La Germania scopre con la lotta al Covid di essere rimasta arretrata e la rabbia dei tedeschi esplode

Opinione pubblica scioccata dalla pessima gestione della pandemia, ma emergono criticità irrisolte e nascoste dai governi Merkel in tutti questi anni.

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Germania scioccata dalla pessima gestione della pandemia

I tedeschi sono ufficialmente arrabbiati neri. Molti stanno trascorrendo le loro vacanze in Spagna, specie a Maiorca, per staccare qualche giorno dopo lunghi mesi di “lockdown”, i quali si stanno rivelando oltretutto inutili. La curva dei contagi da Covid si sta impennando senza apparente sosta. Nell’ultimo mese e mezzo, i nuovi casi positivi giornalieri sono aumentati di circa il 150%. I morti per fortuna non seguono lo stesso trend, pur restando oltre i 160 al giorno.

Ma se c’è una cosa che sta facendo imbufalire l’opinione pubblica è la lentezza delle vaccinazioni. Questo martedì, appena il 15,36% della popolazione aveva ricevuto almeno una dose, meno del 15,98% della stessa Italia, che certo non sta brillando per velocità. I vaccinati veri e propri, poi, sprofondavano al 4,6%, sotto anche stavolta al 5% dell’Italia. E dire che le premesse fossero state buone, dato che Pfizer era riuscita ad annunciare il primo vaccino anti-Covid, avendolo sperimentato grazie alla collaborazione con la società tedesca di biotecnologie BioNTech.

Qualche giorno fa, la cancelliera Angela Merkel è dovuta andare in televisione per avvertire i 16 Laender che non assisterà più a ulteriori perdite di tempo: o riusciranno a imporre misure efficaci contro la diffusione della pandemia o avocherà allo stato federale i loro poteri sulla gestione della crisi sanitaria. Una minaccia senza precedenti e che, tuttavia, non convince i tedeschi, dato che il flop è stato di tutto il sistema tedesco, compreso il governo federale. Se le dosi del vaccino non arrivano, non è certo colpa dei governatori. Per non parlare dei quotidiani cambi di idea di Berlino praticamente su tutto, dalle chiusure all’uso obbligatorio delle mascherine, passando per gli effetti collaterali di AstraZeneca.

E, soprattutto, molte criticità che stanno emergendo in questi mesi sono frutto di politiche sbagliate propinate da Berlino.

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Germania troppo burocratica e ingessata

Per capire di cosa parliamo, dobbiamo rifarci alle stesse parole della cancelliera, secondo cui “a volte siamo troppo perfettini”. Una frase, che svela l’insoddisfazione per le eccessive procedure burocratiche che riguardano la somministrazione dei vaccini. In effetti, la mania tedesca per controllare che nessuno salti la fila e che tutto sia formalmente a posto sta contribuendo a rallentare la vaccinazione. Un esempio? Per somministrare una dose a domicilio servono un farmacista che porta la siringa, l’infermiere che fa l’iniezione, il medico che richiede il consenso informato dal paziente e tre volontari della Croce Rossa per il disbrigo delle pratiche cartacee. Già, perché nel frattempo bisogna compilare otto moduli A4, una roba a cui gli stessi tedeschi non riescono a credere.

Il sistema informatico delle prenotazioni è arcaico. Va in crash ogni due e tre, spesso richiedendo giorni di tempo prima che un’iscrizione vada a buon fine. E, soprattutto, ancora la comunicazione con l’RKI, l’ente che si occupa delle malattie infettive, avviene fondamentalmente in modalità cartacea e tramite fax. Di chi è la colpa? Beh, in tutti questi anni di surplus di bilancio, non vi è stato un solo organismo indipendente che non abbia sollecitato la Germania a investire un po’ di più sulla modernizzazione della sua infrastruttura digitale, oltre che sulla rete viaria. Berlino ha sempre fatto orecchie da mercante, orgogliosa della discesa costante del suo debito pubblico. Per carità, aveva ragione, ma non fino al punto di sacrificare gli investimenti strategici, i quali si rivelano alla lunga uno stimolo per la crescita economica e un tonificante per gli stessi conti pubblici.

Invece, l’emergenza Covid sta portando a galla una Germania più arretrata di quanto gli stessi tedeschi pensassero. La didattica a distanza qui è andata male, con numerose famiglie a non disporre di dispostivi mobili con cui seguire le lezioni e gli stessi insegnanti spesso ad esserne privi.

Anziché erogare loro un sostegno, il governo federale si è girato dall’altra parte, peraltro senza riuscire a fare arrivare in tempo gli aiuti alle attività chiuse. Degli 80 miliardi stanziati, in pochi stanno vedendo realmente qualcosa, perlopiù sempre in conseguenza dell’iper-burocrazia che accompagna i controlli.

La Germania di Frau Merkel da modello si trasforma in disastro per l’Europa su Covid e vaccini

Da modello a iattura

I sondaggi prendono noto del profondo malessere della popolazione, irritata anche dallo scandalo corruzione sulla vendita di mascherine, che ha coinvolto tre deputati del centro-destra merkeliano, oltre che il marito del ministro della Salute, Jens Spahn, quest’ultimo manager proprio di una società di mascherine, la Burda GmbH. Quando mancano meno di sei mesi alle elezioni federali, per l’istituto INSA la CDU-CSU della cancelliera sprofonda al 26% dei consensi, mentre i Verdi avanzano al 21%. Non bene neppure i socialdemocratici della SPD al 18%, mentre i liberali della FDP avanzano al 10,5%, sotto l’11% degli euroscettici dell’AfD.

Ormai, di appannato non vi è solo il giudizio dei tedeschi sulla gestione della pandemia, quanto sull’intera eredità dei 16 anni di Frau Merkel, la quale era riuscita fin quasi alla fine a mascherare bene le numerose falle della sua lunga guida del governo con i numeri macro certamente migliori dei concorrenti europei. Tuttavia, adesso sta facendosi più chiara la dinamica sottesa a tali numeri: decenni di sotto-investimenti e rinvio alle calende greche della risoluzione di alcuni grandi problemi, tra cui la stessa sperequazione tra est e ovest. Infine, da membri di una classe politica presunta infallibile, i conservatori tedeschi si stanno rivelando modesti a tutti i livelli, a partire da Bruxelles, dove hanno piazzato la pessima Ursula von der Leyen, responsabile del disastro vaccinale. Gli dei scendono dall’Olimpo, scaraventati dai loro stessi fedeli, che si chiedono frastornati se non abbiano pregato per troppo tempo le entità sbagliate.

L’era Merkel in Germania si chiude con un fiasco quasi totale per l’intera Europa

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