l’Eurogruppo chiede di vedere i conti subito  

Recessione Grecia

E l’ufficio nazionale di statistica Elstat ha certificato poco fa che la Grecia è tornata in recessione, avendo registrato un calo del pil dello 0,2% nel primo trimestre, rispetto ai 3 mesi precedenti, quando il calo era stato dello 0,4%. Su base annua, però, resta il segno più, pari allo 0,3%. Di recente, la Commissione europea aveva abbassato le stime sulla crescita nel paese per l’anno in corso dal precedente +2,5% allo 0,5%. Bisogna chiedersi, a questo punto, che ruolo potrebbe giocare la recessione nelle trattative tra le parti. La Grecia potrebbe ribadire con il suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, oltre che con il premier Alexis Tsipras, che non ci sarebbero margini per migliorare il saldo primario, perché con un’economia che si continua a contrarre è molto difficile che abbiano effetti positivi aumenti delle tasse e/o tagli alla spesa pubblica.   APPROFONDISCI – La Grecia ora può fallire. E l’Ifo attacca: truccati i conti su avanzo primario  

Accordo Grecia-creditori più lontano o più vicino?

D’altra parte, l’Eurogruppo potrebbe avere conferma che il target fiscale non sarebbe nemmeno lontanamente raggiungibile, perdendo del tutto fiducia nel governo Tsipras e nelle sue capacità di adempiere agli impegni. Il Fondo Monetario Internazionale, che all’ultimo Eurogruppo di lunedì avrebbe avvertito la sua indisponibilità a concedere nuovi aiuti alla Grecia senza un sostanzioso taglio del suo debito nelle mani dei creditori europei, vedrebbe confermata la sua tesi sull’insostenibilità del debito pubblico ellenico, allontanando la prospettiva di un terzo salvataggio (bailout), stimato in 50 miliardi.   APPROFONDISCI – Grecia, l’FMI non parteciperà a un terzo salvataggio e teme il default  

Default Grecia con avanzo primario sarebbe preferibile per Tsipras

Il punto è che senza nuovi aiuti, la Grecia andrà certamente in default. Lo farebbe verosimilmente con le scadenze verso l’FMI e la BCE, perché non avrebbe senso rinviare i pagamenti verso i creditori privati, che rappresentano ormai il 20% del debito totale. In ogni caso, la reazione dei mercati finanziari sarebbe ugualmente tragica per Atene, che sarebbe impossibilitata a rifinanziarsi, in assenza di investitori disposti a offrirle denaro, se non a costi esorbitanti e insostenibili. Per questo, paradossalmente il governo Tsipras potrebbe e dovrebbe trovare conveniente annullare il deficit primario, magari trasformandolo in un attivo. Ciò gli consentirebbe di dichiarare default con relativamente maggiore serenità, non avendo la necessità di  coprire i “buchi” di bilancio per finanziare la spesa pubblica. Al limite, almeno per un certo periodo, potrebbe rinviare qualsiasi pagamento dei titoli pubblici e delle annesse cedole, grazie all’avanzo fiscale o all’assenza, comunque, di un deficit.   APPROFONDISCI – La Grecia è più vicina a un accordo o al default? Tsipras rischia comunque una crisi politica    

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Argomenti: avanzo primario, Default Grecia, Economie Europa