La Grecia rischia il default a marzo sui prestiti dell’FMI, gli aiuti europei non bastano

La Grecia potrebbe dichiarare default a marzo sui prestiti in scadenza del Fondo Monetario Internazionale. Si parla di una proroga, ma le trattative non sarebbero semplici.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia potrebbe dichiarare default a marzo sui prestiti in scadenza del Fondo Monetario Internazionale. Si parla di una proroga, ma le trattative non sarebbero semplici.

Non è scampato il pericolo di un default in Grecia, come lasciano intendere anche le ultime richieste giunte dal ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, che due giorni fa ha fatto appello alla BCE per ricevere gli 1,9 miliardi di euro di profitti che l’istituto ha maturato sinora sui bond ellenici acquistati tra il 2010 e il 2011 con il Securities Markets Programme. La BCE ha risposto che tali utili dovranno essere ceduti alla Grecia, se lo vorranno, dai governi europei, in qualità di azionisti dell’Eurotower. Quella liquidità sarà preziosa per Atene, che a marzo dovrà affrontare scadenze sul debito per 7,27 miliardi di euro, di cui 4,6 miliardi sono T-bills, titoli a breve scadenza e senza cedola, che saranno rifinanziati con l’emissione di nuovi bond. Ma la Grecia dovrà anche corrispondere 1,6 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale, di cui 310 milioni il 6 marzo, 350 milioni il 13, 580 milioni il 16 e altri 350 milioni il 20.   APPROFONDISCI – I bond della Grecia sono spazzatura? Sì, ma anche un grosso affare  

Crisi liquidità a marzo

Alekos Flambouraris, il ministro che coordina le operazioni del governo, ha spiegato in questi giorni che se Atene non troverà la liquidità necessaria (quella della BCE, sottinteso!), potrebbe ritardare il pagamento all’FMI. Si parla di un rinvio di 2 mesi, ma il quotidiano Kathimerini spiega che le trattative in corso con Washington sarebbero complicate, perché se realmente la Grecia non dovesse pagare il suo debito alla scadenza, ciò sarebbe considerato tecnicamente dall’istituto un “credit event”, insomma, un default bell’e buono, con tutte le conseguenze anche sui mercati finanziari, i quali potrebbero assistere a una nuova fuga massiccia di capitali dal paese. Le ipotesi che si studiano sarebbero diverse. La Troika (UE, BCE e FMI), che il governo Tsipras pretende che adesso si chiamino “istituzioni” per salvare la faccia dopo l’accordo di una settimana fa, potrebbe alzare il tetto dei 15 miliardi di bond che la Grecia può emettere e che è stato già raggiunto alla fine del 2014. Ad oggi, quindi, Atene può solo limitarsi a rifinanziare il debito in scadenza con bond dello stesso ammontare, ferma restando la soglia dei 15 miliardi. L’ipotesi, però, non troverebbe il consenso dei governi europei, né della BCE, forse nemmeno dell’FMI, date le incertezze sulle riforme e sul processo di risanamento del governo greco. Un’altra possibilità sarebbe che la BCE devolvesse alla Grecia gli 1,9 miliardi sopra citati. A parte che non ci sarebbero forse i tempi tecnici per una tale operazione, che passerebbe per l’approvazione degli azionisti e il via libera dei governi, non pare che Francoforte sia disponibile a una tale cessione, in cambio di impegni che essa stessa ha bollato come “generici e insufficienti”.   APPROFONDISCI – Grecia, terzo salvataggio da 20 miliardi in estate? Dalla BCE: chi vuole esca dall’euro  

Banche Grecia a corto di liquidi

Attenzione: non è certa nemmeno la capacità del governo di rifinanziare i 4,6 miliardi che deve agli investitori privati, essenzialmente banche greche. E’ probabile, quindi, che sarà chiesto agli istituti di rinnovare i titoli in scadenza, sebbene questi abbiano dovuto affrontare nelle ultime settimane una travolgente crisi di liquidità. Dall’inizio dell’anno ad oggi sarebbero stati ritirati quasi 25 miliardi di euro dai depositi dei risparmiatori, anche se il giorno successivo all’accordo, ha notato Varoufakis, si sarebbe registrato un rientro di liquidi per 700 milioni di euro, che se fosse confermato sarebbe un segnale distensivo per il sistema bancario greco. Dunque, se qualche investitore diverso dalle banche o qualche istituto stesso non volesse rinnovare i titoli, sarebbe un problema per Tsipras reperire sul mercato altra liquidità. Chi gliela presterebbe, specialmente se si dovesse procedere a un “credit event ” sui prestiti dell’FMI? Vi ricordate cosa ha dichiarato qualche settimana fa un analista di Commerzbank, a proposito della crisi del debito di Atene? “La Grecia uscirà dall’euro tramite un incidente”. Nessuno avrà il coraggio di sbatterla fuori, né se ne andrà ufficialmente via con le sue gambe. Serve l’incidente, la presa d’atto che non potrà rimanere nella moneta unica.   APPROFONDISCI – La Grecia uscirà dall’euro per un incidente. La Germania e i Pigs non aprono sul debito    

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Argomenti: banche Grecia, bond Grecia, Default Grecia, Economie Europa