La Grecia potrebbe espropriare i conti bancari dei risparmiatori

I depositi dei risparmiatori in Grecia rischiano l'esproprio, se la ricapitalizzazione delle banche si terrà dopo quest'anno.

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I depositi dei risparmiatori in Grecia rischiano l'esproprio, se la ricapitalizzazione delle banche si terrà dopo quest'anno.

Il vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha incontrato ad Atene stamane il governatore della Banca di Grecia, Yannis Stournaras. Successivamente al faccia a faccia, il primo è tornato a ribadire la posizione ufficiale di Bruxelles, ovvero dei creditori europei, cioè che il governo Tsipras otterrà i primi 2 dei 3 miliardi della prima tranche degli aiuti, quando avrà attuato tutte e 48 le riforme richieste, mentre ad oggi ne sono state varate appena 14.

Esiste lo scontro, in particolare, sull’imposizione dell’IVA al 23% sui servizi scolastici privati. A tale riguardo, Dombrovskis ha chiarito, che qualora Atene non volesse attuare una tale misura, dovrebbe presentarne un’altra alternativa.

Ricapitalizzazione banche Grecia, fare presto

Al contempo, ha fatto ancora appello per ricapitalizzare le banche entro l’anno, anche se allo stato attuale sembrerebbe inverosimile, ha aggiunto, che ciò possa avvenire prima del 15 novembre. Il vice-presidente della Commissione ha spiegato che bisognerebbe evitare di fare slittare l’appuntamento all’anno prossimo, perché si rischia altrimenti di coinvolgere nelle perdite anche i depositi dei risparmiatori. Il riferimento è al “bail-in”, ossia alla nuova disciplina dei salvataggi bancari, che scatterà anche in Grecia dal 2016 e che prevede il preventivo coinvolgimento degli “stakeholders” della banca, nel caso di perdite, prima che sia chiesto aiuto allo stato nazionale e, in ultima istanza, al Fondo europeo appositamente creato. Anche i depositi superiori ai 100.000 euro possono essere intaccati, un’eventualità che fa tremare quei risparmiatori, che possiedono ancora conti bancari di una certa entità in Grecia, dato che dallo scorso giugno non è possibile più chiuderli e spostarli in luoghi più sicuri, a seguito dell’introduzione dei controlli sui capitali.

Rassicurazioni sulle ricapitalizzazioni

Eppure, stando a quanto confermerebbe anche oggi l’agenzia Reuters, gli istituti ellenici potrebbero necessitare di meno dei 25 miliardi messi loro  a disposizione con il terzo bailout da 86 miliardi in 3 anni, grazie alla partecipazione dei privati nelle ricapitalizzazioni, che si stima possano contribuire per 5-6 miliardi. Dunque, in apparenza non ci dovrebbero essere rischi per i risparmiatori greci, anche in considerazione del fatto che sono rimasti davvero in pochi ad avere lasciato presso le banche del paese conti di un certo importo.

Dal novembre di un anno fa al luglio scorso, infatti, sono stati ritirati ben 40 miliardi e oggi dovrebbero trovarsi nel sistema bancario ellenico depositi per poco più di 120 miliardi, la metà di quelli di 6 anni fa, prima che scoppiasse la crisi del debito sovrano.  

Titoli bancari e bond Grecia in ripresa

Il governo Tsipras cerca anch’esso di fare in fretta, anche se i ritardi nell’attuazione del programma annesso al bailout sta ritardando l’erogazione dei nuovi aiuti. Inoltre, prima delle ricapitalizzazioni, gli istituti devono attendere la valutazione dei loro attivi da parte della BCE, che si concluderà a fine mese, anche se già Francoforte sarebbe in  possesso dei dati preliminari, quindi, avrebbe un’idea abbastanza approssimativa delle iniezioni di capitali di cui il sistema bancario ellenico avrebbe bisogno. Solo dopo queste operazioni sarà possibile per Atene rimuovere i controlli sui capitali, perché a quel punto le banche sarebbero in grado di reggere agli inevitabili deflussi iniziali, che tornerebbero a registrarsi dopo mesi di blocco dei conti. Intanto, i rendimenti dei bond governativi a 2 anni si attestano all’8,5%, in calo di circa 270 punti base rispetto a solo un mese fa. I decennali rendono  il 7,8%, 70 bp in meno su base mensile. La curva dei rendimenti rimane, pertanto, invertita, a conferma che non sono svaniti i timori del mercato per un default della Grecia e/o per la sua possibile uscita dall’euro, ma con il trascorrere delle settimane si sta appiattendo, segno di una normalizzazione della situazione. Quanto alle azioni delle 4 banche maggiori del paese, oggetto delle suddette ricapitalizzazioni, Eurobank risale del 36% su base mensile, Alpha Bank del 23%, National Bank of Greece del 71% e Bank of Piraeus del 27%. Resta il fatto che i rispettivi titoli valgono ancora una frazione dei valori precedenti alla chiusura della Borsa di Atene per 5 settimane dalla fine di giugno.      

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