La Grecia punta sulla Formula 1 per scacciare la crisi

Grecia alla canna del gas e a rischio default. Intanto il governo sblocca 28 mln di euro per costruire un circuito di Formula 1 a Patrasso

di Enzo Lecci, pubblicato il
Grecia alla canna del gas e a rischio default. Intanto il governo sblocca 28 mln di euro per costruire un circuito di Formula 1 a Patrasso

Il ministero per lo sviluppo greco ha deciso di imprimere un’accelerazione nel progetto di costruzione nei dintorni di Patrasso di un mega circuito destinato a ospitare il Gran Premio di Formula 1 della Grecia. Ben 28,9 mln di euro sarebbero stati messi a disposizione dal governo greco per questo faraonico progetto che in tutto verrebbe a costare 94,6 mln di euro, la maggior parte dei quali sarebbero erogati dalla società privata Racetrack Patras SA. In piena crisi economica quindi, per cercare di lanciare la ripresa e creare nuovi posti di lavoro in una società che presenta uno dei più alti tassi di disoccupazione a livello europeo, Atene ha deciso di ricorrere alla vecchia ricetta dei lavori pubblici in versione moderna. La convinzione dell’esecutivo greco è che il Gran Premio di Grecia contribuirà a dare ossigeno all’economia dell’area di Patrasso, una delle zone greche maggiormente colpite dalla crisi. Mentre quindi la vecchia Ellade cerca di restare a galla, l’esecutivo ellenico per cercare di arginare la crisi economica, ha ben pensato di sbloccare una esigua parte degli altrettanto esigui fondi pubblici presenti nella casse del dissanguato stato, per realizzare un impianto di Formula 1 in pieno deserto (economico). Il parallelismo con le Olimpiadi di Atene è naturale. Allora la valanga di soldi pubblici spesi dallo stato servì solo ad alimentare l’incredibile buco nella finanze, con ricadute irrisorie sull’economia delle aree coinvolte nei progetti. E’ forse proprio alla luce di questo precedente storico che molti analisti guardano oggi con scetticismo alla mossa del governo greco, accusato di non saper più dove sbattere la testa. In effetti che ricadute positive su un territorio massacrato dalla crisi, può avere la costruzione di un circuito di Formula 1 e quindi l’inaugurazione di un Grand Premio di Grecia? Anche il blog Profondo Rosso, dedicato ai motori, si è in effetti chiesto, ironicamente, cosa possa pensare la Troika di questa mossa dell’esecutivo greco.  

Default Grecia: il rischio torna concreto

Mentre intanto Atene si interroga sui numeri del nuovo circuito, nella capitale greca prosegue la missione della Troika. Fmi, Bce e Ue hanno chiesto all’esecutivo ellenico nuovi chiarimenti in merito agli annunciati tagli nel settore della sanità, della difesa e della pubblica amministrazione. L’impressione che si respira è che gli ispettori non siano per nulla soddisfatti dell’operato del governo greco. In particolare la Troika avrebbe rilevato ritardi nell’attuazione delle liberalizzazioni e nella creazione di un nuovo ente che sarebbe dovuto andare a gestire gli appalti. Non sono però solo questi i fattori di attrito tra le parti. Ue, Fmi e Bce hanno infatti chiesto nuovi licenziamenti nel settore pubblico, la riforma del mercato del lavoro e l’allungamento della settimana lavorativa. Richieste pesanti che andranno sicuramente a indebolire ancora di più l’esecutivo Samaras. Da parte sua il governo greco è perfettamente consapevole che senza la nuova tranche di aiuti da oltre 15 mld il rischio default sarebbe inevitabile. Ma come può la Troika dare il suo via libera ai nuovi aiuti se Atene è già inadempiente di 8 mld verso imprese e istituzioni nazionali? Che allora i discorsi attorno al nuovo Gran Premio di Grecia siano solo un modo per distogliere l’attenzione dal reale stato di coma della Grecia?

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Argomenti: Default Grecia, Economie Europa

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