La Grecia chiede tempo, la Germania si ammorbidisce

Inizia una tre giorni molto lunga per la Grecia alle prese nuovamente con il rischio fallimento. La Germania apre alla trattativa. La parola d'ordine sembra essere "pragmatismo"

di Enzo Lecci, pubblicato il
Inizia una tre giorni molto lunga per la Grecia alle prese nuovamente con il rischio fallimento. La Germania apre alla trattativa. La parola d'ordine sembra essere

Potrebbe essere il tempo il grande intermediario in grado di portare ad un accordo tra la Grecia di Samaras e la Germania della Merkel. Di ampi margini di tempo infatti hanno bisogno sia la Grecia che la Germania per motivi chiaramente completamente diversi. Atene infatti, come ha più volte affermato il premier greco, ha bisogno di più tempo (e non più soldi come ha orgogliosamente sottolineato lo stesso primo ministro) per rispettare gli impegni presi con l’Europa mentre la Merkel ha il disperato bisogno di più margini temporali per potersi presentare dinanzi ai suoi alleati di governo con in mano un quadro più stabile dell’Eurozona senza che ciò implichi nuovi sforzi per i contribuenti tedeschi.  

Aiuti alla Grecia indispensabili: Atene avrà a settembre le casse vuote

Insomma la via di sbocco all’ennesima patata bollente che grava sul futuro della Grecia e più in generale dell’Eurozona sarà spianata dal più naturale dei pragmatismi senza tanti discorsi teorici. Che il vento sia cambiato, in positivo, lo si è compreso dalla posizione del vice presidente della Cdu-Csu al Bundestag, Michael Meister. L’uomo politico ha affermato che non è interesse della Germania far saltare il tavolo per questioni che possono essere risolte in pochi giorni, senza alcuna difficoltà. Un ammorbidimento, molto poco tedesco, che potrebbe portare la Troika a staccare anticipatamente l’ennesima tranche di aiuti, indispensabili alla Grecia per non restare con le casse vuote. Chiaramente la Germania ci ha tenuto a sottolineare che il via libera alla nuova rata di aiuti è subordinato a un rapporto positivo della Troika e al via libera del Fondo Monetario Internazionale. Nonostante questa puntualizzazione però, l’impressione è che la Germania non abbia alcun interesse a far saltare il banco delle trattative minacciando così i suoi stessi interessi (politici e interni in primis). Insomma per Berlino la strada dell’intransigenza non potrebbe più essere l’unica alternativa possibile.  

La posizione della Grecia

La calda estate mediterranea è sicuramente ancora più rovente in Grecia. Samaras nei giorni ha affermato che Atene ha bisogno di più tempo per prendere fiato e poter così gettare le basi per un rilancio, fermo restando l’assoluta necessità che a settembre venga staccato il nuovo assegno salva Grecia. Il premier greco non ha nascosto l’urgenza della situazione sottolineando che l’uscita della Grecia dall’Euro sarebbe un disastro tanto economico che sociale. “Stiamo facendo progressi, stiamo riducendo il numero complessivo dei dipendenti pubblici” ha precisato Samaras in una intervista alla Bild, ma la Grecia ha bisogno di un allungamento del periodo di implementazione delle misure concordate con la Troika di 2 anni. Proprio per cercare di convincere la Troika sulla necessità di allungare i tempi di implementazione appena ieri la Grecia ha incrementato di 2 mld il piano di taglio della spesa pubblica (Crisi Grecia: governo verso nuovi tagli. Disoccupazione alle stelle).  

I tre giorni più lunghi della Grecia

Oggi il premier greco Samaras Antonis Samaras incontrerà oggi il presidente dell’ Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. Domani sarà invece la volta del vertice bilaterale Germania-Francia e infine venerdì Samaras incontrerà Angela Merkel a Berlino. Tre giorni cruciali per il futuro di Atene che in questa sua corsa contro il tempo potrebbe avere un inatteso alleato: il pragmatismo dei politici tedeschi.  

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Argomenti: Economie Europa

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