La Germania si conferma locomotiva d’Europa alla vigilia delle elezioni

Ancora buone notizie per la cancelliera Merkel, che si presenta alle urne con un'economia in perfetto stato di salute. Pil cresce nel secondo trimestre. Bene anche manifatturiero e servizi

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Ancora buone notizie per la cancelliera Merkel, che si presenta alle urne con un'economia in perfetto stato di salute. Pil cresce nel secondo trimestre. Bene anche manifatturiero e servizi

L’ufficio statistico federale della Germania ha confermato la stima flash sul pil del secondo trimestre, cresciuto dello 0,7% sui primi tre mesi dell’anno e dello 0,9% su base annua. Hanno fatto da traino la spesa per investimenti, salita dell’1,9% sul primo trimestre, i consumi privati dello 0,5%, la spesa per costruzioni dello 0,3% e il commercio estero dello 0,2%.

 

Indice Pmi manifatturiero Germania in espansione

E ieri l’indice Pmi manifatturiero e dei servizi, che rappresentano i due terzi dell’economia tedesca, è stato stimato preliminarmente in crescita ad agosto a 53,4 punti dai 52,1 punti di luglio. Secondo il capo economista di Markit, Chris Williamson, questi dati indicherebbero una possibile crescita della Germania nel terzo trimestre dello 0,4%, seppur in rallentamento dal secondo trimestre. L’Eurozona, invece, nel secondo trimestre è cresciuta dello 0,3%, dopo il -0,3% del primo trimestre. E si è trattata della prima espansione dal terzo trimestre del 2011.

Con un export ormai al 51% del pil (30,2% in Italia) e un tasso di disoccupazione ai minimi dalla riunificazione, la Germania di Angela Merkel si conferma più locomotiva che mai, anche visto il panorama deprimente del resto dell’Area Euro. Un aspetto determinante per la campagna elettorale, che proprio oggi entra nel mese che porterà al voto del 22 settembre. Tutti i sondaggi indicano inequivocabilmente una vittoria netta dei conservatori di Frau Merkel, anche se il sistema proporzionale tedesco potrebbe costringere il centro-destra a una Grosse Koalition con i socialdemocratici.

Quel che è certo è che la Germania si presenta all’appuntamento elettorale rinvigorita da una superiorità economica e finanziaria, dimostrata dai fatti di questi ultimi anni. Certo, la normalizzazione dei mercati finanziari sta portando a un rialzo netto dei rendimenti dei Bund tedeschi, i quali hanno ormai superato la soglia dell’1,90% per la scadenza decennale, dopo che nei mesi scorsi avevano toccato il minimo dell’1,38%.

Gli esperti ritengono che entro la fine del 2014, tali rendimenti potrebbero arrivare al 2,50%. Se così fosse, svanirebbero almeno in parte i risparmi per Berlino riportati dal 2010 in poi e ottenuti dall’emissione di titoli a tassi negativi o inferiori al passato. Secondo il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, essi sarebbero stati pari a 40,9 miliardi di euro.

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