La Grecia non ci sta. Scontro con la Troika su nuovi tagli

Il ministro delle Finanze sull'orlo delle dimissioni dopo la richiesta della Troika su nuove misure di austerità. I sondaggi danno partiti di governo in crollo mentre avanzano neo-nazisti e filo-comunisti.

di Enzo Lecci, pubblicato il
Il ministro delle Finanze sull'orlo delle dimissioni dopo la richiesta della Troika su nuove misure di austerità. I sondaggi danno partiti di governo in crollo mentre avanzano neo-nazisti e filo-comunisti.

Il ministro delle Finanze della Grecia, Yannis Stournaras, avrebbe minacciato ieri le dimissioni, in seguito allo scontro avuto con i commissari della Troika (UE, BCE e FMI), che chiedono misure supplementari di austerità per coprire il buco nei finanziamenti già ottenuti per il triennio 2014-2016.

Secondo le indiscrezioni, confermate da un alto funzionario del ministero delle Finanze, la Troika chiede di coprire i due miliardi che mancherebbero per centrare l’obiettivo di un avanzo primario di 2,8 miliardi di euro nel 2014. Il governo sarebbe fermo nel non andare oltre i 500 milioni, che il premier Antonis Samaras ritiene possano essere reperiti con un giro di vite contro le frodi al welfare.

E per l’intero triennio, la divergenza delle stime tra Troika e Atene sarebbe di 3,2 miliardi. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il governo dovrebbe far fronte complessivamente a un “buco” di 11 miliardi, di cui 4,4 miliardi per il solo 2014 (3,8 per Bruxelles).

 

Nuovi tagli a pensioni e stipendi: il governo non ci sta

Ma il governo ellenico si sarebbe mostrato del tutto non intenzionato a varare nuovi tagli a stipendi e pensioni per la quarta volta dallo scoppio della crisi del debito. Le famiglie hanno perso già mediamente un terzo del loro reddito negli ultimi cinque anni, ha aggiunto l’alto funzionario delle finanze. Impossibile proseguire su questa strada, perché le pressioni sociali sarebbero ormai incontenibili.

 

Povertà in Grecia: situazione drammatica nella cintura di Atene

Uno studio realizzato dal Comune di Atene avrebbe scoperto che su una popolazione di 2 milioni di abitanti nella capitale (5 milioni, considerata anche l’area metropolitana), 20 mila sarebbero i soggetti in povertà assoluta. Una situazione sociale così esplosiva, che i sondaggi danno favoriti in caso di voto le ali estreme del Parlamento, ossia i neo-nazisti di Alba Dorata e i filo-comunisti di Syriza.

La Troika avrebbe avanzato al governo Samaras tre richieste: coprire il “buco” per il 2014 di due miliardi; tagliare il debito dopo le elezioni europee del 2014 (un secondo “haircut”); non eseguire il roll-over sui crediti detenuti dall’Eurozona.

 

Bond Grecia, ancora un allungamento 

E il ministro Stournaras ha affermato che 4,5 miliardi di euro potrebbero essere reperiti con il roll-over dei bond in scadenza nel marzo 2014 ed emessi nel 2009. Il rinnovo automatico di tali titoli per un periodo ancora da precisare coprirebbe gran parte del fabbisogno di finanziamento, spiega il ministro, il quale non esclude che siano coinvolti nella misura anche i bond in mano alle banche centrali. A meno che esse non accettino misure alternative di sostegno. Infine, s’ipotizza un allungamento a 50 anni della durata dei 240 miliardi di prestiti già stanziati dalla Troika e la cui erogazione scade nella prima metà del 2014. Per intenderci, non vedremo mai il becco di un quattrino. Ma questo lo si sapeva già.

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Argomenti: bond Grecia, Economie Europa, Troika

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