La Grecia chiede alla BCE di salvare le sue banche. La Merkel vuole isolare Tsipras

Durante l'incontro con il ministro dell'Economia francese, il greco Yanis Varoufakis chiede che la BCE salvi le banche elleniche con la liquidità necessaria, ma il governo Tsipras chiude sulle riforme e pretende la cancellazione parziale del debito. La cancelliera Angela Merkel si rifiuta di incontrare il nuovo premier.

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Fine settimana intenso per il nuovo governo in Grecia del premier Alexis Tspras. I primi giorni sono stati molto burrascosi sul fronte dei mercati finanziari e del rapporto con gli alleati europei. I rendimenti dei titoli di stato ellenici a 3 anni sono esplosi al 19%, quelli decennali intorno all’11%, mentre i titoli bancari sono crollati in borsa di quasi il 40%. Nel frattempo, continuerebbero i ritiri dei risparmi dalle banche, giunti la settimana prima delle elezioni a ben 11 miliardi di euro, cinque punti e mezzo del pil greco.   APPROFONDISCI – I mercati suonano l’allarme Grecia: esplodono i rendimenti dei bond  

Scontro governo Troika

Il ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, ha dichiarato che la Grecia non contrarrà nuovo debito sotto i due piani di assistenza già ottenuti dalla Troika (UE, BCE e FMI) e che cercherà un accordo con i creditori entro la fine di maggio. In ballo ci sarebbero gli ultimi prestiti per 7,2 miliardi di euro, che a questo punto non si capisce nemmeno molto bene se il governo Tsipras intenda richiederli formalmente. Di certo ne ha bisogno, ma Varoufakis si è rifiutato di incontrare i funzionari della Troika, considerando il comitato dei creditori illegittimo.   APPROFONDISCI – E Tsipras avvertì la Germania: il debito in Grecia non sarà mai ripagato   Da Parigi, dove ha incontrato il collega Michel Sapin, ha fatto appello, però, affinché la BCE sostenga le banche greche con la liquidità necessaria. Gli istituti ad oggi possono accedere ai rifinanziamenti di Francoforte, nonostante i titoli di stato portati come collaterale di garanzia siano del tipo “junk”, ossia di qualità inferiore agli standard minimi richiesti dall’Eurotower. Tuttavia, il governatore Mario Draghi ha fatto presente che senza un accordo con la Troika, i titoli greci non potrebbero più essere accettati, per cui le banche di Atene dovranno fare ricorso alla Emergency Liquidity Assistance della Banca di Grecia. E’ attualmente lo scenario più temuto dai leader greci.   APPROFONDISCI – La Grecia vuole il default? Ecco il piano del nuovo ministro dell’Economia   Lo stesso premier ha scritto a Bloomberg di chiedere che la Grecia abbia tempo per respirare e per riprendersi. Una posizione sostenuta anche dal presidente USA, Barack Obama, il quale ha affermato che non si può chiedere a un paese economicamente depresso e in caduta libera di continuare nelle politiche di austerità.

La Germania diffidente

Fatto sta che Tsipras ha cercato anche di rassicurare l’Europa, in particolare, la Germania, quando ha affermato che il suo paese cercherà di aumentare le entrate fiscali per centrare gli obiettivi sull’avanzo primario (surplus al netto degli interessi sul debito), attraverso una forte lotta all’evasione fiscale e con aumenti di tasse sui più ricchi. In cambio, chiede di fatto un condono parziale del debito o una moratoria sul rimborso e sugli interessi, per quanto Atene già oggi non deve pagare il 72% del debito pubblico, oggi nelle mani di UE e BCE, fino al 2020 per una grossa parte e fino al 2023 per il resto.   APPROFONDISCI – La Grecia di Tsipras rischia grosso tra una settimana. E’ panico tra i risparmiatori   Intanto, in un’intervista concessa all’ Hamburger Abendblatt, la cancelliera Angela Merkel ha ribadito la solidarietà dei tedeschi e degli altri governi europei alla Grecia, ma ha chiesto in cambio le riforme. Pare che non abbia in programma di incontrare Tsipras né con un faccia a faccia, né all’interno dell’Eurogruppo in programma per la settimana, volendo dimostrare che il nuovo premier greco sarebbe isolato. D’altronde, nonostante le aperture della Francia, Sapin è stato chiaro sul punto: “sul debito possiamo discutere, rinviarlo, alleviarlo, ma non lo cancelleremo”. Difficile che la Germania scenda a patti con Atene, ora che Tsipras ha bloccato come suo primo atto le privatizzazioni, partendo dai porti del Pireo e di Tessalonica, chiedendo le dimissioni del sovraintendente al comitato delle privatizzazioni e del suo portavoce, quale segno tangibile della volontà del nuovo governo di non accettare più le richieste della Troika. In più, tra i primi provvedimenti c’è un evidente aumento della spesa pubblica per sostenere stipendi pubblici e pensioni, attingendo ai fondi europei erogati per salvare le banche, ma rimasti parzialmente inutilizzati. Tutti fattori che stanno contribuendo ad avvelenare il clima e ad allontanare la ricerca di una soluzione, che potrebbe anche non arrivare.   APPROFONDISCI – Tsipras non vuole pagare il debito e ferma le riforme, l’Europa reagisce e la Borsa di Atene crolla  

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