La Grecia indirà un referendum sull’euro in primavera? Ecco perché Tsipras lo vuole

La Grecia valuterebbe un referendum sull'euro. Per il governo Tsipras sarebbe l'unico modo per evitare di restare schiacciato tra le richieste dell'Eurogruppo e quelle degli elettori.

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La Grecia valuterebbe un referendum sull'euro. Per il governo Tsipras sarebbe l'unico modo per evitare di restare schiacciato tra le richieste dell'Eurogruppo e quelle degli elettori.

Al più tardi entro maggio, la Grecia potrebbe tornare al voto a 4 mesi dalle elezioni politiche di fine gennaio, ma per decidere una volta per tutte con un referendum se intende rimanere o meno nell’euro. Lo scenario sta prendendo corpo in queste ore, in seguito all’indiscrezione, smentita ufficialmente dal governo Tsipras, che il ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, stia per dimettersi. Il premier sarebbe dinnanzi a una scelta apparentemente senza soluzione: presentare entro lunedì un calendario di riforme dettagliato e puntuale o accettare l’ipotesi di fare uscire il suo paese dall’Eurozona. Senza la lista chiesta dall’Eurogruppo, i governi europei non concederanno un solo euro ad Atene, ma fare le riforme significherebbe per Tsipras tradire le promesse elettorali, imperniate sul rifiuto dell’austerità.   APPROFONDISCI – Grecia: il governo Tsipras prepara nuove misure “dure”, Varoufakis verso le dimissioni  

Rischio crisi governo

Dentro Syriza, il partito della sinistra radicale del premier, il malcontento e la diffidenza per i negoziati con Bruxelles sono di giorno in giorno maggiori.

Per questo, il rischio che si apra una rovinosa crisi politica si fa elevato. Per evitare tale scenario, il governo starebbe pensando di ricorrere al referendum, come arma per mettersi al sicuro dalle eventuali proteste della popolazione. Ai greci sarà chiesto di compiere una scelta netta: accettare di restare nell’euro, con tutte le conseguenze che ciò comporta in termini di sacrifici e riforme richieste oppure decidere di tornare alla dracma, ma tenendo ben presenti i rischi di un tale evento. Sappiamo già che la stragrande maggioranza dei greci vuole restare nell’euro, compresa una larghissima fetta degli stessi elettori di Syriza. C’è paura per la dracma, che svalutandosi contro l’euro creerebbe un disastro finanziario e metterebbe a rischio la ricchezza privata delle famiglie. Dunque, se i greci sceglieranno a maggioranza di restare nell’euro, non potranno più lamentare l’adozione delle misure necessarie e Tsipras avrebbe così carta bianca, pur in considerazione delle istanze del suo elettorato.   APPROFONDISCI – Grecia, referendum sull’euro e possibile default: ecco l’inizio del ritorno alla dracma   Va da sé che se sceglieranno di lasciare l’Eurozona, il governo dovrebbe gestire ordinatamente il ritorno alla dracma, ma anche in questo caso non sarebbe passibile di accuse interne per la scelta compiuta dagli elettori.

Referendum euro Grecia per scopi interni

Già nelle scorse settimane, quando l’intesa sulle riforme sembrava allontanarsi, il ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, aveva minacciato di indire un referendum sull’euro, con il quale si sarebbe chiesto ai greci di scegliere tra “la loro dignità e la moneta unica”. Da arma di ricatto contro gli alleati europei, adesso il voto potrebbe trasformarsi in una sorta di silenziatore interno. Il governo di Atene lascerà decidere agli stessi greci il loro destino, i quali saranno consapevoli che in qualsiasi caso non potranno biasimare alcuna misura adottata da Tsipras e dai suoi ministri. Quanto alla data, è probabile e sensato ritenere che sarebbe indetto entro maggio, dato che l’Eurogruppo ha prorogato gli aiuti fino alla fine di giugno, per cui successivamente servirebbe contrattare un nuovo memorandum e l’esecutivo ellenico vorrebbe per allora avere la forza politica per trattare senza titubanze. Per l’Eurozona, tuttavia, sarebbe un precedente dirompente: anche altri paesi potrebbero seguire l’esempio della Grecia e consultare i cittadini per far loro assumere la responsabilità di una scelta così importante. Allo stesso tempo, per settimane i mercati finanziari sarebbero in balia dei sondaggi e dell’umore piuttosto grigio degli investitori.   APPROFONDISCI – Grecia, dalle banche ritirati 23,8 miliardi in 3 mesi e ad aprile è rischio crac

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