La Grecia torna domani sui mercati con un bond a 5 anni

La Grecia approfitta del momento d'oro sui mercati finanziari e domani dovrebbe emettere un bond a 5 anni per il valore di 2 miliardi. I rendimenti decennali sono crollati al 6% dal 44% di 2 anni fa.

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Rinvigorito dal collocamento di un bond a sei mesi per 1,3 miliardi di euro e con un rendimento in calo al 3,01% dal precedente 3,6%, il Tesoro in Grecia si accinge domani a sbarcare sul mercato dei titoli a medio-lunga scadenza, dopo un’assenza di quattro anni. 

Secondo alcune fonti del governo greco, l’emissione dovrebbe riguardare un bond a 5 anni e per l’importo di due miliardi.

A tale proposito, sarebbe stato già affidato il mandato a un gruppo di banche. Per quanto la cifra possa sembrare contenuta, infatti, essa corrisponde a un punto di pil in Grecia. E’ come se l’Italia collocasse in una stessa giornata titoli per un controvalore complessivo di 16 miliardi.

La notizia era stata anticipata la scorsa settimana dal ministro delle Finanze, Yannis Stournaras, il quale aveva dichiarato che il ritorno della Grecia sui mercati finanziari sarebbe avvenuto entro la prima metà dell’anno. Lo stesso premier Antonis Samaras aveva fatto capire che il collocamento sarebbe stato prima delle elezioni europee del 25 maggio, ma forse in pochi si attendevano che già domani si sarebbe proceduti all’emissione.

 

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Ricordiamo che il governo non emette titoli a medio-lunga scadenza dall’inizio del 2010, finanziandosi grazie a due piani di aiuti della Troika (UE, BCE e FMI) dal valore complessivo di 240 miliardi di euro.

Adesso, il ritorno sui mercati è possibile, grazie al forte ridimensionamento dei rendimenti sui titoli di stato. I decennali rendono appena sopra il 6%, quando due anni fa si attestavano intorno al 44%. Il debito pubblico greco, però, è esploso al 175% del pil, nonostante la “tagliola” del 53,5% di due anni fa.

La Commissione europea, tuttavia, prevede che la Grecia torni finalmente a crescere nel 2014, dopo avere bruciato il 25% di pil dal 2007 alla fine del 2013 in sei anni consecutivi di recessione. La crescita dovrebbe essere dello 0,6% quest’anno e accelerare al 2,9% nel 2015.

Se il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, non aveva escluso nei mesi scorsi il varo di un terzo pacchetto di aiuti, il presidente dell’ESM, Klaus Regling, a capo del Fondo salva-stati, anch’egli tedesco, nega che ve ne sia bisogno, anche grazie al saldo primario attivo che Atene è riuscita a centrare nel 2013.

Il ritorno della Grecia sui mercati rappresenta una buona notizia per tutta l’Eurozona, perché corrobora il clima di fiducia attorno ai titoli di stato dei paesi membri.

 

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