La Grecia rimborsa la BCE, ma le sue banche in borsa vanno KO

La Grecia rimborsa alla BCE 3,4 miliardi in scadenza oggi, ma ciò non risolleva le sorti delle sue banche, che anche oggi crollano in borsa.

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La Grecia rimborsa alla BCE 3,4 miliardi in scadenza oggi, ma ciò non risolleva le sorti delle sue banche, che anche oggi crollano in borsa.

Il governo di Atene ha dato ordine di pagare alla BCE 3,4 miliardi di euro per i titoli di stato ellenici in scadenza oggi, interessi inclusi. La Grecia evita così il default, ma solo grazie ai 26 miliardi della prima tranche di aiuti erogata dall’Eurogruppo nei giorni scorsi. Eppure, a metà mattinata, la Borsa di Atene cedeva il 2,4% e i titoli bancari perdevano tra il 7% (Piraeus Bank e Alpha Bank) e il 10% (National Bank  of Greece e Eurobank Ergasias). Come mai, ora che il default e l’uscita dalla Grecia dall’euro sembrano momentaneamente scongiurati, il mercato azionario ellenico continua a scivolare? La risposta potrebbe affondare le radici nella imminente crisi politica in cui la Grecia sembra essere destinata a dirigersi, con la convocazione in autunno di nuove elezioni, visto che il governo Tsipras non ha più una maggioranza autonoma in Parlamento. Il ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, ha assicurato poco fa davanti ai deputati che la Grecia non rivivrà una crisi politica simile a quella del 2012, perché adesso ha un accordo con i creditori e le sue banche dispongono già di un cuscinetto di 15 miliardi per la ricapitalizzazione, che avverrà entro la fine dell’anno, prima che entri  in vigore la normativa europea sui salvataggi, che prevede l’eventuale coinvolgimento nelle perdite dei depositi dei risparmiatori sopra i 100 mila euro.   APPROFONDISCI – In Grecia i depositi delle banche saranno presto a rischio?  

Banche Grecia molto fragili

I forti cali di questi ultimi giorni dei titoli bancari ellenici riflettono proprio la consapevolezza degli investitori che saranno chiamati loro, anzitutto, a mettere mano al portafogli per ricapitalizzare gli istituti, così come gli obbligazionisti unsecured.

Quanto all’appello di Tsakalotos ai risparmiatori di riportare il loro denaro in banca, i numeri parlano chiaro. Dall’inizio dell’anno, gli istituti hanno perso depositi per 41 miliardi e solo per mezzo dei controlli sui capitali, in vigore dalla fine di giugno, hanno potuto frenare i prelievi e tornare a un afflusso netto positivo di 4-500 milioni in agosto. Per il resto, le sofferenze sono pari a oltre la metà del pil (12% in Italia), pari circa allo stesso ammontare dei depositi di famiglie e imprese, poco superiore ai 120 miliardi.   APPROFONDISCI – Grecia, il Bundestag approva gli aiuti. Schaeuble: votiamo sì, niente taglio del debito        

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