La Grecia emetterà una moneta parallela per pagare stipendi pubblici e pensioni?

Mentre l'accordo tra la Grecia e l'Eurogruppo si allontana, il governo Tsipras avrebbe escogitato un espediente per pagare stipendi pubblici e pensioni senza soldi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Mentre l'accordo tra la Grecia e l'Eurogruppo si allontana, il governo Tsipras avrebbe escogitato un espediente per pagare stipendi pubblici e pensioni senza soldi.

Sembra lontano un accordo tra la Grecia e i creditori pubblici, dopo che i funzionari europei hanno giudicato “molto vaga e incompleta” la lista delle riforme inviata dal governo Tsipras in formato elettronico e in lingua greca a Bruxelles ieri. L’EuroWorking Group dovrebbe si riunirà domani per valutare le proposte di Atene, ma pare che difficilmente l’Eurogruppo, ovvero i ministri finanziari dell’Eurozona, si riuniranno prima della metà di aprile. Ma da qui ad allora c’è nel mezzo una scadenza importante: il pagamento di quasi 460 milioni di euro al Fondo Monetario Internazionale. Alexis Tsipras e il suo ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, ritengono di essere in grado di affrontare la scadenza, così come il pagamento di stipendi pubblici e pensioni, anche se nelle scorse settimane avevano parlato di liquidità sufficiente solo fino al 15 aprile.   APPROFONDISCI – Allarme Grecia, l’accordo non c’è: scontro con Bruxelles su tagli a pensioni, IVA e IMU  

Liquidità BCE vitale per banche Grecia

Il destino di Atene è adesso nelle mani sia del suo governo che della BCE. Lo scorso giovedì, Francoforte ha innalzato di 1,2 miliardi a 71 miliardi il tetto dei fondi ELA, quelli che la Banca di Grecia può erogare in emergenza agli istituti ellenici, sempre dietro autorizzazione dell’Eurotower. Tuttavia, in assenza di un’intesa almeno preliminare con l’Eurogruppo, Mario Draghi avrebbe difficoltà domani a giustificare un ulteriore innalzamento del limite. Da un mese e mezzo, l’ELA rappresenta l’unico accesso alla liquidità per le banche greche, che non possono partecipare alle aste settimanali della BCE, in quanto i titoli di stato greci non sono accettati come collaterale di garanzia. Se Francoforte chiuderà domani i rubinetti, la crisi del sistema bancario greco potrebbe esplodere già nei prossimi giorni, specie se l’accordo si allontanasse e ciò spingesse i risparmiatori a ritirare a un ritmo ancora più veloce i depositi. Non è un mistero che Draghi stia usando l’ELA come un’arma per convincere il governo Tsipras a trattare, tenendo temporaneamente a galla le banche, ma vietando allo stato di emettere nuovi T-bills per rifinanziarsi, oltre il tetto dei 15 miliardi già raggiunto.   APPROFONDISCI – Grecia: dalla BCE altri 1,2 miliardi alle banche, vediamo tutti gli scenari possibili  

Pagheranno stipendi e pensioni senza un euro in cassa

La situazione finanziaria è così drammatica che l’agenzia Reuters ha riportato in questi giorni la notizia che il governo Tsipras potrebbe emettere a fine mese i cosiddetti IOU, letteralmente “I owe you” o “Io ti devo” per pagare stipendi pubblici e pensioni. Si tratta di pagherò, ovvero di promesse di pagamento fatte ai dipendenti pubblici e ai pensionati per una certa somma (in euro?) e entro una certa data. I titoli potrebbero essere scontati anche subito presso le banche, come avviene oggi in Italia con le cambiali, oppure forse quotati sul mercato secondario, nei fatti permettendo al titolare di ottenere subito il pagamento, sebbene accettando di pagare un onere, lo sconto, se vorrà incassarlo prima della scadenza.   APPROFONDISCI – La Grecia indirà un referendum sull’euro in primavera? Ecco perché Tsipras lo vuole  

Grexit vicina con gli IOU

Un sistema simile fu messo in piedi dallo stato della California nel 2009, quando andò in default. Tuttavia, si tratterebbe di un’emissione di moneta parallela nel caso di Atene, vietata dalla BCE, la cui reazione potrebbe essere durissima, nel caso estremo consistendo persino nella cacciata dall’Eurozona, che forse è anche l’obiettivo a cui aspira ormai il governo Tsipras. Inoltre, gli IOU potrebbero tradursi in un finanziamento indiretto delle banche verso il governo. Non potendo più acquistare titoli di stato greci per espresso divieto della BCE, le banche elleniche pagherebbero stipendi e pensioni, attraverso lo sconto degli IOU, anticipando i pagamenti statali e vantando  così un credito verso il Tesoro di Atene. Un sistema anche piuttosto evidente di finanziamento indiretto del debito pubblico a cui l’Eurozona non potrebbe restare a guardare.   APPROFONDISCI – Grecia, dalle banche ritirati 23,8 miliardi in 3 mesi e ad aprile è rischio crac

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Argomenti: banche Grecia, Economie Europa, Grexit