La Grecia è pronta a tornare sul mercato tra un anno. Altolà Merkel su nuovo haircut

Da Atene il ministro ellenico delle Finanze, Yannis Stournaras, scopre le carte: alla Grecia servono altri 10 miliardi di aiuti

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In piena campagna elettorale, in vista delle elezioni del 22 settembre prossimo, precedute di una settimana dal voto regionale in Baviera, il cancelliere Angela Merkel tuona contro la possibilità che Atene opti per un secondo “haircut”, dopo il taglio del valore nominale dei suoi titoli di stato, messo in atto già un anno e mezzo fa.

 

Ristrutturazione debito Grecia: per la Merkel sarebbe una mazzata alla fiducia verso l’Eurozona

Frau Merkel mette in guardia tutti in un’intervista al settimanale tedesco Focus, dove dichiara che l’ipotesi di una nuova tagliola del debito sarebbe molto negativa per l’intera Eurozona, in quanto riporterebbe a zero la fiducia dei mercati nei titoli europei, creando una nuova tempesta finanziaria.

Semmai, ha affermato la cancelliera, i conti si faranno nel 2014 e in quella data si valuteranno l’evoluzione del debito ellenico e l’attuazione delle riforme chieste ad Atene, per le quali “resta molto da fare”.

Una precisazione che arriva dopo che la scorsa settimana, durante un comizio ad Amburgo, il suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, aveva annunciato che la Grecia avrà bisogno di un terzo piano di aiuti, salvo rettificare parzialmente su pressione dei colleghi di partito, che essi ammonteranno certamente a un importo di gran lunga inferiore ai primi due piani ( In Grecia è in arrivo una nuova tempesta? La Germania annuncia un terzo piano di aiuti).

 

Aiuti alla Grecia: ad Atene servono 10 miliardi

E da Atene, il collega alle Finanze, Yannis Stournaras, ha indicato in 10 miliardi la cifra necessaria per la Grecia, chiarendo che essi dovranno essere trovati senza alcun ricorso a dosi supplementari di austerità. Il ministro lo ha dichiarato dopo la visita del banchiere centrale tedesco della BCE, Joerg Asmussen. E l’importo è uguale a quello pre-annunciato dal Fondo Monetario il mese scorso, quando l’istituto aveva parlato di “buco” da 10-11 miliardi di euro nei bilanci greci tra il 2014 e il 2015. Ma è lo stesso Stournaras a precisare che questi 10 miliardi non sarebbero recuperati con un nuovo “haircut”, esistendo strade alternative, quale l’alleggerimento delle condizioni pattuite con la Troika per gli aiuti già ottenuti (240 miliardi dal 2010 alla fine del 2014).

A tale proposito, si parla della riduzione degli interessi sui prestiti o anche l’introduzione di un periodo di grazia, ossia di mancato pagamento e computo degli interessi. Resta in campo anche l’ipotesi anche di un allungamento delle scadenze degli aiuti ricevuti.

 

Bond Grecia: si torna sul mercato?

E sempre il ministro ha affermato che la Grecia sarebbe pronta a tornare sul mercato nella seconda metà del 2014, ma a due condizioni: che già quest’anno il paese mostri un avanzo primario e che agli inizi dell’anno prossimo attecchisca un minimo di crescita, come sarebbe nelle attese. Solo a queste condizioni, secondo il governo di Samaras, le emissioni potrebbero essere spuntate a rendimenti accettabili e sostenibili. Interpellato sull’importo, Stournaras si è limitato a rispondere che esso potrebbe anche essere inferiore alla forchetta dei 3-5 miliardi di cui si parla.

Va precisato che già oggi la Grecia si rifinanzia sui mercati, sebbene solo con titoli a breve scadenza, i cosiddetti “bills”, senza cedola. Lo scorso 6 agosto, tanto per fare un esempio, Atene ha collocato bond a sei mesi per 812,5 milioni di euro e a un rendimento del 4,2%. La curva dei tassi risulta, pertanto, ancora troppo onerosa, nel senso che gli investitori scontano un rischio default a breve e pretendono rendimenti alti anche per le scadenze molto brevi. I decennali, invece, viaggiano su rendimenti ancora poco superiori al 10%, quando a maggio avevano toccato un minimo dell’8,5%. Una certa variabilità dei tassi ellenici e livelli persistentemente anomali su tutta la curva mettono a rischio il ritorno sui mercati di Atene tra un anno. Ai livelli attuali, infatti, la Grecia dovrebbe pagare interessi più alti di quelli pagati sui prestiti alla Troika e per tutte le scadenze, gravando le già vuote casse pubbliche del paese.

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