La Grecia nel caos per i sondaggi: niente maggioranza certa e aiuti della Troika in bilico

La Grecia potrebbe restare senza un nuovo governo per diverse settimane, se nessun partito conquisterà 151 seggi alle elezioni del 25 gennaio. E nel frattempo si rischia di perdere i 7 miliardi di aiuti della Troika, senza i quali vi sarebbe una crisi di liquidità.

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Secondo un sondaggio realizzato da Marc e pubblicato su Alpha TV, la Grecia potrebbe ritrovarsi tra 4 settimane senza una maggioranza in Parlamento. Stando alla rilevazione, Syriza, il partito della sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras, sarebbe al 28% dei consensi, mentre Nuova Democrazia del premier Antonis Samaras al 25%. Secondo la legge elettorale greca, il partito che prende più voti ottiene un premio di 50 deputati sui 300 totali, mentre i restanti 250 seggi saranno suddivisi in proporzione ai voti presi tra i partiti che hanno superato lo sbarramento del 3%. Calcoli alla mano, servirebbe un 38% circa per avere la maggioranza assoluta di 151 seggi in Parlamento. Ma nessun partito si avvicinerebbe a tale soglia. Anche considerando che uno o più partiti, come i Greci Indipendenti e i fuoriusciti dal Pasok, possano non raggiungere il 3%, servirebbe almeno il 36% circa per governare da soli, altrimenti si dovranno cercare alleanze.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras chiede la ristrutturazione del debito all’Europa   In sostanza, Syriza sarebbe accreditata di 140-145 seggi, a un soffio dai 151 richiesti. Tuttavia, se non trovasse un partner per governare, il presidente dovrebbe assegnare l’incarico di formare il governo a Nuova Democrazia, che dovrà a sua volta trovare i numeri (improbabili) per restare al governo. Se non ce la facesse, spetterebbe al terzo arrivato. Se nessuno riuscirà a formare un governo, il presidente tenterebbe ancora di dare vita a un esecutivo di unità nazionale, composto dalle principali forze politiche. Se nemmeno questo tentativo andrà in porto, il Parlamento sarà sciolto nuovamente e si tornerà al voto.   APPROFONDISCI – In Grecia torna il rischio paese. I mercati temono l’instabilità politica e Tsipras  

L’incubo default Grecia

In pratica, si potrebbe rivivere lo stesso scenario della primavera del 2012, quando i greci votarono due volte in poco più di un mese.

Ciò significherebbe per Atene il rischio di vedersi respinta l’ultima tranche degli aiuti della Troika (UE, BCE e FMI) di 7 miliardi, che dovrebbe essere erogata entro la fine di febbraio. Ma l’instabilità politica non consentirebbe ai creditori di potere fare affidamento su alcun governo. In cambio della tranche, la Troika chiede, infatti, misure supplementari di risparmio per 2,5 miliardi di euro (l’1,2% del pil ellenico) e il varo di altre riforme, specie di liberalizzazione dell’economia.   APPROFONDISCI – La Grecia va verso le elezioni anticipate. Il governo teme il no della Troika agli aiuti Grecia e Troika divise da 2,5 miliardi. Samaras scalpita per uscire dal piano di aiuti   Difficile che si riesca, quindi, a raggiungere un accordo, sia che al governo, alla fine di gennaio, vi sarà Tsipras, che chiede la rinegoziazione del debito e la fine delle politiche di austerità, sia che resti formalmente in carica Samaras, privo nei fatti di poteri negoziali. Senza quei 7 miliardi, la Grecia resterebbe a corto di liquidità nelle settimane successive e avrebbe davanti a sé due vie: sospendere il pagamento di pensioni e stipendi pubblici o rifinanziarsi sui mercati a tassi probabilmente proibitivi e a breve termine. In verità, vi sarebbe una terza opzione per Atene: dichiarare default. Ma è una parola che nessuno, nemmeno Tsipras, vuole sentire pronunciare. Almeno per ora.   APPROFONDISCI – La Grecia al bivio, ecco perché la Germania non farà un accordo con Tsipras La Grecia non vuole più gli aiuti della Troika, ma è pronta a tornare sui mercati?  

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