La Grecia alla canna del gas. Si bruciano i risparmi per sopravvivere

Il 72% dei greci intervistati da Public Issue starebbe intaccando i propri risparmi per fare quadrare i conti familiari, il 19% non ha più un soldo e il 92% ritiene di non potere risparmiare nulla l'anno prossimo. Numeri di un paese allo sfascio

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Il 72% dei greci intervistati da Public Issue starebbe intaccando i propri risparmi per fare quadrare i conti familiari, il 19% non ha più un soldo e il 92% ritiene di non potere risparmiare nulla l'anno prossimo. Numeri di un paese allo sfascio

I dati del sondaggio Public Issue, realizzato in Grecia agli inizi di novembre, confermano lo stato di collasso dell’economia ellenica dopo sei anni consecutivi di recessione. Il 72% del campione intervistato sostiene di attingere ai propri risparmi per fare quadrare i conti, mentre il 19% ritiene di non avere più un soldo da parte.

E un allarmante 92% è convinto di non essere in grado di risparmiare nemmeno un centesimo per l’anno prossimo. Infine, l’82% considera il suo stato economico peggiore di quello di un anno fa.

A fronte di questi numeri agghiaccianti, anche il già ristretto club di ferraristi nel paese è rimasto con solo undici membri. Si tratta di personalità delle libere professioni e manager, che tutt’ora dispongono della possibilità di possedere una Ferrari dal prezzo medio superiore ai 200 mila euro, pagando mediamente 3 mila euro di assicurazione auto ogni sei mesi, una tassa di bollo di 1.700 euro all’anno e alla quale si aggiungono altri 7 mila euro di tassa sui beni di lusso.

Ma la crisi è così drammatica in Grecia, che anche questi fortunati preferiscono non dare sfoggio della propria ricchezza ed evitano di sfrecciare apertamente sulle strade elleniche.

 

Aiuti alla Grecia, nuovo giro di incontri

Intanto, Atene è ancora una volta alle prese con le trattative con la Troika (UE, BCE e FMI). I tre funzionari di quest’ultima, il danese Poul Tomsen (FMI) e i tedeschi Klaus Masuch (UE) e Matthias Mors (UE) sono atterrati avanti ieri nella capitale per incontrare i vertici del governo di Antonis Samaras, ma le trattative si sono interrotte sul “buco” di bilancio previsto per il 2014, anche se le distanze risultano diminuite. Infatti, i funzionari ora stimano in 1,8 miliardi e non più in 2,9 miliardi la mancata copertura dei conti da parte del governo, il quale ha ribadito che non intende andare oltre i 500 milioni di euro. In ballo c’è una tranche di un miliardo di prestiti (mezzo punto di pil ellenico). I creditori vorrebbero che l’accordo fosse trovato entro l’8 dicembre, visto che il giorno successivo si riunirà a Bruxelles l’Eurogruppo, che dovrà deliberare gli aiuti.

Tuttavia, dopo una riunione di numerose ore tra le parti, il premier ha voluto confermare la promessa ai suoi concittadini, cioè che in ogni caso non saranno aumentate nuovamente le tasse, mentre il “buco” sarà coperto con tagli alle spese.

 

Pil Grecia in caduta libera

La diatriba con la Troika riguarda i ritardi registrati sulle privatizzazioni, la tassa sugli immobili, la possibilità per le banche di mettere all’asta la prima casa in caso di inadempienza del debitore, così come il risanamento delle imprese a partecipazione statali. Queste sono la Elvo (auto), l’Eas (sistemi autodifesa) e la Larko (miniere e siderurgia). Altro problema spinoso riguarda anche la messa in mobilità dei dipendenti pubblici.

E dopo sei anni di recessione, la Grecia ha perso circa un quarto del pil del 2007, ultimo anno pre-crisi, mentre il tasso di disoccupazione è esploso al 27,9%, con punte superiori al 60% tra i giovani under 25.

 

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