La Grecia non vuole più gli aiuti della Troika, ma è pronta a tornare sui mercati?

La Grecia ha voglia di tornare a rifinanziarsi da sola sui mercati, senza avvalersi di un piano di credito precauzionale. Ma le tensioni finanziarie dei giorni scorsi hanno indebolito questa posizione del governo di Atene, il quale starebbe proponendo una soluzione di mediazione.

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Sono mesi cruciali per il futuro della Grecia, che rischia a marzo una crisi politica, se la maggioranza in Parlamento non riuscirà a fare eleggere il nuovo capo dello stato. In caso di elezioni anticipate, infatti, il cartello della sinistra radicale, Syriza, potrebbe vincere e porre fine alle politiche di austerità attuate nel paese dal 2010, anno in cui Atene ha dovuto chiedere aiuto alla Troika (UE, BCE e FMI) per rifinanziare il suo immenso debito pubblico. Il premier Antonis Samaras, a capo di un governo di centro-destra, allargato anche ai socialisti del Pasok, si sta giocando tutto sulla ritrovata autonomia finanziaria della Grecia e ha promesso agli elettori che entro la fine dell’anno il paese tornerà a rifinanziarsi sui mercati, senza avvalersi del piano precauzionale di assistenza, il cosiddetto “backstop”, ossia degli aiuti dei creditori, messi a disposizione nel caso di tensioni finanziarie sui bond.   APPROFONDISCI – Perché la Grecia torna a fare tremare i mercati e come si muovono i bond sovrani   Il “backstop” implica che la Troika continuerebbe nella sua opera di monitoraggio dei conti pubblici ellenici, un fatto alquanto sgradito ai cittadini greci, che vorrebbero che i suoi funzionari andassero via da Atene il prima possibile. Eppure, per un’economia, i cui titoli di stato hanno perso il 18% in un solo mese, e i cui rendimenti a 10 anni hanno sfondato la soglia del 9% la scorsa settimana, per la prima volta dallo scorso febbraio, un piano di prestiti come ultima istanza sarebbe necessario.

La proposta del governo

Per cercare una mediazione, Samaras starebbe proponendo in queste ore all’Europa una via di mezzo: la Troika dovrebbe trasformare gli aiuti messi a disposizione per la ricapitalizzazione delle banche all’interno dei due piani di prestiti per complessivi 240 miliardi, ma rimasti inutilizzati, in una sorta di linea di credito per la Grecia.

A questi si sommerebbero i profitti maturati dall’acquisto dei bond ellenici nelle mani della BCE, che i governi europei avevano già promesso a suo tempo di volere restituire ad Atene. In tutto, sarebbero 15 miliardi di euro, che la Grecia potrebbe utilizzare come linea di credito alternativa al vero e proprio “backstop”, nel caso si verificassero sui mercati finanziari tensioni, tali da rendere il rifinanziamento del debito sovrano ellenico insostenibile.

I dubbi

Tuttavia, pare che la UE sia molto tiepida sul punto e per due motivi su tutti. Anzitutto, perché i 15 miliardi di cui sopra sarebbero pochi e i mercati potrebbero convincersi che la Grecia non sia dotata di una linea di credito sufficiente ad allontanare lo spettro di una nuova crisi finanziaria. Secondariamente, perché il sottrarsi ai controlli della Troika, ora che i conti pubblici stanno sfiorando il pareggio di bilancio, potrebbe avere ripercussioni negative sulla capacità e la volontà politica di Atene di proseguire il cammino delle riforme e del risanamento, a maggior ragione se nei prossimi mesi ci sarà un governo nelle mani di Alexis Tsipras, il leader di Syriza, che minaccerebbe nei suoi incontri con le cancellerie europee l’uscita della Grecia dall’euro.   APPROFONDISCI – Grecia fuori dall’euro? Lo minaccia Syriza se vince le elezioni, così rischia anche l’Italia   Al contempo, però, i creditori dovranno concedere qualcosa a Samaras, se non vorranno affossarlo elettoralmente. E’ probabile che una qualche soluzione ci sarà e non è un caso che alcuni funzionari anonimi vicini al governo greco hanno dichiarato che la trattativa si starebbe concentrando sul tipo di monitoraggio che la Troika continuerebbe ad operare. Anche perché, seppure tornasse a rifinanziarsi sui mercati, la Grecia tiene ancora esposizioni per centinaia di miliardi di euro verso l’Europa e il Fondo Monetario Internazionale.   APPROFONDISCI – La Grecia esce dalla recessione e sfiora il pareggio di bilancio. La Troika funziona Con il piano Abs, la Troika non lascerà la Grecia. Niente fine dei controlli per Samaras  

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