La Grecia già con un piede fuori dall’euro. La BCE mette Tsipras con le spalle al muro

La BCE non accetterà più i titoli di stato greci come collaterale di garanzia per erogare liquidità alle banche di Atene. Il comunicato di Francoforte suona come un duro monito al governo Tsipras, una sfida aperta alla sua linea: o dentro o fuori dall'euro.

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La BCE non accetterà più i titoli di stato greci come collaterale di garanzia per erogare liquidità alle banche di Atene. Il comunicato di Francoforte suona come un duro monito al governo Tsipras, una sfida aperta alla sua linea: o dentro o fuori dall'euro.

Il consiglio direttivo della BCE ha comunicato ieri sera che dal prossimo 11 febbraio l’istituto non accetterà più come collaterale di garanzia i titoli di stato della Grecia, in quanto il loro rating è inferiore a quello minimo richiesto per queste operazioni, ovvero “investment grade”. Ad oggi, Francoforte ha accettato tali bond, in deroga alla regola generale, poiché Atene si era impegnata con la Troika (UE, BCE e FMI) ad adempiere a un nutrito programma di riforme e a una politica di risanamento dei conti pubblici, che nei fatti si era tradotta in un atto di fiducia della BCE. Adesso, però, spiega il board, l’esito dei negoziati tra il nuovo governo Tsipras e i creditori pubblici non è più scontato, per cui i titoli di stato greci non potranno essere accettati più come garanzia delle banche, in cambio di liquidità.   APPROFONDISCI – Grecia: la Bce non accetta più titoli di stato a garanzia

Default Grecia più vicino

Per la Grecia si tratta di un colpo durissimo, preludio di un possibile collasso finanziario. Dopo l’annuncio, il governatore della Banca di Grecia, Yannis Stournaras, ex ministro delle Finanze del governo Samaras, ha cercato di rassicurare il mercato sul fatto che non ci sarà a breve una crisi di liquidità, poiché le banche greche hanno accesso all’ELA (“Emergency Liquidity Assistance”), la liquidità di emergenza erogata dalla banca centrale di Atene, seppure su autorizzazione della BCE. Dunque, non dovrebbe esserci un corto circuito imminente nel sistema bancario greco, ma l’impatto sarà duro ugualmente, perché la liquidità erogata con l’ELA prevede il pagamento di un interesse annualizzato dell’1,55%, quando le aste settimanali della BCE offrono liquidità al tasso dello 0,05%. Questo significa per le banche di Atene un maggiore costo rispetto agli istituti del resto dell’Eurozona. In più, i titoli di stato ellenici non saranno oggetto degli acquisti della BCE tramite il “quantitative easing”, per cui non beneficeranno del prevedibile calo dei rendimenti, al netto delle tensioni di queste settimane. Infine, non è nemmeno detto che i fondi ELA saranno accessibili alle banche elleniche, dato che le operazioni di rifinanziamento di emergenza dovranno essere autorizzate dalla stessa BCE.   APPROFONDISCI – Grecia, le furbe richieste di Tsipras non fanno breccia in Europa. Crisi di liquidità in vista   Insomma, la situazione è serissima per Atene, anche perché l’annuncio di Francoforte è stato un atto di sfiducia verso il nuovo governo.

Non è un caso che sia stato emesso a poche ore di distanza dall’incontro tra il governatore Mario Draghi e il ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis. E’ probabile che quest’ultimo abbia ribadito le posizioni dure di questi primi giorni di governo, ossia la volontà di non accettare i termini di un accordo con la Troika, la richiesta di rinegoziare il debito sovrano e la fine delle politiche di austerità.

Tsipras al bivio

Con questo comunicato, la BCE ha voluto mettere il premier Alexis Tsipras con le spalle al muro, come se gli avesse detto: la nostra pazienza è finita. Se non rispetterai gli impegni assunti dal tuo predecessore, inizierai sin da subito a prendere atto delle conseguenze. La prima delle quali, appunto, è la fine della liquidità a basso costo dell’istituto per le sue banche. Allo stesso tempo, il board ha voluto anche segnalare ai mercati finanziari che non teme le reazioni degli investitori e che è disposta ad accettare anche una fuoriuscita della Grecia dall’euro, perché a tale scenario sarebbe pronta, avendo ridotto al minimo il rischio di contagio.   APPROFONDISCI – La Grecia chiede alla BCE di salvare le sue banche. La Merkel vuole isolare Tsipras   Dentro o fuori dall’Eurozona, quindi. Lo stesso presidente francese François Hollande ha detto ieri a Tsipras che “il rispetto delle regole è necessario per tutti, anche per la Francia, anche se è difficile”. Il governo di Atene sa che adesso la scelta è formalmente tra restare o meno nell’euro. Se troverà un’intesa con la Troika, potrà evitare il ritorno alla dracma, altrimenti dovrà prepararsi a rinunciare all’euro, perché in Europa è già partito il countdown.   APPROFONDISCI – La Grecia uscirà dall’euro per un incidente. La Germania e i Pigs non aprono sul debito

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