La Grecia è salva per ora, ma ad Atene ci sarà poco da festeggiare

La Grecia si può considerare temporaneamente salva, da un punto di vista della sua permanenza nell'euro, ma l'economia è in recessione e c'è poco da gioire ad Atene. Resta il rischio politico.

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La Grecia si può considerare temporaneamente salva, da un  punto di vista della sua permanenza nell'euro, ma l'economia è in recessione e c'è poco da gioire ad Atene. Resta il rischio politico.

Lo scorso venerdì, l’Eurogruppo ha approvato il terzo salvataggio della Grecia dal 2010 e di 85,5 miliardi di euro in 3 anni. Sono state superate le perplessità della Germania, che chiedeva l’erogazione di un secondo prestito-ponte, dopo quello di luglio da 7,16 miliardi. Entro giovedì, data di scadenza di 3,2 miliardi di titoli di stato in mano alla BCE, Atene riceverà una prima tranche da 26 miliardi di euro, di cui una decina servirà per ricapitalizzare le banche. Il rischio Grexit nell’immediato si riduce fortissimamente ed è probabile che sin da oggi assisteremo a un rally della Borsa di Atene, crollata di oltre il 15% dalla riapertura dopo le 5 settimane di chiusura forzata, così come per i titoli di stato, i cui prezzi stanno già risalendo dai minimi toccati tra giugno e luglio, anche se restano ben al di sotto dei massimi dell’anno, risalenti al gennaio scorso.   APPROFONDISCI – Grecia: sale il costo del salvataggio, ma dubbi su un accordo all’Eurogruppo di oggi  

Economia Grecia torna in recessione

Ma ci sarà poco da festeggiare per i greci, che dovranno vivere un altro biennio di dura recessione, stimata in un calo del pil per quest’anno non inferiore al 2%, ma che stando alle proiezioni di luglio della Commissione europea potrebbe arrivare anche al 4%. Nel frattempo, un’economia al collasso non potrà creare nuovi posti di lavoro, quando la disoccupazione è già al 25,5%. Pesanti saranno i tagli alle pensioni, che in totale ammonteranno alla metà dell’intera spesa previdenziale. Non saranno tagliati gli assegni, bensì si aumenterà l’età pensionabile, si ridurranno i sussidi pubblici ad alcune categorie e si manderanno i nuovi pensionati in quiescenza completamente con il sistema contributivo, se si ritireranno dal lavoro prima dei 67 anni. I risparmi attesi entro il 2017 sono pari a 48,5 miliardi. Un’ottima notizia per le casse dello stato, che potranno finalmente mettere in sicurezza il sistema previdenziale più sconquassato d’Europa, ma l’impatto sull’economia non sarà dolce, perché verranno meno ogni anno più di 8 punti di pil in redditi, che in una fase di recessione si faranno sentire.   APPROFONDISCI – La Grecia dimezza la spesa per le pensioni, ecco cosa prevede la riforma  

Elezioni Grecia e lo spettro dell’instabilità

Il ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, ha dichiarato al termine dell’Eurogruppo che la Grecia ha l’occasione di risolvere con le riforme i problemi che aveva cercato sempre di rinviare per una soluzione, compresi l’evasione fiscale e la corruzione.

Ed è vero. Ma l’aumento dell’IVA non farà bene alle imprese, contrarrà ulteriormente la spesa delle famiglie e i controlli sui capitali allontaneranno i nuovi investimenti finché resteranno attivi. Infine, tra settembre e ottobre esiste un’elevata probabilità che la Grecia torni alle elezioni anticipate, dato che il governo Tsipras è privo di una maggioranza autonoma sulle riforme e dovrebbe affidarsi alle opposizioni per farle passare in Parlamento, cosa che non ha intenzione di fare oltre lo stretto necessario per impedire la Grexit. Resta così l’incognita di quali saranno gli sviluppi politici ad Atene, se Syriza tornerà al potere in modalità più moderata, liberatasi delle frange più estreme, oppure se subirà l’emorragia elettorale in favore delle nuove formazioni alla sua sinistra, come la corrente guidata dall’ex ministro dell’Energia, Panagiotis Lafazanis, o l’annunciata Alleanza per l’Europa dell’eccentrico Yanis Varoufakis. Il rischio è che le urne sanciranno un clima meno stabile di quello odierno e che ciò porti a una maggiore difficoltà nell’attuare le riforme da parte del prossimo governo, che salvo cataclismi, dovrebbe ancora essere marcatamente di sinistra e a guida Alexis Tsipras.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras avverte Syriza: pronto alle elezioni anticipate, Grexit ancora possibile  

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