La Grecia presenta il conto alla Germania: 220 miliardi per danni di guerra

Atene si prepara alla battaglia per ottenere condizioni più favorevoli sui prestiti già accordati dalla Troika per 240 miliardi di euro in tutto. Il rapporto del governo è mirato a proporre merce di scambio con i tedeschi

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Atene si prepara alla battaglia per ottenere condizioni più favorevoli sui prestiti già accordati dalla Troika per 240 miliardi di euro in tutto. Il rapporto del governo è mirato a proporre merce di scambio con i tedeschi

La Grecia potrebbe chiedere alla Germania 220 miliardi di dollari come risarcimento per i danni di guerra. Lo scrive il New York Times, che cita un rapporto del governo Samaras di 80 pagine, in cui sono elencati tutti i danni commessi dall’esercito nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra danni alle infrastrutture, beni artistici trafugati, il finanziamento bancario forzoso e i danni privati reclamati dai cittadini greci, il Consiglio nazionale ellenico per i risarcimenti valuta che la Grecia potrebbe chiedere ai tedeschi fino a 677 miliardi di dollari. E 220 miliardi sarebbero i soli danni per le infrastrutture.

La storia è molto controversa e non è la prima volta che Atene tira in ballo queste richieste di risarcimento. Oltre ai danni materiali compiuti dall’occupazione nazista, c’è una querelle su un presunto prestito forzoso emesso in dracme all’epoca dell’iper-inflazione e di cui non ci sarebbero prove certe. Stando ai calcoli di un ex ministro, tra valore nominale di quel prestito e interessi, Atene potrebbe chiedere 24 miliardi. Ma anche volendo, non è semplice commutare in euro odierni il valore di quel presunto prestito e determinarne l’entità del tasso da applicare. Eppure, l’ex ministro delle Finanze, Nikos Christodoulakis, lo stesso che permise l’ingresso della Grecia nell’euro con trucchi contabili, pochi giorni fa ha proposto a Berlino uno scambio a suo dire “equo”: la Germania rinuncia alla quota di sua pertinenza negli aiuti erogati e la Grecia annulla il suo credito vantato per il prestito forzoso.

 

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In ogni caso, la questione è chiusa per la Germania, che con il ministro delle Finanze uscente, Wolfgang Schaeuble, durante l’ultima sua visita ad Atene, ha fatto sapere che una pietra tombale è stata posta sul caso da accordi precedenti.

Già nel 1945, USA e Gran Bretagna indussero la Grecia a rinunciare alle riparazioni di guerra, memori del disastro finanziario e politico provocato dopo la Prima Guerra Mondiale, quando sui tedeschi gravò un immenso debito che si tradusse in iper-inflazione prima e nell’ascesa del nazismo successivamente.

 

Il gioco del premier Samaras

220 miliardi di dollari sarebbero quasi metà dell’attuale debito pubblico greco. E’ evidente che il premier Antonis Samaras non crede di poter cavare un ragno dal buco sulla strada dei risarcimenti a 70 anni dalla fine della guerra. Tuttavia, il rapporto sarà certamente un’arma di pressione mediatica che il governo ellenico punterà contro Berlino per potere spuntare condizioni più favorevoli sui 240 miliardi già erogati dalla Troika, magari facendo ingoiare alla tre volte cancelliera Angela Merkel il rospo amaro dell’allungamento delle scadenze e dell’abbassamento degli interessi. Non esclusa, in teoria, nemmeno la richiesta di ulteriori aiuti, sebbene di importo eventualmente di gran lunga inferiore ai due pacchetti precedenti.

 

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