La Grecia guarda alla Russia. E Renzi si schiera con la BCE: brutto segnale per Tsipras

La Grecia sta riposizionando la sua politica estera in favore della Russia, anche perché ciò gli consentirebbe di avere un'arma di ricatto verso la UE. Il gioco di Tsipras è pericoloso. Non è un caso che nemmeno Matteo Renzi abbia aperto nella sostanza alla Grecia.

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La Grecia sta riposizionando la sua politica estera in favore della Russia, anche perché ciò gli consentirebbe di avere un'arma di ricatto verso la UE. Il gioco di Tsipras è pericoloso. Non è un caso che nemmeno Matteo Renzi abbia aperto nella sostanza alla Grecia.

La telefonata di ieri tra il premier greco Alexis Tsipras e il presidente russo Vladimir Putin non è stato un evento formale, ma potrebbe essere l’inizio della disgregazione dell’Europa anche sul fronte della già fragilissima unità sulla politica estera. I due hanno convenuto sull’opportunità di intensificare le relazioni in economia e sull’energia. In particolare, Tsipras avrebbe benedetto il “pipeline”, con cui la Russia esporterà il suo gas verso l’Europa, attraversando proprio Turchia e Grecia. Nel frattempo, il ministro degli Esteri, Nikos Kotzias, ha espresso la sua contrarietà all’ipotesi che la UE commini nuove sanzioni contro la Russia, a seguito del surriscaldarsi delle tensioni tra questa e l’Ucraina. Facciamo presente che le sanzioni europee devono essere approvate all’unanimità, per cui l’eventuale voto contrario di Atene bloccherebbe tutto. E il governo Tsipras mostra tutta l’intenzione di giocarsi il veto, quale arma di ricatto nei confronti della Commissione europea, con riguardo alle trattative per la rinegoziazione del debito sovrano.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras torna ad Atene isolato e senza un accordo sul debito. Ecco cosa accadrà  

Stop sanzioni Russia?

Già in campagna elettorale, quando Syriza andava attaccando le sanzioni contro la Russia, Putin aveva fatto trapelare la sua offerta: se Atene vota contro nuove sanzioni, Mosca consentirebbe alle imprese elleniche di continuare ad esportare beni, rimuovendo il blocco per le merci alimentari, che è stato introdotto verso il resto della UE. Poca roba, in verità. Non può essere questa la moneta di scambio tra i due paesi. Certo, da un punto di vista storico e religioso (Grecia e Russia sono entrambe ortodosse), i due stati hanno diverse affinità, per cui il legame non sarebbe una novità. Tuttavia, è evidente che è destinato a stringersi ancora di più con Syriza al governo.   APPROFONDISCI – Grecia, le furbe richieste di Tsipras non fanno breccia in Europa. Crisi di liquidità in vista  

La paura dell’America

Non è un caso che il presidente americano Barack Obama abbia spronato nei giorni scorsi l’Europa a trovare un accordo sul debito, sostenendo che non può continuare a costringere un paese ad attuare politiche di austerità, quando la sua economia è al collasso. Gli USA hanno fiutato un doppio pericolo: che la Grecia sia spinta tra le braccia di Mosca e che essa possa dare battaglia anche all’interno della Nato, organizzazione di cui fa parte e che il partito di Tsipras prende di mira da tempo.   APPROFONDISCI – La Grecia uscirà dall’euro per un incidente. La Germania e i Pigs non aprono sul debito   Il veto sulle sanzioni, in assenza di un’apertura dell’Eurozona sul condono parziale del debito, spingerebbe a uno scontro dentro l’unione monetaria, in particolare, con profonde fratture tra le diverse capitali. Ciò, però, potrebbe allontanare la Grecia anche dagli USA, con la conseguenza di un ulteriore irrigidimento anche del Fondo Monetario Internazionale, che ha nelle mani circa l’8% del debito ellenico. Lo stesso fatto che il premier Matteo Renzi, nonostante si fosse dimostrato aperto a trattare con Tsipras, si sia immediatamente riposizionato sulle stesse posizioni del resto dell’Eurozona, difendendo la decisione della BCE di non accettare più i titoli di stato greci come collaterale di garanzia per i finanziamenti alle banche elleniche, fa intendere che tutti abbiano iniziato a capire la posta in gioco. Il governo di Atene potrebbe realmente trovarsi dinnanzi a un muro sul debito. Non gli resterà che guardare ad est, senza potere ottenere, però, ciò che va chiedendo alla Troika (UE, BCE e FMI). Non ora che anche la Russia è investita dalla crisi.   APPROFONDISCI – La Grecia già con un piede fuori dall’euro. La BCE mette Tsipras con le spalle al muro  

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